Redazione
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La demografia

Lettera alla redazione

tempo di lettura: 4 min
17/01/2015 08:12:30

Come definito su Wikipedia, la Demografia e´ la scienza che studia QUANTITATIVAMENTE i fenomeni che
concernono lo stato ed il movimento della popolazione, basandosi su molteplici indici, tra cui i tassi di natalita´ e mortalita´, speranza di vita, il tasso di fecondita´, le transizioni demografiche.

A questi aggiungerei i fattori morali, religiosi, di sviluppo personale della popolazione femminile, che potenziano e/o limitano gli effetti del tasso di fecondita´. Nei paesi, dove il ruolo della donna e´ piu´ o meno ancora visto solo come quello di produrre figli, i tassi di natalita´ sono tali che, sebbene gli altri fattori non siano cosi´ favorevoli come nei paesi piu´ progrediti, il numero dei loro abitanti cresce in modo esponenziale. E questi aumenti interessano anche e principalmente gli Stati confinanti con la Comunita´ Europea, davanti alle sue frontiere meridionali e sudorientali.

Se la questione dovesse interessare qualcuno, potrebbe consultare alcuni degli studi esistenti in materia. Non dico il "plan bleu" , ma almeno lo studio, pubblicato gia´ nel lontano 1991 dalla Fondazione Agnelli, dal significativo titolo "Abitare il Mediterraneo".
Da questo potra´ ricavare, che la popolazione residente in queste zone, dal Marocco fino alla Turchia, partendo dagli 184 milioni del 1987, salira´ fino a 331 milioni, entro buoni 30 anni, mentre quella europea cala continuamente. Ed ormai non manca piu´ molto.
Considerando la locale prolificita´, ne risultano quote sempre piu´ numerose di leve giovanili, alla ricerca di un luogo, un impiego, per poter sopravvivere e mettere al mondo, complessivamente, sempre piu figli....

Considerando, che la maggior parte di questi stati si trova in una zona desertica, nel Sahara, dovremmo poterci immaginare, come la loro probabilita´ di sopravvivenza si riduca ulteriormente. La situazione si aggrava, se consideriamo anche la pressione demografica proveniente dal sud (Sahel), e la situazione idrica, dato che la nazione, in cui sgorga il principale fiume di tutta la regione, il Nilo (azzurro/Etiopia), ha iniziato a sbarrare, a buon diritto, sempre piu´ affluenti di questo corso d'acqua, perfino il Nilo Azzurro, con conseguenze catastrofiche per l'Egitto, che non ha altre fonti di approvvigionamento idrico. La situazione e´ ulteriormente incarognita, confusa, a causa dei conflitti religiosi, sorti tra le diverse ramificazioni e sotto-ramificazini dell'Islam, per motivi, che qui vogliamo tralasciare, ma che ci pongono a dover affrontare il dato di fatto che, solo gli Egiziani, oggi intorno agli 86 milioni di anime, tra 35 anni, nel 2050, saranno diventati 150 milion
i... Gente che, gia´ oggi, ha sempre meno acqua, e sempre meno potabile, a disposizione, pro capite. Si parla gia´ di nuove guerre per l'acqua.

Anche il piu´ sprovveduto di noi dovrebbe ricavare, da questo stato di cose, che, milioni di esseri umani, affamati ed assetati, cercheranno, CON OGNI MEZZO, di raggiungere le coste delle zone, dove una sopravvivenza sara´ ancora possibile, al limite sopraffacendo e sostituendosi agli attuali abitanti.... quale altra alternativa avrebbero?

I minacciati di invasione hanno solo due possibilita´ a disposizione:

1. Creare una barriera navale-aerea davanti alle possibili coste di partenza, affondando e mitragliando ogni natante che cerchi di navigare in direzione delle coste dela Comunita´ Europea, dalla Spagna fino alla Grecia. Il Mediterraneo diventera´ rosso. L'Holocaust, sara´ solo una prima, brutta copia. Altro che sei milioni. In questo caso, coloro che sono ancora vivi e con le mani sui pulsanti e sui grilletti, dovranno chiedersi, se essi si considerino ancora come esseri umani...

2. Ci sarebbero diverse alternative, basate su tutto un fascio di misure che, insieme, potrebbero contribuire ad alleviare, addirittura a risolvere questo problema, creando le premesse di sopravvivenza in queste zone. Premesse che andrebbero a vantaggio anche della Comunita´ Europea, perche´ gli strumenti e le soluzioni necessarie dovrebbero essere ideati, realizzati e prodotti nei paesi industrializzati. Invece di finanziare strumenti di morte, di sterminio, risolveremmo i LORO ed i NOSTRI problemi. Una ideale soluzione win-win.
Restando solo a Stabia, questa citta´ potrebbe diventare uno dei centri industriali dedicato alla progettazione ed alla realizzazione di diversi impianti ad hoc, per non dimenticarci la sua abbondanza idrica, che potrebbe dare un almeno piccolo contributo nei rifornimenti di acqua potabile (imbottigliata), invece di farla perdere a mare.

Se consideriamo questo, purtroppo inevitabile sviluppo, PERCHE` LA DEMOGRAFIA NON E` UNA OPINIONE, dovremmo facilmente capire, che i problemi causati dai quattro gatti, "ospitati" nella Villa Angelina, non sono proprio niente, rispetto a quello che ci aspetta, se la Comunita´ Europea non agisce e reagisce.

Antonio Mascolo

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