Redazione
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I sogni proibiti

Lettera alla redazione

tempo di lettura: 6 min
02/09/2015 12:19:29

Chi e´ abituato a riflettere, ad analizzare, a progettare, costruire, organizzare, estrapolare nel tempo, "sognare" , anche sulle tante dappertutto esistenti, catastrofiche situazioni e le loro future conseguenze e relativi sviluppi, e´ portato a considerare, dove andremo a finire, e tutti quanti, in un futuro ormai non piu´ troppo lontano. Chi vuole farsene una idea almeno approssimativamente approfondita, cerca di irrobustire la sua base cognitiva, per forza di cose superficiale, nei vari campi dello scibile umano, che stanno alla base di questi sviluppi.

Sviluppi, che si lasciano, tutti od in parte, solo parzialmente influenzare, alcuni ininfluenzabili, perche´ per la corsa su di una tratta sempre piu´ ripida, ormai intrapresa dal treno TERRA, non c'e´ piu´ martellina che tenga. E questi sviluppi li conosciamo tutti, se vogliamo.

Qui mi sovviene la storia dell'esploratore nella savanna, che corre affannosamente, perche´ e´ rincorso da un leone.

Guardando continuamente indietro, non si accorge di un burrone, e vi casca dentro. Intuitivamente, cerca un appiglio e lo trova, dopo qualche metro, sotto forma di un arbusto, a cui si afferra e si mantiene. Il leone, che lo ha inseguito, rugge dall'orlo sovrastante. Intanto, da una fessura nella roccia, sbuca un enorme pitone, che si dirige verso il malcapitato. Il leone sopra, il serpente sotto. In questa situazione disperata, l'esploratore si accorge, che l'arbusto che lo ha salvato, e´ pieno di bacche saporite e, incurante delle minacce, inizia a piluccarle ed a mangiarle... E questa analogia mi riporta a Stabia.

Chi ha avuto la possibilita´, la sfortuna di poter aver visto, come una citta´ viva, fiorente, piena di attivita´ e di lavoro, sebbene, gia´ allora, abitata da gente non proprio civile e sempre corretta, sia stata rovinata, nel giro di 70 anni, in un ammasso di macerie nelle pietre e nel costume, non si meraviglia ormai di niente. L'attuale amministrazione sta solo demolendo i resti, che quelle precedenti avevano ancora risparmiato. Il nipote completa l'opera, iniziata dal nonno e dallo zio. Chi, forte di questi ricordi, gira per tutto il territorio stabiese, non trova ormai un solo esempio di validita´, di miglioramento, e di nessun genere. Un ammasso di rovine, di ruderi industriali e turistici dappertutto, ambiente al lumicino, una popolazione sempre piu´ incivile e violenta, vandalica, iniziando gia´ dalle sue prime leve. Dove sta l'arbusto di sostegno?

Ora inizio a sognare, e per l'ennesima volta, immaginandomi, che una schiera sempre piu´ folta di cittadini inizi a prendere il loro destino nelle loro mani. I sogni non sono sempre logici, consequenziali, precisi nei loro particolari, ma indicano almeno una direzione da seguire, se questi cittadini vogliono riportare il loro luogo di residenza almeno al livello di 70 anni fa. Anche il piu´ sprovveduto dovrebbe aver ormai capito, se ha conservato almeno un briciolo di onesta´ morale, che il sistema elettorale esistente, IN UN CENTRO CHE NON E` PIU` CIVILE, NON PIU` ABITATO DA GENTE ONESTA E PERBENE, PERCHE` IL SISTEMA VIGENTE IMPEDISCE DI ESSERLO, genera solo particolarismi, A SVANTAGGIO DI TUTTI.

 

Se il sistema democratico-elettorale rappresentativo altrove e´ ancora valido e funzionante, non lo e´ piu´ a Castellammare di Stabia. E le prove lampanti di questa affermazione sono sotto gli occhi di tutti, se vogliamo vederle, non ultimo la villa comunale... .

