Foto: Cagliari Calcio
A poche ore dal calcio d’inizio di Napoli–Cagliari, cresce l’attenzione attorno a una sfida che si preannuncia intensa e ricca di spunti. Per analizzare al meglio il momento dei rossoblù e le insidie che attendono la squadra guidata dal napoletano Fabio Pisacane, abbiamo intervistato Elia Serra, giornalista di Cagliari News 24, che ci offre la sua chiave di lettura in vista del match del Maradona.
Il Cagliari è ripartito da una scelta coraggiosa, con la promozione di Pisacane dalla Primavera alla Prima Squadra. Che tipo di progetto porterà avanti il nuovo allenatore?
“Il Cagliari, scommettendo su Pisacane, vuole perseguire la strada della continuità per ciò che concerne le scelte degli ultimi anni. Ovvero puntare sul vivaio e sui giovani, per garantirsi dei prospetti futuribili, che come nel caso di Piccoli e Zortea, possano garantire delle importanti plusvalenze. Tutto va però analizzato caso per caso. Da un lato il trasferimento del centrocampista è stato quasi obbligato, mentre quello dell’ex attaccante dell’Atalanta è stato dettato da un’offerta economica irrinunciabile. Averli ceduti dopo una sola stagione è stata un’eccezione dettata dall’esigenza di portare avanti la strategia di sostenibilità del bilancio, mentre normalmente l’idea è quella di creare una base solida a medio-lungo termine, per poi riuscire a crescere e sostenersi. La società si ispira un po’ a Sassuolo, Atalanta e Como, seppur con una disponibilità economica inferiore. L’obiettivo è perciò quello di lavorare bene con i giovani, costruendosi man mano un tesoretto per continuare a crescere”.
Continuando a parlare di giovani, che lavoro c'è dietro la crescita esponenziale del settore giovanile? Contro la Fiorentina c’è stato l'esordio in serie A del 2005 Idrissi, mentre Liteta e Pintus, protagonisti dei successi della Primavera, sono stati aggregati alla Prima Squadra fin dal ritiro estivo. Si può dire che il Cagliari, sotto questo aspetto, sia un esempio virtuoso?
“Penso proprio di sì. Il Cagliari sta puntando molto sul proprio vivaio e contestualmente sul proprio territorio. Tramite l'Academy la società riesce a portare i migliori ragazzi al Cagliari, selezionandoli attraverso una serie di società affiliate, e lasciandoli lì fino al momento in cui saranno pronti per il grande salto. Ciò ha permesso la costruzione, negli ultimi anni, di rose che hanno fatto benissimo a livello giovanile: ad esempio l'annata dei 2002-2003, nella quale c'erano Obert e Luvumbo, arrivò in semifinale play-off. Due anni fa la Primavera ha mancato la fase post-season per un solo punto, mentre nell’ultima stagione soltanto per la peggior differenza reti rispetto al Milan. Quando si lavora bene i risultati si vedono, e non a caso il Cagliari ha poi conquistato l’ultima Coppa Italia Primavera contro il Milan, sfiorando il bis nella finale di Supercoppa Italiana, persa pochi giorni fa soltanto ai calci di rigore al cospetto dell’Inter. Durante il percorso, è ovvio che vengan fuori tanti prospetti in grado di creare plusvalenze, o soprattutto giocatori subito pronti per la Prima Squadra, come appunto Luvumbo e Obert negli ultimi anni. In questa stagione la società ha deciso di puntare tanto su Idrissi. Avendolo seguito per anni, posso dire che si tratta di un ragazzo non dico dal futuro assicurato, ma senz’altro di grande prospettiva. Ma non finisce qui, perchè dietro di lui c'è tutta una serie di giocatori tra i 2004, 2005 e 2006 che sono pronti a uscire. Penso subito a Vinciguerra o Liteta, un mediano con caratteristiche assurde. Oltre a lui, il mio pupillo è Ivan Sulev che secondo me è un trequartista dale potenzialità enormi”.
