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Castellammare - Fondi sbloccati e occasioni a rischio: dopo la svolta per il Savorito, resta il rebus Terme

Savorito riparte grazie alla rimodulazione dei finanziamenti, ma resta il nodo irrisolto del complesso termale: 12 milioni del Pnrr in bilico senza un progetto concreto.

tempo di lettura: 2 min
di Alessio Esposito
03/04/2025 21:21:18
Castellammare - Fondi sbloccati e occasioni a rischio: dopo la svolta per il Savorito, resta il rebus Terme

Castellammare di Stabia si trova di fronte a un bivio decisivo. Se da un lato la maggioranza ha scelto una strada per la rigenerazione urbana del rione Savorito, dall’altro resta l’allarme per le Antiche Terme, da sempre cuore simbolico e potenziale motore di sviluppo della città. Dodici milioni di euro provenienti dal Pnrr rischiano seriamente di svanire, stretti nella morsa dell’assenza di un piano chiaro e condiviso per il futuro del complesso.

Il paradosso è evidente: mentre su Savorito l’amministrazione ha scelto di blindare l’intervento, arrivando anche ad approvare in consiglio comunale un indirizzo per utilizzare eventualmente fondi comunali in caso di perdita del finanziamento nazionale, sul fronte delle Terme tutto appare ancora fermo, nebuloso, sospeso in una lunga attesa. E il tempo stringe.

Sono anni che Castellammare attende il rilancio del suo patrimonio termale. Un patrimonio che non è solo fatto di muri storici e sorgenti preziose, ma anche di memoria collettiva, identità cittadina e opportunità economica. Le acque che un tempo richiamavano visitatori da tutta Italia – e che costituivano un’industria turistica fiorente – oggi scorrono senza una visione capace di trasformarle in risorsa.

I 12 milioni del Pnrr, assegnati in un momento in cui la parola “rigenerazione” sembrava potesse diventare realtà anche per Castellammare, sono destinati alla riqualificazione del comparto termale. Ma, come più volte sottolineato da cittadini, operatori economici e rappresentanti istituzionali, non esiste ancora un progetto strutturato, pronto ad essere cantierizzato, né una strategia definita su gestione e utilizzo futuro delle Terme.

Eppure, il rischio è lo stesso che ha minacciato il Savorito: perdere i finanziamenti per mancanza di progettualità. Ma a differenza del Savorito, dove la macchina amministrativa si è mossa – non senza tensioni e spaccature politiche – per scongiurare il peggio, sul fronte termale non si intravede ancora un cambio di passo.

Castellammare oggi si gioca una partita cruciale. La città, che custodisce un patrimonio storico, ambientale e paesaggistico straordinario, è chiamata a compiere scelte coraggiose, che guardino oltre la logica emergenziale. Serve una visione, serve un progetto, servono decisioni nette. Perché se è vero che i fondi sono strumenti, è altrettanto vero che senza idee rischiano di restare lettera morta.


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