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Napoli-Hellas Verona 2-2. Napoli, rimonta incompiuta: al Maradona è 2-2 con il Verona

McTominay e Di Lorenzo rimettono in piedi la gara sotto la pioggia, ma gli azzurri sprecano una grande occasione nel match testa-coda contro l’Hellas

tempo di lettura: 8 min
di Giovanni Minieri
07/01/2026 20:40:44

Napoli–Hellas Verona è una sfida che affonda le sue radici nella storia della Serie A, ma che oggi si presenta con contorni ben definiti. I numeri raccontano di un confronto complessivamente favorevole agli azzurri, anche se i gialloblù hanno spesso saputo ritagliarsi un ruolo da avversario scomodo: l’Hellas ha infatti conquistato 14 successi in 64 incroci contro il Napoli nel massimo campionato, riuscendo a fare meglio soltanto contro Fiorentina e Cagliari. Tuttavia, il recente passato sorride ai partenopei, capaci di imporsi in cinque delle ultime sette sfide di campionato, con 14 gol segnati e una media esatta di due reti a partita.

Al Maradona, però, la storia cambia nettamente. Il Napoli è imbattuto da ben 20 gare interne di Serie A contro il Verona, una striscia che resiste dal lontano 2 gennaio 1983, quando gli scaligeri espugnarono Fuorigrotta grazie alla doppietta di Pietro Fanna, sotto la guida di Osvaldo Bagnoli. Solo contro Atalanta e Udinese, in epoche diverse, gli azzurri hanno fatto registrare serie casalinghe più lunghe senza sconfitte nel massimo campionato. Un dato che si inserisce in un contesto ancora più ampio: il Napoli è infatti l’unica squadra imbattuta in casa nell’anno solare 2025 tra tutte le formazioni dei cinque principali campionati europei, con 21 gare interne senza ko tra tutte le competizioni. In generale, gli azzurri non perdono al Maradona da 22 partite ufficiali consecutive, un filotto che non si vedeva dai tempi della stagione 2018-19.

La squadra partenopea arriva inoltre alla sfida forte di una solidità impressionante: quattro vittorie consecutive per 2-0 tra campionato e coppe, una serie che potrebbe diventare cinque come non accadeva dal gennaio 2025, mentre per ritrovare cinque successi di fila senza subire gol bisogna tornare al febbraio 2023, con Luciano Spalletti in panchina. Dall’altra parte, il Verona continua a faticare soprattutto contro le squadre al vertice: sono otto le sconfitte consecutive in Serie A contro la formazione campione in carica, con un pesante parziale di 21 gol subiti a fronte di appena cinque realizzati.

Anche il rendimento esterno dell’Hellas non offre grandi segnali di fiducia: una sola vittoria in nove trasferte in questo campionato, con cinque gare chiuse senza segnare. Numeri che si scontrano con l’efficacia del Napoli una volta trovato il vantaggio: gli azzurri, insieme alla Roma, sono l’unica squadra a non aver ancora perso punti dopo essere andati avanti nel punteggio e vantano un percorso netto di 11 vittorie su 11 nelle partite sbloccate partendo dallo 0-0.

Nel confronto trovano spazio anche le storie dei singoli. Tra le fila del Verona spicca Giovane, classe 2003, il più giovane del campionato ad aver giocato tutte le gare da titolare e già protagonista di oltre 60 partecipazioni a conclusioni, alle spalle soltanto di Nico Paz e Kenan Yildiz. Sul fronte opposto, Matteo Politano arriva al match con numeri da traguardo: dopo i due assist contro la Lazio, l’esterno azzurro è salito a quota 98 partecipazioni attive in Serie A tra gol e assist e vede sempre più vicino il club dei 100, riservato a pochi eletti del calcio italiano.

Un incrocio che, numeri alla mano, sembra sorridere al Napoli, ma che come ogni gara di Serie A promette di dire qualcosa in più del semplice confronto statistico.

Antonio Conte mette mano all’undici titolare e lo fa con decisione in vista della sfida contro l’Hellas Verona. Sono tre, infatti, le novità di formazione rispetto all’ultima uscita contro la Lazio, scelte che raccontano tanto delle esigenze del momento quanto della volontà di dare nuove soluzioni alla squadra. L’emergenza offensiva, legata all’infortunio di Neres, apre nuovamente le porte a Lang, che torna dal primo minuto nel tridente con il compito di garantire profondità, qualità e imprevedibilità in un match che si preannuncia tutt’altro che semplice.

Ma le scelte del tecnico azzurro non si fermano al reparto avanzato. In difesa rientra dal primo minuto Buongiorno, chiamato a guidare il pacchetto arretrato e a dare maggiore solidità a una linea che dovrà prestare la massima attenzione alle ripartenze veronesi. Un ritorno importante, che restituisce leadership ed equilibrio in un momento chiave della stagione. Sulla corsia mancina, invece, Conte opta per Gutierrez, preferito a Spinazzola: una scelta che punta su freschezza e spinta, con l’obiettivo di allargare il campo e creare superiorità sugli esterni.

