Lettera alla redazione.
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Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera dal sig. Antonio Mascolo:
Quando la Redazione di questo sito mi considerava ancora come un suo membro, i miei testi comparivano qui
come contributi redazionali. Ed uno di questi, col titolo "Stabiesi e Londinesi", comparso svariati anni fa, era concentrato sulle diversita´ di costume esistenti tra i vari popoli, le loro cause e le conseguenze, che qui riprendo.
Non voglio urtare la suscettibiita´ di nessuno, ma sono dati di fatto che:
- la Chiesa, non appena ne ebbe la possibilita´, mise sotto chiave od addirittura distrusse tutto lo scibile umano, su cui pote´ mettere le mani, che Egiziani, Greci e Romani avevano sviluppato nel corso dei millenni precedenti, monopolizzando poi quello che ai suoi fedeli era permesso sapere, selezionandolo, traducendolo ed affidando il monopolio della divulgazione solo ai suoi sacerdoti.Quella che allora era definita come verita´, era codificata ed affidata solo a questi, per una massa analfabeta, che non aveva una propria lingua codificata, che meno che mai conosceva il latino, lingua in cui era scritta questa verita´, naturalmente solo religiosa.
Ma questo sapere profano fu conservato dai Mussulmani, che continuarono a svilupparlo nella sua parte scientifica, e da cui noi poi lo riprendemmo, come base per creare quello che noi, oggi, definiamo come Rinascimento.
Questa nuova fase di sviluppo dello scibile umano fu pero´ possibile solo, dopo oltre mille anni di oscurantismo e di stasi, perche´ altrove i cosiddetti "eretici", invece di finire sul rogo, come Giordano Bruno ed altri, furono in grado di poter propagare le loro verita´, creandone anche le premesse culturali, traducendo la Bibbia nelle diverse lingue popolari, addirittura creandole, come fece Lutero, codificandole, creando le premesse per una istruzione generale di base, affinche´ ogni povero cristo potesse cercare e trovare la sua via personale a Dio CON LA PROPRIA TESTA, senza intermediari nei confessionili, senza traduttori ed interpreti della volonta´ celeste, senza santi e madonne, a cui ricorrere, ed in ogni occasione. E l'illuminismo, come logica conseguenza, fece il resto, fino alla Rivoluzione Francese. Se l'Italia fu ancora all'avanguardia nello sviluppo dello scibile tecnico-scientifico, non lo fu affatto in quello religioso. Mentre, altrove, anche le chiese cattoli
che-romane sono pressocche´ spoglie di effigi religiose, le nostre continuano ad esserne piene, con tanti quadri, statue ed ex-voto. Ognuno si e´ scelto un proprio santo protettore, a cui affidare la soluzione dei suoi problemi personali, di qualsasi natura essi siano.Un sistema comodo, per scaricarsi dagli impegni.
La conseguenza e´ che, mentre altrove si agisce secondo il motto "aiutati, che Dio t'aiuta", acquistando una sempre maggiore sensibilita´ per la propria responsabilita´ individuale, noi siamo sempre alla continua ricerca del santo protettore, perfino terrestre, una specie di padrino, CHE CI PROCURI UN VANTAGGIO, A SPESE DEGLI ALTRI. Mettersi in fila, essere trattato come tutti gli altri, essere valutato per quello che si sa fare e si vuole fare, e´ qualcosa che ripugna, offende la furbizia, la nostra inventiva, la capacita´ di far fessi gli altri.
Ed e´ questa basilare differenza di costume, che crea la differenza, di anni-luce, come afferma qualcuno, tra la nostra civilta´ e quella esistente in altre zone della terra. Mentre, altrove, la classe dirigente e´ considerata e si considera, si deve considerare come EFFETTIVA portavoce della volonta´ popolare, sia nei parlamenti che nelle organizzazioni sindacali, permettendo innumerevoli forme dirette di controllo, sanzionamenti e cogestione, in Italia questi rappresentanti hanno soppiantato santi e madonne, nella gestione dei miracoli civili.
Se vogliamo, questo e´, in nuce, l'inizio di ogni forma di camorra, di crimine organizzato, perche´ permette di prevaricare gli altri, a proprio vantaggio, eliminando ogni principio legale o del convivere civile.
E noi, ormai, che lo si voglia riconoscere o meno, questa filosofia di vita l'abbiamo nel nostro dna. Siamo arrivati al punto che, dove tutti lo fanno, dobbiamo farlo anche noi, se vogliamo sopravvivere. CHI VUOLE SOTTRARSI A QUESTO ANDAZZO, OGGI, PUO` FARLO SOLO USCENDONE, TRASFERENDOSI ALTROVE.
Per quanto doloroso e terribile questa diagnosi sia, si tratta della pura e semplice realta´. E questo dovrebbe essere il primo passo verso una diagnosi, se si vuole cercare di impostare una terapia risanante.
Se iniziassimo a riflettere, a ragionare, dovremmo venire alla conclusione, che il nostro sistema e´ il piu´ cretino e sprovveduto possibile, perche´ sfascia, manda in rovina non solo la comunita´, ma anche i singoli. Ognuno che si e´ procurato, che crede di essersi procurato un bastone di sostegno, di qualsiasi tipo e natura esso sia, e´ un giocatore al lotto, dove tutti credono di essersi procurato un sei, mentre gli unici vincenti sono i proprietari dei botteghini, si chiamino essi schieramenti e movimenti politici, o sindacati.
