Una filiera istituzionale, un termine oggi tanto di moda, puo´ partire da un determinato territorio piu´ o meno omogeneo, passare per la relativa Regione di appartenenza, per lo Stato, fino ad un eventuale consesso sovranazionale, nel nostro caso la CE.
Nella nostra zona, potremmo considerare un comprensorio, che parte da Torre Annunziata/ Pompei, passando per i Monti Lattari, fino alla Penisola Sorrentina.
Rifacendo la storia di questo territorio e considerando le condizioni, in cui esso versa, qualcuno che non ama nessuno, perche´ ama tutti, riceve dal Governo Nazionale l'incarico di rimetterlo letteralmente in sesto, utilizzando i fondi pluriennali,- parte dei contributi nazionali versati a Bruxelles -, per analizzarne lo stato, fare un censimento delle sue singole possibilita´ e condizioni, considerando, nello stesso tempo, le iniziative che l'Italia, sia in campo nazionale/europeo/mondiale, dovra´ intraprendere, nel suo stesso interesse, E RIATTARLO.
E queste iniziative riguardano, tra l'altro, la gestione ed il trattamento dei rifiuti, senza dover costruire nuovi termovalorizzatori, che nessuno vuole.
Riguarda il rifornimento ittico mondiale, sempre piu´ aleatorio, e lo stato di salute dei mari, specialmente del Mediterraneo, il mare (semichiuso) piu´ inquinato del mondo.
Riguarda il rispetto degli accordi climatici, sottoscritti a Parigi, per cui l'Italia dovra´ raddoppiare la quota delle sue energie rinnovabili.
Riguarda le terribili rogne, che ci assaliranno, se non riusciamo a trovare adatte soluzioni, in grado di contenere, eliminare i flussi migratori provenienti dall'Africa.
E questo incaricato governativo, appoggiato da una schiera di specialisti e coadiuvato da societa´ appropriate, inizia ad analizzare, a stabilirne le intrinseche possibilita´, i suoi pregi, a vagliare lo stato attuale di questa zona, in tutte le sue sfaccettature e conseguenze, stabilendo, cosa di queste parti possa essere riattata come era, quali eliminate, trasformate, migliorate e sviluppate, concatenate tra di loro, per aumentarne il rendimento complessivo. Ma questo lavoro di ricostruzione resterebbe a mezza strada se, nello stesso tempo, non si riportano tutti gli abitanti di questa zona ai livelli di civismo, esistenti in tante altre parti del mondo.
E questo team, definitelo come volete, fa un censimento serio e circostanziato di tutto quello esistente nella zona, popolata da circa 200mila anime, ne considera sia le sue parti industriali che quelle ambientali, paesaggistiche, archeologiche, architettoniche, turistiche, croceristiche, portualita´. trasporti, idriche, boschive, potenziale umano, vivibilita´ e viabilita´, e stabilisce, cosa debba e possa restare allo stato attuale/rimesso in ordine, e cosa sviluppato ex novo.
E qui sono state indicate, gia´ diverse volte, tante di quelle misure che, in un piano quinquennale, possono non solo riattare tutta questa zona, ma fornire un notevole contributo per risanare piaghe sia nazionali, che dare un contributo per la soluzione di problemi europei e mondiali.
Ma la conditio sine qua non, per una tale realizzazione, lo ripeto, e´ l'istituzione di un team ad hoc, capace, preparato, politicamente indipendente, che non conosce nessuno, 'nsisto, al limite disposto ed in grado di fare il muso duro verso chiunque. La meta dovrebbe essere quella di ridare futuro e dignita´ a tutto un territorio, contro ogni particolare interesse, e di qualsiasi genere, che vi si oppone. E qui non ci sono partiti, partitini, partitelli, movimenti e liste civiche, che tengano, ognuno con i suoi interessi particolari, che possono solo portare a svantaggi e miseria per tutti gli altri.
E qui, il primo passo, dovrebbero farlo gli abitanti di questo comprensorio, chiedendo, pretendendo dal governo centrale, una tale iniziativa. Tertium non datur.
Antonio Mascolo
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
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