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Napoli - Roberto Stanzione, presidente del Napoli Club Brescia, ripercorre un 2025 da record per gli uomini di Antonio Conte

«Rappresentare Napoli nel mondo è una responsabilità: dai Napoli Club alla UANM, l’azzurro come legame quotidiano»

tempo di lettura: 7 min
di Giovanni Minieri
04/01/2026 01:46:18

Essere tifosi del Napoli non è soltanto seguire una squadra di calcio, ma custodire un’identità che va oltre il campo, oltre la città, oltre i confini geografici. È un legame profondo che unisce storie, voci e generazioni diverse sotto un unico colore: l’azzurro. Un sentimento che si rinnova ogni domenica, ma che vive ogni giorno, nei sacrifici, nei ricordi e nella condivisione. In questo intreccio di passione, appartenenza e impegno, la figura di Roberto Stanzione emerge come una testimonianza autentica e credibile. Presidente del Napoli Club Brescia e addetto stampa dell’UANM – Unione Azzurri nel Mondo, Stanzione è da anni un punto di riferimento per le comunità azzurre sparse in Italia e all’estero, un ponte tra Napoli e chi continua a sentirsi parte di essa anche da lontano. Con lui abbiamo approfondito il valore del tifo, il senso di responsabilità di rappresentare il Napoli nel mondo e il significato più vero dell’essere napoletani, ovunque ci si trovi.

Qual è il bilancio del 2025 per il Club Napoli Brescia? Quali sono state le ultime attività dell’anno appena concluso, e quale invece le prime in programma nel 2026?

“Siamo un club storico e lo dimostra il nostro percorso: lo scorso anno abbiamo raggiunto l’undicesimo anno di attività, celebrando il decennale con una bellissima festa organizzata in una struttura di Brescia. Guardando al futuro, siamo già al lavoro per un appuntamento speciale come il centenario del Napoli. In questa stagione abbiamo toccato quota 180 soci, un numero record per il Club negli ultimi undici anni. Restiamo una realtà sempre presente, soprattutto nelle trasferte, in particolare nel Nord Italia e anche in Europa, seguendo il Napoli in Champions League”.


Cresce e si rafforza la famiglia UANM. Pochi giorni fa la cena natalizia a Cava dei Tirreni, mentre dal punto di vista comunicativo c’è una nuova sinergia con i media partenopei. 


“Assolutamente sì, anche con la UANM stiamo vivendo un percorso di crescita importante: siamo arrivati al terzo anno di attività e oggi contiamo circa 120 club, in Italia e nel mondo. Nel mio ruolo di portavoce e addetto stampa mi occupo della comunicazione tra i Napoli Club, la stampa napoletana e l’associazione stessa, che ormai riunisce tante famiglie partenopee sparse in Europa, nel resto del mondo e naturalmente anche qui in Italia.

Insieme all’Unione Azzurra nel Mondo ci stiamo preparando a un appuntamento storico come il centenario del Napoli. Per la prossima stagione, inoltre, stiamo lavorando a un evento estivo che annunceremo a breve.

Con la UANM portiamo avanti anche una web TV, arrivata ormai alla quarta stagione, e da poco è partito un nuovo format in collaborazione con Radio Tutto Napoli e con gli amici di tuttonapoli.net, che salutiamo con affetto. Napoli nel Mondo è uno spazio che coinvolge e dà voce a tutti i tifosi napoletani sparsi ovunque, mettendo al centro soprattutto i Napoli Club”.

Il successo di Cremona ha messo la ciliegina sulla torta in un 2025 straordinario per gli uomini di Antonio Conte. 2 trofei nell’anno solare, Scudetto e Supercoppa, come non accadeva nel 1990 quando c’era in squadra un certo Diego Maradona

“Il 2025 è stato un anno straordinario per il Napoli, culminato con la conquista del quarto scudetto della sua storia, il secondo in appena tre stagioni. Un percorso esaltante che ha portato anche alla vittoria della Supercoppa, arrivata pochi giorni fa, un successo che non solo conferma quanto di buono fatto, ma rilancia ulteriormente le ambizioni del club.