Riconoscerlo, si tratta di un compito enorme, perche´ la logica conseguenza significa dover estirpare dal nostro dna qualcosa di radicato. Senza una politica consequenziale, addirittura brutale, e senza eccezioni, non si andra´ da nessuna parte. Anche se ognuno dovesse affermare di attenersi alle regole vigenti altrove, tutte persone oneste e perbene, ognuno sara´ intimamente convinto, che qualcuno riuscira´ a fare il furbo, e si appresta anche lui, a farlo, se non vuole fare una brutta fine e scadere nella fila. La psicosi della ressa.
E questo dovrebbe finalmente farci capire, perche´ al timone, in questo cambio di rotta di 180 gradi, non puo´ esserci un paesano. Nella nostra, cosi´ fitta trama parentelare e di amicizie, che tanto ci aiuta nelle situazioni critiche, ma che ci anche condiziona e limita pesantemente, e´ assurdo credere, che questo timoniere locale si inimichi con tutto e tutti, che laceri ogni tessuto connettivo-sociale.
Quello che una comunita´ del genere, ormai disastrata nelle teste e nelle pietre, necessita, e´ un dirigente industriale, proveniente dal piu´ lontano possibile, preparato, disposto ad ascoltare, ancora giovane e dinamico, indipendente e senza paura, che analizzi i singoli problemi, li immetta in un quadro generale, che ne cerchi le possibili e piu´ paganti soluzioni, che si potenzino vicendevolmente, sempre tenendo presente, che la meta principale e´ quella di dotare la zona ed il suo hinterland del piu´ gran numero possibile di opportunita´ lavorative, di ogni tipo e genere. Ed il compito sarebbe relativamente facile, se si considerano i pregi ed i vantaggi, che tutta questa zona offre, specialmente se essa non e´ miopamente ristretta nel modo campanilistico di oggi... .
Un dirigente industriale, che non conosce nessuno, disposto a sputare in faccia a tutti i poteri costituiti esistenti nella zona, di qualsiasi natura essi siano. E, per poterlo fare, egli ha bisogno dell'appoggio non solo di forze dell'ordine statali, si chiamino esse Polizia od Esercito, ma anche della collaborazione della parte potenzialmente sana della cittadinanza, che propone, esamina i programmi previsti, li modifica, li approva, scaricando cosi´ la paternita´ e le responsabilita´ per le singole decisioni sulle spalle di tutti, invece di lasciarle solo su quelle del sindaco-manager, come unico bersaglio.
I poteri forti, esistenti sul territorio, di cui nessuno parla, possono essere dissanguati solo, se si eliminano le sempre crescenti leve di diseredati senza lavoro, alla ricerca di una qualsiasi via, per poter sopravvivere.
Faccio un esempio:
Secondo una inchiesta di Metropolisweb, ogni pianta di cannabis alta almeno due metri rende, al coltivatore, mille euro (la camorra, allo spaccio, ne ricava 10mila...). Si tratta di un lavoro facile, sicuro, perche´ effettuato su di un terreno demaniale, cioe´ non riconducibile ad un proprietario, che assicura, con solo 50 piante su di un relativamente piccolo appezzato, nascosto tra il fitto fogliame circostante, una piu´ che decente sopravvivenza ad una intera famiglia, senza detrazioni per tasse e contributi vari. Con l'ausilio di sempre piu´ piccoli e sempre piu´ sofisticati droni non sarebbe un problema, individuare e cartografare, durante il periodo ottobre-marzo, con la vegetazione protettiva senza foglie, tutte queste zone, visibili dall'alto, perche´ gia´ preparate per questo tipo di coltivazione, adottando, di volta in volta necessarie contromisure. In questo modo si chiuderebbe il rubinetto, che alimenta tutta la trafila, fino al pusher all'angolo della strada. E so
no sicuro che i Carabinieri sarebbero in grado di farlo, se ne ricevessero l'ordine perentorio, tassativo. Ma qui sorge subito la controdomanda sociale: e di che vivrebbe, questa gente, dal contadino fino allo spacciatore?
Gia´questa relativamente piccola problematica dovrebbe farci capire, che i problemi, e non solo quelli stabiesi e dei suoi dintorni, non sono risolvibili con semplici ordinanze o retate. A chi levo la sua base si sostentamento, DEBBO poter offrire una alternativa lavorativa decentemente retribuita, senza buttarlo nella miseria piu´ cupa. Sara´, certamente, un lavoro non cosi´ facile come quello precedente. Ma, quando voglio imporre il principio "o ti mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra", DEBBO avere una saporita minestra da offrire, come alternativa...
Dopo questa lunga ed incompleta tiritera, osservate la situazione attuale, guardatevi i non-programmi di sviluppo non decisivi, previsti dai responsabili politici, le tante problematiche delle nostre zone, vagliate le innumerevoli ma sempre inattese proposte di soluzioni, presentate durante gli ultimi 12 anni, e tiratene le conseguenze, se avete l'onesta´ almeno intellettuale di farlo.
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