A 72 ore da Inter-Napoli, in programma domenica 11 gennaio allo stadio San Siro, il Napoli Club Genova rompe il silenzio e prende ufficialmente posizione contro il divieto di trasferta disposto dal Prefetto di Milano. Il provvedimento, che vieta l’accesso allo stadio non solo ai residenti in Campania ma anche ai tifosi azzurri residenti nella provincia di Genova, viene definito dall’associazione ingiusto e privo di fondamento. Il club, affiliato all’UANM, ribadisce con fermezza la propria totale estraneità a qualsiasi episodio di violenza e denuncia una misura ritenuta discriminatoria nei confronti di una comunità di tifosi da sempre pacifica e organizzata.
L'Associazione di Promozione Sociale Napoli Club Genova, appartenente all' "UANM" (Unione Azzurra Nel Mondo, un'organizzazione globale di club di tifosi del Napoli Calcio che promuove la passione per la squadra e la cultura napoletana) esprime con forte sdegno la propria disapprovazione per l'inconcepibile decisione del Prefetto di Milano, Dott. Claudio Sgaraglia, di vietare la trasferta in occasione della partita Inter-Napoli in programma Domenica 11 Gennaio alle ore 20,45, ai tifosi possessori della Fidelity card del Napoli, oltre che ai tifosi residenti in Campania come di consueto, anche a quelli residenti nella provincia di Genova. Secondo alcune fonti giornalistiche, di cui non è stata trovata conferma ufficiale, sembrerebbe che la decisione del Prefetto di Milano sia scaturita a seguito degli scontri tra tifosi che hanno preceduto la partita Genoa Inter dello scorso 14 Dicembre in quanto pare che vi siano stati coinvolti anche alcuni tifosi partenopei, arrivati da Napoli, e quindi evidentemente NON RESIDENTI nella Provincia di Genova. Pertanto, anche in considerazione del fatto che non occorre la residenza o la fidelizzazione per partecipare agli scontri e alle risse nei luoghi pubblici, è evidente che l'estensione del divieto anche ai tifosi residenti in un'altra provincia, oltre a costituire un pericoloso precedente, è infondata sia in fatto che in diritto, in quanto discriminatoria nei confronti del tifo organizzato del Napoli della provincia di Genova, di cui il Napoli Club Genova è l'unica espressione e che è composto da persone assolutamente pacifiche, come dimostra il fatto che non vi è alcuna traccia di loro partecipazioni a nessun tipo di scontri. La nostra associazione, oltre la passione sportiva, ha anche lo scopo di promuovere la Napoletanità nel mondo, con attività culturali, artistiche, gastronomiche e filantropiche, è composta da circa 140 soci (tutti fidelizzati e senza precedenti penali) tra cui tanti appartenenti o ex appartenenti alle Forze dell'Ordine, avendo sempre condannato nella maniera più ferma, e senza alcuna riserva, qualsiasi manifestazione di violenza in tutte le sue forme. Nel ribadire l'assoluta estraneità del Napoli Club Genova agli scontri del 14 Dicembre, il Napoli Club Genova chiede al Prefetto di Milano, per i motivi sopra esposti, di revocare immediatamente il suddetto divieto, palesemente infondato avente soltanto un effetto discriminatorio. In mancanza di riscontro, il Napoli Club Genova si vedrà costretto ad intraprendere ogni azione legale volta a tutelare i diritti, gli interessi e la dignità dei propri iscritti.
Quando una decisione colpisce chi non ha colpe, il rischio è che il silenzio diventi complicità. Per questo il Napoli Club Genova alza la voce, non per alimentare tensioni, ma per difendere un principio semplice: la passione non si vieta, si rispetta.
Nei guai due cittadini stabiesi, rispettivamente di 40 e 60 anni.