Redazione
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Strano, ma vero

Lettera alla redazione.

tempo di lettura: 4 min
18/12/2015 10:55:04

Se qualcuno, che non aveva proprio niente da fare, ha perso il suo tempo a leggere la lettera  "Stabia: fatti, e non parole", pubblicata su questo sito l'undici dicembre scorso, e si ripete la lunga lista dei nostri problemi insoluti, definibile come l'alfabeto stabiese, dovrebbe essersi estremamente confuso, nel confrontare, riflettere, se lo ha fatto, sulle realta´ politiche/sociali/economiche, in cui anche questa citta´, come centro italiano in Europa, fa parte.
Questo tizio, ancora all'antica, prende una matita ed inizia a fare un poco di calcoli:
Come socio di questa cooperativa, chiamata CE, l'Italia versa, alla centrale, anno dopo anno, come tutti gli altri, l'1% del suo pil. Nel 2013, furono scarsi 15 miliardi di euro. La quota di ritorno, sotto forma di investimenti nazionali, varia da socio a socio, secondo il suo grado di sviluppo. Dato che il socio italiano non e´ da considerare proprio tra i poveri, malgrado il suo enorme carico di debiti, non solo non riceve indietro dalla centrale piu´ di quello che ha versato, ma addirittura di meno, a vantaggio di membri, che stanno peggio di noi. Mentre, nel passato, era la Spagna, che faceva la parte del leone, oggi ci si sono aggiunti i nuovi soci dell'est europeo. Ciononostante, all'Italia toccava una quota di ritorno, sempre nel 2013, di buoni 9 miliardi, da utilizzare per precisi, anche temporalmente chiaramente definiti progetti di sviluppo, contenuti in determinati programmi pluriennali.
Si tratta, a conti fatti, di un bel gruzzoletto che, se speso in modo oculato, avrebbe potuto contribuire a risolvere piu´ di un problema strutturale italiano. L'incredibile e´, che questi soldi italiani o non sono stati sfruttati, o sono stati distribuiti a pioggia, secondo interessi politici-clientelari, senza apportare vantaggi a coloro che ne avevano finanziata l'esistenza. Poco meno della meta´ dei fondi in questione sono ritornati, e continuano a ritornare, alla centrale, PERCHE` NON SIAMO NEMMENO CAPACI DI PROGRAMMARNE L'USO E DI SPENDERLI, NEGLI IMPORTI E TEMPI PREVISTI.  Soldi che la centrale, poi, passa, come benvenuti supplementi, agli stati bisognosi, capaci di investirli.... Come ciliegina sulla torta possiamo considerare che, proprio le regioni piu´ depresse e bisognose del socio italiano, ne utilizzano ancora molto di meno della media nazionale.
Se qualcuno, caduto dalla luna, inizia a considerare la storia e le nomee italiane, l'orgoglio per il retaggio di civilta´ e conoscenze, che dovremmo avere alle nostre spalle, dalla Magna Grecia all'Impero romano, il Rinascimento, il lunghissimo elenco di pensatori e scienziati, - oggi definiti come "tuttologhi", dagli abitanti del paese dei balocchi -, rimarrebbe esterrefatto nello stabilire, cosa sia rimasto di questo retaggio: solo un Macchiavellismo dilagante, esasperatamente individuale, senza regole e principi morali. Il tragicomico di questo sviluppo e´ che, un popolo che si considera come geniale, intelligente, FURBO, che si ritiene libero da vincoli e principi di ogni genere, ognuno a spese degli altri, ha instaurato un sistema in cui, a conti fatti, ognuno si autoincula.... Pardon!  Se aprissimo gli occhi e la mente stabiliremmo, CHE I FESSI, I POVERI CRETINI, SIAMO NOI.
Questi miliardi italiani, non spesi, li regaliamo, anno dopo anno, agli altri. Forse qualcuno mi spiega, in che consiste la nostra furbizia? Io non la vedo, e da nessuna parte.
Per riportare questa problematica su scala locale, come si conviene per un sito che si chiama STABIA CHANNEL, cerco di immaginarmi, come tutte le lettere del nostro alfabeto potrebbero essere sistemate e risolte, se ci decidessimo ad essere meno affaristi individuali, piu´ retti ed onesti, con almeno un minimo di senso di responsabilita´ per la res pubblica, che SIAMO TUTTI NOI.
La strada europea e´ letteralmente lastricata con miliardi, ANCHE CON MILIARDI ITALIANI, a disposizione di chi e´ capace di raccoglierli e di utilizzarli nel modo giusto.
Guardate come sono state malamente utilizzate le briciole, che qualcuno ha fatto come se le raccogliesse per il bene comune stabiese, e con quali risultati.....
Dopo averne detratte le conseguenze, vagliati i risultati ottenuti dalla classe politica locale, ditemi con quale coraggio, CON QUALE INCOSCIENZA, vi apprestate a rivotarli. Ottemperare al diritto democratico di scelta, come prassi oggi, considerando i candidati ed il sistema politico-gestionale a disposizione, significa non solo continuare a regalare una parte del nostro pil, non solo sprofondare sempre piu´ profondamente in un pantano fangoso, mentre tutti gli altri progrediscono, ma cementare ulteriormente un sistema, che conduce, inevitabilmente, in un disastro completo. Chi legge/rilegge l'alfabeto stabiese dovrebbe notare, che siamo sulla buona strada.

Antonio Mascolo

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