Che partita ti aspetti sabato sera, e quale sarà secondo te l'approccio del Cagliari?
“Partiamo dal presupposto che le gare tra Napoli e Cagliari sono sempre molto sentite, soprattutto dai tifosi isolani, per la rivalità nata negli anni 90 a seguito del famoso spareggio salvezza giocato contro il Piacenza al San Paolo. Si respira sempre un clima di rivalità eterna, a volte insensata, ma in ogni caso il Cagliari non la vive mai come una partita normale e prova sempre a fare l'impresa. Detto ciò, è sotto gli occhi di tutti come il progetto portato avanti da Conte iniziato con lo Scudetto, e proseguito quest’estate con una campagna acquista impressionante e lungimirante, sia ancora in divenire. La bilancia pende inevitabilmente dalla parte del Napoli, ma la squadra di Pisacane proverà a giocarsela come fatto all’esordio contro la Fiorentina. Servirà un Cagliari molto aggressivo, che dovrà bloccare i rifornimenti alla squadra avversaria, e mettere in mostra una grande fase difensiva. Soltanto così i rossoblù avranno qualche chance di limitare un Napoli che in questo momento sembra spaventoso come squadra: completa in ogni reparto, con due potenziali titolari in ogni zona del campo. Più che i singoli, sarà la tattica a fare la differenza, e sia Conte che Pisacane sono due tecnici che sanno leggere perfettamente la gara, cambiando spesso l’inerzia della gara attraverso i cambi a partita in corso”.
A tuo parere quali saranno i duelli più interessanti, e quali calciatori del Cagliari potrebbero fare la differenza?
“Purtroppo l’infortunio di Lukaku ci priverà di un duello corpo a corpo tra giganti con Yerry Mina, che tante volte ha generato scintille. Sarebbe stata una sfida nella sfida clamorosa, con il colombiano deciso a rifarsi dopo l'ultimo scontro che fu stravinto da Lukaku. Nello specifico, penso che in questa partita conterà la capacità della linea mediana del Cagliari, (vedremo se a 4 o a 5), di limitare gli inserimenti dei trequartisti del Napoli. In quella zona la squadra di Antonio Conte sa essere devastante, poichè non dà punti di riferimento, con tutti i calciatori che girano alla ricerca di nuove soluzioni. Più che i duelli singoli, credo che l'imprevedibilità della trequarti del Napoli potrebbe mettere molto in difficoltà il Cagliari (così come tutte le altre squadre di questa Serie A!), con l’attenzione da porre anche sugli esterni, dove il Napoli sa essere camaleontico, avendo ali capaci di sacrificarsi come Politano, ma allo stesso tempo creare superiorità con sovrapposizioni e cross”.
Partita molto sentita: rivalità sugli spalti, ma in campo tanti sono i calciatori che dal Napoli sono passati al Cagliari, più o meno recentemente. Chi ti ha sorpreso di più, e da chi ti aspetti qualcosa in più?
