Redazione
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San Catiello, 'o sole pò castiello

Lettera alla redazione.

tempo di lettura: 4 min
22/01/2015 15:32:37

In questi giorni, il sole ha ripreso a far capolino da dietro il nostro costone montano, sotto cui e´ sistemata la parte piu´ interna del centro antico stabiese, dopo due mesi di assenza. Una situazione che rispecchia quella esistente nella Norvegia Settentrionale, dove, durante lo stesso periodo, il sole resta sotto l'orizzonte.

Gia´ questa considerazione dovrebbe farci capire che, voler riattare i la´ esistenti edifici per ospitare nutriti nuclei di visitatori, come 70 anni fa, si tratta di una soluzione oggi poco proponibile, meno che mai a turisti nordici, assetati di sole.
E´ vero che, per 8-9 mesi l'anno, le restanti, larghe chiazze d'ombra offrivano la necessaria frescura ai residenti, quando non esistevano gli impianti di climatizzazione, ma questa ombra non e´ richiesta dai turisti stranieri, anzi.

Man mano che ci si allontana dai monti,Castellammare diventa luminosa, quasi tutto l'anno. E la zona piu´ privilegiata del centro cittadino e´ quella occupata dall'ormai enorme arenile.
Sebbene si tratti, ormai, di sabbia vulcanica frammista con terriccio, questa superficie si adatta magnificamente per attivita´ elioterapeutiche, a conti fatti quasi tutto l'anno, se se ne creano i presupposti, utilizzando le adatte, esistenti, apposite attrezzature.
Si tratta di ombrelloni, sedie, sdraio, lettini, fino ai divanetti coperti da spiaggia, aggeggi facilmente spostabili, quando questa superficie serve per ospitare migliaia e migliaia di spettatori, in occasione di manifestazioni e spettacoli particolarmente di grido. L'UNICA ESISTENTE A CASTELLAMMARE, MA INESISTENTE IN TUTTO IL GOLFO.

Dovrebbe essere comprensibile che, utiizzare queste superfici sia per l'elioterapia che per altri scopi, e´ possibile al meglio solo, se esse sono gestite da un solo gruppo e se le attrezzature utilizzate siano di dimensioni e pesi tali, da essere facilmente trasferibili. Considerando inoltre, che strutture gastronomiche, piazzate sulla spiaggia, ne limitano non solo gli spazi devoluti per l'elioterapia, ma creano innumerevoi zone d'ombra e disturbi di ogni genere per chi vorrebbe prendere il sole in tranquillita´.
La situzione si fa ancora meno appetibile, se e quando se ne creano le premesse , per poter utilizzare la spiaggia anche come punto di partenza per una qualsiasi forma di balneabilita´, con relativa, ben maggiore affluenza di pubblico, locale e forestiero.

Chi gira per il mondo e si guarda le soluzioni scelte altrove, indipendentemente dagli ulteriori usi di questi spazi, non trovera´, da nessuna parte, soluzioni, come quelle realizzate a Castellammare di Stabia, verso la fine della scorsa stagione estiva.
Lasciar libera questa superficie da costruzioni, a conti fatti inamovibili, ed indivisa, e´ la premessa indispensabile, per poterla utilizzare al meglio e nel modo economicamente piu´ vantaggioso.

E´ pacifico, che migliaia di visitatori necessitino non solo locali igienici, ma anche di una offerta gastronomica-ludica- commerciale. Sarebbe da sprovveduti, non tenerne conto, non approfittare di questi possibili introiti, sia per i gestori che per la citta´, tanto piu´ in una zona pubblica, dove e´ previsto un ingresso libero.
Una soluzione potrebbe consistere nella creazione di moli e pontili, sistemabili su strutture gia´ esistenti, e/o da realizzare, su rivi da incalanare verso il largo, su cui mettere le diverse, necessarie strutture igieniche, punti vendita, per attivita´ ludiche-gastronomiche, funzionanti tutto l'anno.
Le dimensioni di queste strutture, le loro lunghezze, grazie ai bassi fondali esistenti, e le loro realizzabili larghezze, permetterebbero di creare nuove passeggiate a mare, con viste panoramiche sulla citta´, oggi possibili solo se si prende una barca.
Sarebbe anche una indispensabile premessa, per poter collegare poi le punte di queste strutture tra di loro, con una barriera transitabile di collegamento, sia per proteggere la spiaggia dai rifiuti galleggianti, regolarmente scaraventati sulla battigia dalle mareggiate, sia per presevare questo ennesimo regalo della natura dalle conseguenze derivanti dalle variazioni climatiche, tra cui un aumento del livello del mare che, altrimenti, si riprendera´, man mano, questa superficie.

I nostri politici, ogni tanto, potrebbero trovare il tempo per riflettere anche su questo problema e finalmente capire, che utilizzare l'enorme spiaggia stabiese, come fatto finora, frazionandola ed occupandola con baracche, baracchelle e sciartapelle varie, e´ il modo meno economico e meno pagante, sia per i gestori, che per la citta´.

Antonio Mascolo

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