Il Napoli si ripresenta così da protagonista anche in questa stagione, con l’obiettivo di difendere il titolo e di ben figurare anche in Europa. C’è grande fiducia e la speranza è quella di superare il turno di Champions League e continuare a sognare”.


Si può dire che dopo Udine sia nato il Napoli 3.0 di Conte? Di Lorenzo arretrato a braccetto, Politano e Spinazzola a tutta fascia, con Elmas (più di Lang) insieme a David Neres ad agire alle spalle di Rasmus Hojlund. 

“Il Napoli, senza dubbio, è stato rilanciato dopo la batosta di Bologna. In quel momento c’è stato un confronto importante tra Conte e i giocatori, un passaggio chiave che ha permesso di ritrovare la giusta quadratura e di dare una nuova spinta alla squadra nelle partite successive.

Poi sono arrivate altre sconfitte pesanti, come quelle di Udine e di Lisbona contro il Benfica in Champions League, ma Conte è un grande allenatore e lo ha dimostrato ancora una volta. Sa valorizzare i singoli e, anche in una situazione di emergenza, ha trovato soluzioni decisive: penso alla carta Neres e al nuovo assetto tattico con il 3-4-2-1.

Da lì è rinato un Napoli che oggi si è rimesso in carreggiata, una squadra chiamata ora a lottare, a difendere lo scudetto e a crederci fino alla fine, con l’obiettivo di provare a conquistarlo di nuovo”.

Passiamo al capitolo Hojlund: 5 reti nelle ultime 5 gare, 9 complessivi in tutte le competizioni. Non solo un cecchino formidabile, ma anche un calciatore capace di mettersi al servizio della squadra. Può essere considerata l’ennesima scommessa vinta dal mister Conte?

“Assolutamente sì. Parliamo di un grande attaccante, pagato 50 milioni di euro per raccogliere l’eredità di Romelu Lukaku. Inizialmente era stato pensato come un giocatore in grado di garantire profondità e offrire al Napoli un’alternativa di gioco, ma grazie al lavoro egregio di Antonio Conte – un allenatore estremamente polivalente – il suo percorso è cresciuto in maniera evidente.

Prima accennavamo all’aspetto tattico e al cambio di assetto: Conte gli sta insegnando anche a venire incontro, a legare il gioco e ad aprire spazi per i compagni. Questo lo sta trasformando in un attaccante sempre più completo.

È un classe 2003, ha appena 22 anni e margini di miglioramento enormi. Per questo possiamo parlare di una grande operazione, una scommessa pienamente riuscita da parte di Giovanni Manna e di Antonio Conte”.

Non c’è un attimo di sosta. Neanche il tempo di godersi le festività, che per il Napoli di Antonio Conte inizia un gennaio di fuoco. Si giocherà sempre ogni 3 giorni, con le trasferte sui campi di Inter Juventus, e le ultime 2 gare della fase campionato di Champions League per giocarsi il futuro nella massima competizione europea.

“Si apre un percorso sicuramente importante, quello che entra nel vivo tra gennaio, febbraio e marzo, il periodo decisivo della stagione per tutte le competizioni: campionato e Champions League.

Il Napoli sarà chiamato a un vero e proprio tour de force. Non ci arriva nelle condizioni ideali dal punto di vista degli infortunati: sono ancora ai box Anguissa, De Bruyne, Lukaku e Gilmour. Tuttavia, la squadra si presenta molto forte mentalmente, perché è un Napoli rilanciato, soprattutto dopo la straordinaria vittoria in Supercoppa.”

L’emergenza e i risultati positivi hanno spinto Conte a puntare sulla difesa a 3. Credi che cambierà qualcosa quando rientreranno tutti gli infortunati?

“Mi aspetto un Napoli che continui sulla strada della difesa a tre, con qualche accorgimento in mezzo al campo. Potremmo vedere McTominay in una posizione leggermente più avanzata, favorito anche dall’ingresso di Anguissa a centrocampo. In questo scenario, McTominay potrebbe interpretare un ruolo simile a quello dell’ultimo Elmas: un trequartista di sinistra capace di accompagnare Højlund negli inserimenti, ma anche di dare un contributo importante alla manovra offensiva, supportando David Neres”.

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