Ormai dovremmo convincerci, che abbiamo a che fare con una citta´, una impresa una volta fiorente, piena di risorse naturali, malamente sprecata, rovinata da 70 anni di cattiva gestione e clientelismo. Qui non e´ questione di ideologie e correnti politiche, ma di un compito squisitamente manageriale, cioe´ quello di risanare, riattare e riportare questo centro ai livelli esistenti nelle tante zone civili della terra.

E qui iniziano i sogni proibiti, ma che possono diventare realta´, se vogliamo.

1. La maggioranza dei cittadini firma un referendum, sotto forma di petizione, indirizzata al Comune, e, per conoscenza, alla Regione ed al Governo centrale, in cui si sfiducia il sindaco ed il consiglio comunale, per provata incapacita´ governativa, RITIRANDO LORO L'INCARICO.

2. La maggioranza dei cittadini rinuncia, per un anno, al suo diritto di voto, gia´ per se il periodo di intergoverno attraverso un commissario prefettizio, automaticamente insediato.

3. Al Governo centrale si chiede, si pretende la possibilita´ di poter sperimentare una forma di governo alternativa, sotto forma di un manager scelto e nominato dallo Stato. Questo, durante il periodo di governo prefettizio, si forma una squadra di tecnici delle diverse categorie, una giunta in pectore, esamina, insieme a loro, una per una, tutte le piaghe esistenti e ne stabilisce le necessarie misure, per risanarle. Vaglia il personale locale a disposizione nella quantita´ e nella qualita´, informando e colloquiando sia con i cittadini, che con imprese ed organi di Stato/europee, per le necessarie iniziative pubbliche e private. Magagne, scoperte durante queste indagini, sono denunciate agli organi competenti e risanate. E sono tante...

4. Al termine di questo anno, quando scade anche il mandato del commissario prefettizio, questo manager presenta un dossier, contenente un piano generale, completo di sviluppo, in cui, come singoli tasselli in un mosaico, sono comprese le varie iniziative previste.

5. Un particolare: il sistema attuale, usato per l'assegnazione degli appalti pubblici, e´ fasullo. Esso e´ sostituito da uno, in cui l'assegnazione si basa solo sulla intrinseca, comprovata capacita´ della ditta a svolgerli nel modo dovuto, in base alle referenze risultanti da precedenti compiti assolti. Quello che oggi e´ il tipico ribasso del 30 o piu´ percento, viene inizialmente trattenuto, come garanzia per la qualita´ dei lavori svolti e versati all'impresa, in rate annuali, MA SOLO SE essa ha provveduto ad eliminare eventuali reclami, con determinati periodi di garanzia.

6. Allo scadere del regime prefettizio, il manager in questione ed il suo equipe, come giunta, si sottopongono ad una assemblea cittadina finale, la cui partecipazione e´ stata assicurata, fin dall'inizio, da un continuo dialogo elettronico, con obbiezioni e proposte, di cui questa equipe DEVE tener conto. Se la maggioranza dei cittadini l'approva, gli affida, contemporaneamente, il governo cittadino, come sindaco monocratico, senza un consiglio comunale, per un periodo di 5 anni.

7. Con una frequenza da stabilire, da parte dei cittadini, hanno luogo regolari assemblee pubbliche, in cui sono illustrate e discusse le eventuali variazioni e novita´, nate nel frattempo. SE IL MANAGER SI ATTIENE AI PROGRAMMI ED AI CRONOGRAMMI PREVISTI, PER QUANTO DIPENDENTE DALLA SUA VOLONTA`, egli non e´ sfiduciabile e resta in carica, per i 5 anni previsti.

8. Al termine di questo primo mandato i cittadini potranno decidere, se prolungargli questo mandato per altri 5 anni, se sostituirlo con un altro, oppure ritornare all'attuale sistema rappresentativo, se credono che gli Stabiesi siano ridiventati tanto maturi, da poterlo gestire correttamente.

 

Antonio Mascolo

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