“Direi che molto della stagione del Cagliari girerà sulle prestazioni di Gaetano. Non a caso nell'ultima partita contro la Fiorentina, entra dalla panchina e mette subito due-tre palloni perfetti, e proprio da uno di questi nasce il gol del pareggio in chiusura. Se riesce ad avere continuità fisica, è un calciatore che può spostare gli equilibri nella stagione del Cagliari. Gaetano va gestito fisicamente perché ha qualità come pochi altri calciatori nella rosa del Cagliari, anche se non è riuscito a farlo ancora vedere con continuità. Non è un ex Napoli, ma è comunque un napoletano, per cui nella lista metto anche Esposito. Da lui mi aspetto tanto, perché è un giocatore che a mio parere ha fatto vedere soltanto il 20% delle proprie potenzialità. Lo seguo fin dai tempi della Sampdoria: ha qualità straordinarie, ed a Cagliari potrebbe davvero trovare la sua dimensione per consacrarsi. Poi c’è Luperto. Oltre ad avere ripreso la Fiorentina nell’ultimo turno, è un calciatore che si sta definitivamente consacrando a Cagliari mostrando continuità a livello medio-alto.Si sta rivelando un giocatore fortissimo: sta trovando continuità e non sbaglia quasi mai. In rossoblù si sta mettendo in mostra per solidità, oltre ad essere un importante uomo spogliatoio, risultando tra i più giocherelloni della squadra di Pisacane. Folorunsho è in cerca di riscatto, dopo un’annata vissuta un po’ ai margini dei progetti tecnici di Napoli prima, e Fiorentina poi. Ha caratteristiche tra centrocampista di rottura e falso trequartista come nessun altro all’interno della rosa del Cagliari. Non credo sia un calciatore da big, ma può essere dominante in una squadra da centro classifica. Caprile è invece la sicurezza di questo Cagliari. Si tratta di un portiere che a Cagliari mancava dai tempi di Cragno, capace di portarti quei 7-8 punti che possono risultare decisivi per la salvezza. In ogni partita salva almeno un gol fatto, e lo si è visto anche contro la Fiorentina con un’uscita bassa sontuosa. È un portiere sicurissimo, che metaforicamente ti mangia in testa. Sta crescendo come guida della difesa, sa farsi sentire a livello vocale, ed è solido in ogni fondamentale. Sarebbe un estremo difensore da Nazionale, se non fosse che in questo periodo storico ci sono almeno 10 portieri incredibili”.
Infine, a pochi giorni dalla chiusura, qual è il tuo giudizio sul Cagliari? Manca ancora qualcosa dopo le cessioni di Piccoli e Zortea. Ed a proposito di giovani, come procede l’inserimento di Kilicsoy, di cui si dice un gran bene?
“Il mercato del Cagliari è stato molto convincente, anche se si è dovuto fare qualche sacrificio cedendo Zortea che voleva manifestato l’intenzione di cambiare aria, e Piccoli davanti ad un’offerta davvero irrinunciabile. Al di là di questo, credo che quello del Cagliari sia stato finora un gran bel mercato. Angelozzi ha fatto grandi cose, portando buonissimi nomi, e strappando affari a prezzi molto contenuti. Anche per ciò che concerne i riscatti di Folorunsho ed Esposito, strappati a un prezzo davvero irrosorio per essere giovani con prospettive. Ora dopo l'arrivo in prestito di Palestra dall’Atalanta che va a sopperire alla partenza di Zortea a destra, c'è forse bisogno di un esterno sinistro che faccia da chioccia a Idrissi perché è un ragazzo del 2005 e mancano altri calciatori con le sue caratteristiche in rosa. Abbiamo Obert che può giocare da quella parte, ma non c'è un esterno a tutta fascia. Sicuramente servirà un sostituto di Piccoli, che può essere anche un giocatore non dello stesso livello, ma che vada ad alternarsi con Borrelli. Serve anche un braccetto, ovvero un centrale di difesa che possa giocare anche a destra, perché è vero che possono adattarsi Deiola e Zappa, ma avere un giocatore di ruolo può far sicuramente comodo. Per quanto riguarda il turco Kilicsoy, è un giocatore di cui già da qualche annetto si sente parlare tra gli addetti ai lavori di calcio giovanile. Onestamente non credevo potesse essere un giocatore da Cagliari, nel senso che immaginavo tante big europee a fare l'asta per lui. Parliamo di un 2005 con già 2-3 stagioni tra i professionisti, che ha già fatto vedere di poter ricoprire diversi ruoli nel reparto offensivo. A Cagliari si è messo in mostra con alcune giocate interessanti a partita in corso e, come dice Pisacane, se verrà gestito bene, potrà diventare un crack”.
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