Da molto tempo esiste a Castellammare una fazione di investori, agente piu´ o meno in penombra, che vorrebbe far scomparire da questa zona ogni attivita´ industriale,- la gamba, che rese questa zona famosa e florida -, per valorizzarne solo i suoi pregi turistici, almeno altrettanto validi. Se questa filosofia avesse una qualsiasi giustificazione, se questa eliminazione fosse una premessa indispensabile, per poter valorizzare l'altra, E NON LO E`, se portasse a valide ricadute per la citta´ ed i suoi abitanti, se fossero stati preparati validi progetti, per assicurare ai suoi abitanti sufficienti posti di lavoro decentemente retribuiti, per almeno gran parte dell'anno, se ne potrebbe anche discutere, vagliarli e soppesarli.
Ma il bello (?) e´, che i progetti studiati, indipendentemente dal credo politico delle amministrazioni comunali di volta in volta in carica, si limitano a prevedere realizzazioni che riempiono solo le tasche degli investori, lasciando i pochi Stabiesi ancora occupati, per alcuni mesi l'anno, con una "scopeta de retrete" in mano, come dicono gli Spagnoli, cioe´ come pulizzacessi.
A parte il fatto, che questi progetti prevedono di trasformare lo specchio portuale in una Montecarlo stabiese, SENZA fregarsene della zona retrostante, del centro antico,
non considerano neanche un eventuale uso della ormai enorme spiaggia, ai fini dell'elioterapia, della balneabilita´ e di tante attivita´ ludiche/gastronomiche.
Considerando gli ostacoli esistenti, i presenti ed i futuri, che rendono infattibile questo uso della piu´ grande spiaggia esistente nel Golfo di Napoli e del suo mare antistante, e´ comprensibile, che questi ricconi non abbiano nessun interesse a considerarla, tanto piu´ che, con l'ingresso libero, attrarrebbe anche tanti "morti di fame", in grado di fittarsi, al massimo, qualche lettino, di bersi un caffe´ o mangiarsi una pizzetta. Altro che STONE.
Ma la balneabilita´, ignorata a Stabia, e´ un pilastro fondamentale per la Penisola Sorrentina. Di conseguenza, all'inizio della primavera di ogni anno, questa gente rimette in funzione gli apparati fumogeni, diventa superattiva, per dimostrare ai potenziali visitatori, che la popolazione locale assicura loro la possibilita´ di potersi fare i bagni in un mare pulito, ed in tuttii sensi. Basta leggere le notizie su queste manifestazioni, pubblicate anche su questo sito, per accorgersene...
I rifiuti galleggianti sono ignorati, come pure i reflui di tutta la Penisola, affondati a Vico, arricchendo i tesori, che questo mare tiene 'nfunno. Non si vedono le meduse orticanti. Non si considera il futuro, quando il mare si rimangera´ anche le loro striminzite spiagge...
Ma, al piu´ tardi dopo Ferragosto, quando la fioritura delle alghe, ben nutrite dai reflui sfocianti a Punta Gradelle e/o trasportati dai canaloni, causeranno le ben note chiazze di schiuma rossastra, che poi la corrente trasportera´ fino a Stabia ed oltre, quando ormai la triste realta´ non e´ piu´ nascondibile neanche ai ciechi, allora i Sorrentini inizieranno a battersi il petto e "prometterano" miglioramenti per l'anno che viene. Una storia, che si ripete, ormai, da decenni. Tanto, a meta´ agosto, i turisti sono gia´ venuti od hanno gia´ prenotato.
Se qualcuno volesse farsi effettivamente una idea su questa problematica, basta che clicchi su "depuratore punta gradelle" e si legga almeno l'articolo di Antonino Pane, dal titolo " Sorrento, ecco i canali dei veleni: cosi´ muore il mare della Costiera", comparso su IL MATTINO del 21 agosto scorso.
Gli Stabiesi potrebbero fottersene, se questa gente, oltre ad intasare ed appestare la nostra citta´ con il loro traffico, scroccarsi la nostra acqua fino a Capri e Faito, ridurre tutta la nostra zona collinare in una gruviera, tunnellata da tutte le parti, mettendo a rischio il nostro approvvigionamento idrico, non riducessero anche il mare che bagna le nostre coste in una cloaca vagante, a cielo aperto. (Per non parlare dei loro civilissimi abitanti, che vengono a buttare i loro rifiuti sul nostro territorio).
E questa sarebbe una situazione ed un problema,- uno dei tanti -, che i nostri candidati sindaci,- tutti indistintamente amanti della loro citta´-, dovrebbero seriamente affrontare e risolvere, insieme ai Sorrentini, o da soli.
A conti fatti, dopo aver letto l'articolo di Antonino Pane, anche il piu´ ottimista dovrebbe capire che, per poter riottenere la balneabilita´ a Stabia, a disposizione anche di milioni di cittadini gravanti sul Golfo di Napoli, non resta altra soluzione, che quella di chiudere ampi spazi di mare antistanti il nostro "arenile", che potrebbe ritornare tale, se si vuole.
Il problema e´, come costringere i politici locali a non far fumo, ma di occuparsi dei problemi concreti di questa citta´? La scheda elettorale, con le crocette sui nominativi dei soliti noti, ormai non basta piu´. Se non ci liberiamo da questo invischio, fatto di relazioni, parentele, inciuci, raccomandazioni, clientelismo, non usciremo mai da questa sempre piu´ profonda palude, melmosa e fetida, che e´ diventata ormai una zona chiamata Castellammare di Stabia.
Antonio Mascolo
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
-