Aniello Estero
Ciao, Aniello!
La notizia, inaspettata e dolorosa, mi è pervenuta , via Internet, nella tarda serata del tre Febbraio, l’altro ieri.
La Fede, dopo l’istintivo e fallace rifiuto della realtà, mi ha spinto verso il mio credo che è questo: “ quando ha fine la nostra vita in terra ne comincia un’altra senza fine in Dio “.
Assunto nel quale sono riposti la vitale risorsa del conforto e il misterioso ausilio della rassegnazione che, mitigando il dolore e senza poter mai colmare il vuoto che si crea intorno a chi rimane sulla terra, aiutano a riprendere e a continuare il cammino verso il futuro.
Questo, per i familiari, il mio pensiero; come partecipe del loro dolore e come amico, più in vista nel passato che nel presente, di Aniello.
Amicizia che mi porta a rivivere il tempo delle competizioni politiche; il tempo in cui il mio impegno per la difesa e per l’affermazione dei valori socialisti, secondo il dettato Turatiano e l’umanesimo nenniano, ebbe un prezioso punto di forza nel rapporto con un uomo animato dagli stessi ideali: Aniello Estero.
Un uomo che nel Partito e nel Sindacato; nelle Istituzioni e nella Società è rimasto sempre se stesso, senza cedere nulla di sé: anche quando, a dirla con Nenni, si è trovato ad occupare le stanze dei bottoni, per lavorarvi servendo e non per essere servito.
Negato alla esteriorità e alla loquacità, gli piaceva scrivere, e lo faceva cedendo la parola ai fatti e portandomi, così. ad affermare che la sua amicizia è stato e rimane un privilegio concessomi dalla vita.
Lo dico e lo ribadisco andando con il pensiero alla serata in cui, l’anno scorso, dopo una lunga e silenziosa pausa, sorseggiando il buon caffè di casa mia insieme ad altri amici, fummo portati a rivederci, In maniera romantica e non nostalgica, nel tempo in cui, rivestendo io la carica di Sindaco, veniva da me e si affacciava dal balcone di Palazzo Farnese per guardare la Città.
Lo sguardo sull’orizzonte e il pensiero sulle problematiche che riassumeva per manifestarle e trattarne le ipotesi risolutive.
Concludo così la stretta sintesi di un pezzo di Storia: la Storia di Castellammare di Stabia, segnata da un’orma incancellabile: la tua, Aniello!
5 Febbraio 2018 Flavio di Martino
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
-