Lettera alla redazione
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Ritorno sull'argomento "uso della superficie Magazzini Generali/deposito del sale", perche´ ritengo questa zona come quella ideale, SENZA INVESTIMENTI DI SOLDI PUBBLICI, per costituire la base di partenza per il rilancio del centro antico stabiese. Per farlo, ricordo anche il concetto del bosco verticale, oggi tanto di moda, anche in Italia, seppur vecchio di secoli, se penso solo ai davanzali fioriti tirolesi.
Prima di procedere, bisognerebbe chiarire dei punti base, come:
1. Ci sono vincoli inamovibli, di qualsiasi natura, che costringono a conservare le attuali strutture esterne, come fu il caso con la ex Calce e Cementi a Pozzano?
2. Se questi vincoli non esistono, come sembra dimostrare la progettazione di una inutile, "grandiosa" Stazione Marittima, da parte dell'amministrazione Vozza, proprio su questo appezzato, dovremmo vagliare, come utilizzarlo, al meglio, ammesso che qualche cittadino, addirittura qualcuno del mestiere, sia disposto a rifletterci su´.
Una soluzione con il massimo ricavo, sia per gli investori che dal punto di vista delle successive, possibili ricadute per tutta la citta´, consisterebbe nel sostituire tutti gli attuali edifici con un unico complesso, sulla superficie di quelli attuali che, per tutta una serie di validi e comprovati motivi, non sono piu´ utilizzabili per i vecchi scopi, adattando l'attuale pontile come un ulteriore molo d'attracco per navi-crociera di piccole-medie dimensioni.
Si tratterebbe di un certamente enorme edificio, lungo oltre 160 metri, alto 28-30 e con profondita´ variabili, su di una superficie complessiva di oltre 5mila metri quadrati. Sia la posizione privilegiata che le sue dimensioni, ricordano il Crescent di Salerno, ed i relativi strascici giudiziari... Ne sa qualcosa il sindaco De Luca.
Ma, mentre il complesso salernitano non sembra offrire tante ricadute positive per la citta´, che ne ha ben altre, questo nuovo complesso stabiese ne offrirebbe ad josa:
a. la possibilita´ di potervi realizzare un megamercato, a pian terreno, da affidare ad una grande catena di distribuzione (LIDL Italia?), offrirebbe la possibilita´ di creare un punto commerciale universale, in pieno centro cittadino, a portata di piede, per decine di migliaia di acquirenti, invece di dover andare fino a Pompei, IN MACCHINA.
b. la sua suddivisione verticale,/ lato via Bonito come parcheggio, lato mare per appartamentini residenziali /, offrirebbe la possibilita´ di creare 500 posti auto, ed altrettanti per motorette, una premessa indispensabile, sia per poter pedonalizzare l'asse viario piazza Municipio/Fontana Grande, sia per poter ospitare gli automezzi dei frequentatori diretti alle attivita´ acqua della Madonna. La vendita / l'affitto dei risultanti 250 appartamentini permette di richiamare a Stabia un numero di nuovi, benestanti cittadini, da 500 a 1500, secondo le stagioni, che non hanno bisogno di posti di lavoro, ma che li creano, sia per la gestione che la manutenzione di questo complesso, che aggiungono nuovi, potenziali acquirenti per attivita´ di ogni genere, create nell'asse ormai pedonale del centro antico. Qui penso a Sorrento...
Giovani intraprendenti avrebbero finalmente una zona a disposizione, che vale la pena riattare, dove iniziare attivita´ commerciali-gastronomiche-artigianali di vario genere, CON UNA POTENZIALE CLIENTELA DAVANTI ALLE LORO PORTE.
c. La presenza di un tale supermercato e di tanti vecchi e nuovi concittadini offrirebbe un ulteriore incentivo, per riattare la linea tranviaria Torre A.-Pozzano, specialmente se la ormai inutilizzata banchina Marinella fosse prevista come zona espositiva/mercatale, a tutto vantaggio per la viabilita´ cittadina. Un punto centrale di acquisto e di ritrovo, per almeno le zone cittadine in pianura. Ma anche per le altre, ci sarebbero soluzioni di collegamento...
Ma, come e´ noto, il diavolo si nasconde nei dettagli. La superficie in questione, dovrebbe essere demaniale, e pertanto inalienabile. Essa potrebbe pero´ essere data in usufrutto agli investori/agli acquirenti degli appartamentini, per un periodo massimo di 99 anni.
Sebbene gli abitanti di via Bonito siano ormai abituati a convivere con l'attuale complesso da 100 anni, qualcuno potrebbe venire all'idea di intentare un contenzioso pluriennale, per poter riacquistare una visibilita´ mai posseduta. Ed anche questo diavolo dovrebbe essere stanato a priori, magari "accennando" alle tante sovraelevazioni realizzate nella zona. Chi ha la pettola cacata...
Un tale progetto attrarrebbe anche avvoltoi di ogni genere, sia dal punto di vista delle rendite, che dell'esecuzione dei lavori, Ed, anche qui, bisogna creare le necessarie barriere preventive e protettive, magari considerando il vecchio adagio, che "pecunia non olet", tanto piu´ che questo odore scompare ben presto ... .
Questo enorme edificio, con un tetto comune di buoni 5mila metri quadrati, utilizzato per diverse attivita´ sotto una superficie vetrata, e con fonti idriche mai captate, esistenti nelle sue fondamenta, presenta le premesse ideali, considerando i nostri valori climatici, per farlo progettare, DA GENTE ESPERTA E DEL MESTIERE, come un complesso energeticamente autarchico, sia dal punto di vista della climatizzazione, della fornitura di acqua calda per tutti i servizi domestici che per acqua d'irrigazione, proveniente dai vari impianti balneari esistenti sul tetto comune.
E qui si chiude il cerchio, qui terminano i paragoni con il Crescent salernitano, qui si riprende il concetto del bosco verticale, seppur in forma diversa. Invece di presentare un enorme frontone nudo in cemento, come il Crescent, ogni balaustrada dei terrazzini degli appartamenti e´ costituito da una fioraia, ognuna lunga quasi 6 m. e larga almeno 50 centimetri, in cui crescono piante e cespugli perenni di piccolo fusto, pendenti o meno, con fioriture durante tutto l'anno. La loro alimentazione idrica e´ assicurata da un sistema a conduzione elettronica a goccia, inconglobato nelle pareti divisorie esterne, utilizzando l'acqua di ricambio proveniente dalle piscine sul tetto, con l'aggiunta dei necessari fertilizzanti.
Questo significherebbe avere, come impatto visivo, per chi entra nel porto, non una parete di cemento nuda di oltre 4800 metri quadrati, ma una fiorita e multicolore, tutto l'anno, di pari dimensioni... Simili soluzioni, od alternative, sono possibili anche sul lato autosilo, a via Bonito, meno assolato.
Forse qualcuno inizia a sognare, ad occhi aperti, con me ?
Antonio Mascolo
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
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