Cambi mirati, dunque, che disegnano un Napoli rinnovato ma fedele alla propria identità, pronto ad affrontare l’Hellas con l’ambizione di dare continuità al proprio percorso e di sfruttare al massimo le energie a disposizione in una gara che mette in palio punti pesanti.

In un pomeriggio freddo con il Maradona segnato da una pioggia battente, arriva la prima occasione del Napoli al minuto 7. Di Lorenzo cerca e trova l’imbucata per Elmas, e sassata del jolly macedone sul palo corto che si infrange sui riflesso pronti di Montipò. Alla prima occasione utile, arriva a sorpresa il vantaggio scaligero. Bernede conduce con troppo libertà: suggerimento per Bradaric che allarga verso Niasse. Il centrocampista senegalese pennella verso l’area piccola, dove c’è Frese che colpisce di tacco beffando Milinkovic-Savic. Orban ci prova dalla distanza senza esito, quindi c’è un episodio molto controverso al minuto 24. Da una rimessa laterale, doppio stacco di testa di Sarr prima e Valentini poi, con la sfera che finisce sul braccio di Buongiorno girato di spalle. Il direttore di gara lascia proseguire, poi richiamato al VAR, dopo un lungo conciliabolo cambia idea decretando la massima punizione per l’Hellas. Dal dischetto si presenta Orban, che non trema insaccando all’angolino basso alla destra di Milinkovic-Savic. Al 33’ Di Lorenzo fa partire uno spiovente per l’inzuccata di Hojlund, con la sfera che termina la propria corsa fuori dallo specchio della porta. Il Napoli non ci sta, e preme alla ricerca del gol. Hojlund riceve in posizione defilata, suggerimento verso McTominay a rimorchio, ma la bordata dello scozzese trova il corpo di Unai Nunez.

La prima occasione degna di nota nella ripresa porta la firma dei Campioni d’Italia. Lang viene steso all’altezza del vertice sinistro dell’area di rigore: calcio di punizione e giallo per Bradaric. Lobotka lascia a Lang la battuta del piazzato, ma la scelta è imprecisa. Poco dopo Lang impegna Montipò con un gran destro dal limite dell’area. E’ il preludio al meritato gol del Napoli: corner di Lang, terzo tempo siderale di McTominay e palla in fondo al sacco. Al 57’ il Verona si fa vedere con un tiro di Nunez troppo lento e prevedibile per creare grattacapi a Milinkovic-Savic. Conte inserisce Spinazzola per Gutierrez. Proprio Spinazzola sgasa sulla corsia mancina, tacco di Hojlund per McTominay, ma c’è il muro della retroguardia veneta. Sulla seconda palla si avventa Hojlund, ma la mira è da rivedere. Passano pochi giri di lancette, con Lang che cerca Di Lorenzo sul palo lungo con una parabola arcuata, ma il suggerimento è impreciso. Spazio anche a Marianucci per Elmas. Gagliardini e Bernede si fanno vedere dalle parti di Milinkovic-Savic, quindi la replica è di Lang con una rasoiata fuori di un nulla. Al 71’ il Napoli avrebbe già pareggiato i conti. Politano rientra sul mancino e fa partire un traversone molto velenoso: la sfera danza come in un flipper tra le maglie della difesa gialloblù, Hojlund ruba il tempo a Bella-Kotchap e fulmina Montipò. Esulta il Maradona, ma il direttore di gara vede un fallo di mano del bomber danese. Conte si gioca la carta Lucca in luogo di Elmas. Il pareggio dei partenopei è soltanto questione di tempo: Marianucci si libera di Bernede, e vede l’inserimento di capitan Di Lorenzo che non può sbagliare. 2-2: parte il forcing finale. Nei 7 minuti di recupero succede di tutto. Giovane, in ripartenza, vede Milinkovic-Savic fuori dai pali e cerca di sorprenderlo con un lob fuori misura. McTominay sfiora l’eurogol in acrobazia, mentre Giovane ci riprova da centrocampo guadagnandosi i fischi del Maradona. Negli ultimi 60 secondi il Napoli è in debito d’ossigeno, con gli scaligeri che amministrano il gioco aspettando il triplice fischio finale. 

NAPOLI-HELLAS VERONA 2-2
Reti: 16’ pt Frese (H), 26’ Orban rig. (H), 9’ st McTominay (N), 37’ st Di Lorenzo (N)

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez (10’ st Spinazzola); Elmas (17’ st Marianucci), Lang (30’ st Lucca); Hojlund
Allenatore: A. Conte
HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nunez, Bella-Kotchap, Valentini; Bradaric (33’ st Nelsson), Niasse (42’ st Serdar), Gagliardini, Bernede, Frese; Sarr (19’ st Giovane), Orban (42’ st Mosquera)
Allenatore: P. Zanetti

Arbitro: Matteo Marchetti della Sezione AIA di Ostia Lido
Note: Ammoniti: Orban (H), Bradaric (H), Bella-Kotchap (H). Corner: 6-1. Recupero: 4’ pt, 7’ st


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