Lettera alla redazione
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Tra i tanti difetti della mentalita´ tedesca, ma non tutti solo della loro, ci sono anche alcuni pregi che, da sempre, hanno attirata la mia ammirazione ed il mio rispetto, addirittura invidia, se rapportati alla situazione stabiese.
Mi riferisco alla disponibilita´ della gente a partecipare alla vita pubblica, di interessarsi dei problemi della loro comunita´, di intervenire, impegnando il proprio tempo, le proprie conoscenze ed i propri soldi, in tanti compiti di volontariato, che vanno dall'assistenzialismo, dai servizi civili-sociali, fino a movimenti nati, di volta in volta, ad hoc, quando si tratta di vagliare, di avvallare od opporsi a determinati progetti e/o misure, con cui una parte della popolazione non e´ d'accordo. Questa partecipazione effettiva e´ pero´ solamente possibile, dove il sistema governativo pretende e prescrive precisi iter informativi preliminari, pubblici, affinche´, chi vuole, possa esporre la propria opinione, indicare variazioni, addirittura fondare movimenti, opporsi con tutti i mezzi, anche giudiziari, a determinati progetti e programmi, PRIMA che essi siano implementati.
E questa forma di partecipazione, da vedere anche sotto il senso lato di volontariato, riduce il pericolo, che le decisioni riguardanti tutta una comunita´ possano essere prese in segreto, con accordi sotto-banco di ogni genere. Questa trasparenza di base, che i cittadini non solo accettano, ma che pretendono, impegnandosi poi in prima persona, aumenta la trasparenza nel governo della res publica, vi rida´ quella componente democratica di base, andata perduta, attraverso l'affidamento politico secondo la democrazia rappresentativa. Ma il volontariato politico e´ solo una parte di questo impegno. Dove lo Stato od il Comune non vi arrivano, per risolvere i problemi, sorgono movimenti, iniziative, associazioni, che sopperiscono a questi bisogni.
Anche il piu´ piccolo paesino ha la sua brava, efficiente, continuamente addestrata squadra di pompieri, tutti volontari, a cui i comuni mettono a disposizione solo i mezzi e le attrezzature necessarie, ma non il personale, NON PAGATO, a cui i loro datori di lavoro devono dare automaticamente il permesso di interrompere i loro compiti nell'impresa, non appena scatta un allarme. (Pompieri professionisti sono presenti solo nelle grandi citta´). Le zone fuori mano, impervie, dove non arriva il servizio pubblico della raccolta dei rifiuti, come, per esempio, nei boschi, sono alcune di queste associazioni, spesso interi gruppi scolastici, che si occupano della loro pulizia. Lo stesso vale per le tante attivita´ assistenziali, come la raccolta giornaliera di generi alimentari, gratuitamente offerti dai centri di vendita, la loro preparazione e/o distribuzione agli indigenti, presso centri organizzati ad hoc , che finanziano le loro spese di base con le offerte ricevute dai cittadini.
Idem con patate, per i tanti centri di consulenza ed assistenza informativa-legale, che coprono tutta la gamma dei problemi, che il convivere civile genera. Si tratta di tutta una rete civica-sociale, presente anche da noi, ma non nel modo completo, capillare, effettivo, come esistente in altre zone della terra, ed a cui manca totalmente tutto il ramo politico. Se tiriamo le conclusioni da questo impegno partecipativo, definibile come VOLONTARIATO, inteso come PARTECIPAZIONE, INTROMISSIONE dei cittadini nella gestione della LORO CITTA`, a noi manca, e del tutto, questa prerogativa di base.
Quando si tratta di iniziative a largo raggio, di progetti a largo respiro, che interessano attivita´, collegamenti vari, addirittura di progetti, che incidono profondamente sull'ambiente, nel convivere e nell'architettura della comunita´, durante le relative riunioni, assemblee decisionali, nessuno si mette all'ingresso, vagliando le capacita´ professionali od intellettuali dei singoli partecipanti di in qualche modo contribuire alla discussione. Le idee, le opinioni e le proposte sono liberamente espresse e vagliate, in modo civile e corretto, perche´ queste non si lasciano prescrivere, da quale cervello esse debbano scaturire...
Naturalmente sono presenti anche singoli e/o gruppi, che propagano soluzioni, che vadano bene per i loro propri interessi. Ma, dato che poi le risoluzioni da prendere sono fatte secondo il principio della maggioranza, esiste questo correttivo di base, che limita, se non addirittura elimina, i particolarismi....
Sarebbe bello, se anche gli Stabiesi si decidessero ad andare in giro per la citta´, ma a piedi, esaminando e vagliando, una per una, le tante miserie, che incontrerebbero durante il loro cammino e riflettessero poi, come e con quali singole soluzioni, immesse in un quadro generale di sviluppo, queste piaghe potrebbero essere risanate.
Dove la partecipazione cittadina, per tradizione, e´ nulla, ci si affida ad altisonanti, prestigiosi studi urbanistici, con uffici sparsi un po´ dappertutto, e con centinaia di collaboratori, professionisti da pagare profumatamente, che delegano poi i compiti ai propri collaboratori. I progetti risultanti, spesso, purtroppo, riguardano solo problemi parziali, sono il frutto di indagini fatte da gente ignara del posto, visitato mordi e fuggi, in cui alcuni aspetti ambientali non sono presi in considerazione, o secondo politiche decisionali, con il preciso compito di propagare ed implementare determinate scelte di base.
Sempre per restare sempre e solamente a Stabia, sono emblematici alcuni dei tanti progetti presentati dal dopo-terremoto in poi, in cui, secondo interessi particolari, e´ eliminato il cantiere navale stabiese, per far posto ad un agognato luogo turistico, senza tener conto delle piaghe esistenti nel suo entroterra e dei fabbisogni di tanta parte della popolazione.
Se esistesse il correttivo della partecipazione popolare, questo pericolo "potrebbe" essere eliminato.
Antonio Mascolo
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
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