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Redazione

Castellammare - Rilancio della città

pavidas

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta :


Ricostruire è trasformare, ciò che si è usurato nel tempo, in qualcosa di nuovo e la bravura di un buon muratore sta nel valorizzare la struttura preesistente dandole nuova linfa, nuova vitalità.

Ciò può valere anche per la vita quotidiana di ogni cittadino stabiese, il quale deve ogni giorno cercare di ricostruire una dignità troppo spesso umiliata da inciviltà e ignoranza di pochi, così che possa ritornare quel forte senso di appartenenza ad una città ricca di risorse sia ambientali che intellettuali.

Proprio questa risorsa intellettuale deve creare un fermento vivo e civile che porti ad una stretta e forte collaborazione tra cittadino ed istituzioni.

Questo nuovo modo di pensare, deve portare a scuotere le coscienze di ogni cittadino stabiese che deve sentire come sua la propria città, la deve amare.

Amare Castellammare significa  avere un confronto continuo di idee, di proposte, di opinioni  consapevoli del fatto che la rinascita di questa città non può avvenire immediatamente con un tocco di bacchetta magica ma deve seguire gradualmente un percorso che abbia come obiettivo finale quello di valorizzare al meglio ciò che la nostra città ci offre, evitando, dunque, le solite diatribe che nascono nei piccoli salotti cittadini che hanno come unico scopo quello di fare l’interesse di poche persone e non di tutti.

Dobbiamo fare in modo di creare una città migliore per tutti senza nessuno escluso e dobbiamo chiedere a voce alta e forte lavoro per poter avere la dignità di appartenere ad una città ricca di civiltà. 

Vorremmo ricordare a tutti che il rilancio di questa città passo attraverso lo sviluppo e il miglioramento di alcune delle sue migliori risorse, come:

1) la realizzazione del BACINO di COSTRUZIONE all’interno del cantiere navale, ormai indispensabile per tenere il passo del mercato internazionale. Se ciò non avviene si corre il rischio di vedere lo storico cantiere ridotto ad un semplice tronchificio. Di conseguenza, bisogna:

•    confermare la missione produttiva della costruzione navale;

•    mantenere i livelli occupazionali attuali del cantiere e dell’indotto stabiese e puntare all’assunzione di nuova forza lavoro;

•    assegnare al cantiere stabiese nuove commesse che riguardino la costruzione di grandi navi, o intere, e non fermarsi alla realizzazione di soli tronconi perché nel tempo il cantiere ha dimostrato di saper lavorare su qualsiasi tipo di scafo (vedi pattugliatori, traghetto ecologico) grazie alle capacità di un personale competente e altamente qualificato.



2) Riapertura delle Terme, attraverso la collaborazione di investitori privati e società pubblica che devono:

•    riassumere il vecchio personale per evitare di perdere la professionalità acquisita nel tempo da questi, riconosciuta da sempre a tutti i livelli;

•    non svendere i beni immobiliari, perché sono un patrimonio della città che va tutelato;

•    valorizzare il brand delle acque stabiane, e far sì che possa essere conosciuto in tutto il mondo come avviene in altre realtà italiane come Fiuggi o Montecatini.

3) Chiara e seria valorizzazione dei beni archeologici. Finalmente pare che verranno sistemati nella reggia di Quisisana i reperti archeologici stabiani per dar vita al Museo archeologico di Pompei-Stabiae e dove sempre pare verrà istituita una scuola di restauro. Si spera, dunque, che il comune in collaborazione con la Soprintendenza metta al più presto a disposizione dei visitatori le infrastrutture idonee all’uso del Museo.

Gli intellettuali, stabiesi devono uscire dai salotti, perché pure voi siete una ricchezza stabiese.

L’uomo è il centro non solo produttivo ma anche morale e dignitoso. Ecco perché il futuro della città sta nella volontà delle forze politiche e sociali nel saper affrontare le tematiche occupazionali e di sviluppo della città. Serve l’aiuto di TUTTI.


Un gruppo di cittadini


sabato 8 aprile 2017 - 08:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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