A Castellammare non sembra esserci nessuno piu´ che non abbia ricevuto o ricevera´ , nei prossimi giorni, la visita di parenti, amici, conoscenti, che gli chiederanno il favore di votarli, ed a cui nessuno dira´ nettamente no, per rispetto e/o prudenza, - non si sa mai -. Nella cabina elettorale, ammesso che ci vada, potra´ poi votare uno solo dei 17 schieramenti e liste, che scenderanno in piazza.
Un enorme, ennesimo imbrosamento, un parossismo di promesse/ bugie reciproche, che tutti conoscono, ma a cui tutti si sottomettono, PERCHE` LA DEMOCRAzIA RAPPRESENTATIVA E` INTESA COSI`.
E, mentre a Stabia ed altrove ci concentriamo sulle nostre miserie, sui nostri intrallazzi, non vediamo le nubi minacciose, furori di disastri, che si accumulano, sempre piu´ minacciose, davanti alle nostre porte di casa.
E dire che, se prendessimo adatte misure, per scongiurarle, ne profitterremmo noi per primi, in forma di tante attivita´, forniture e tanti, tanti posti di lavoro.
I milioni di profughi, che hanno dato l'assalto all'Europa, lo dovranno riprendere,ed in ben altre dimensioni, non appena le condizioni metereologiche lo ripermetteranno, e, prima o dopo, di nuovo con meta Italia.
Mentre, finora, si tratta di conseguenze derivanti da lotte fraticide, sotto il mantello religioso, che lasciano ancora un seppur minimo spiraglio decisionale, le future ondate saranno causate da situazioni, che non offrono nessun altra alternativa, che quella di andar via. Situazioni, sviluppi logici e consequeziali, CONCRETI, che si chiamano variazioni climatiche, demografia e scarsita´ idriche.
Il riscaldamento del clima mondiale, in atto, non ha luogo in modo uniforme. Gia´ oggi, questo tasso di crescita e´, nelle regioni del Nordafrica e del Medio Oriente, il doppio di quello delle altre regioni.
In base ai dati statistici 1986-2005, estrapolati per i periodi 2046-2065 e 2081-2100, mentre la temperatura terrestre salira´, in media, di 2 gradi, il valore prevedibile per questa regione e´ di quattro... A conti fatti, gia´ verso la meta´ di questo secolo, la temperatura notturna di questa zona non scendera´ sotto i 30 gradi e con giorni di picco, che ne totalizzeranno punte diffuse di 50°C. Una volta, queste punte si avevano 16 giorni l'anno.
A meta´ secolo, possono essere 80, per arrivare, a fine secolo, a 118, ANCHE SE I VALORI DI EMISSIONI CONCORDATI A PARIGI DOVESSERO ESSERE EFFETTIVAMENTE MANTENUTI.
Le risorse idriche di questa zona, gia´ oggi largamente insufficienti, si ridurranno al lumicino, costringendo i sempre piu´ numerosi abitanti a cercarsi una zona dove poter sopravvivere E la prossima porta, da cui poter entrare, senza chiedere il permesso a nessuno, si chiama ITALIA. E CI RESTERANNO, PERCHE` IL RESTO DELL'EUROPA CHIUDERA` LE SUE FRONTIERE...
Ognuno conosce ormai questa problematica, ma nessuno e´ disposto a riflettere e considerare le contromisure, che potrebbero liberarci da questa enorme spada di Damocle, che, seppur indirettamente, ci pende sulla testa.
Misure che andrebbero anche a vantaggio dello sviluppo industriale e commerciale stabiese, perche´ i necessari impianti ed attrezzature dovrebbero essere forniti dall'Europa. Per i natanti, oltre alle costruzioni necessarie per la ripopolazione ittica, catamarani e trimarani, saranno necessari scafi particolari, la cui larghezza non e´ facilmente realizzabile negli attuali bacini di costruzione, mentre lo sarebbero in impianti costruiti ad hoc. Per esempio, nel nuovo bacino stabiese...
L'Egitto ha realizzato, nel giro di un anno, un prolungamento di 35 km del tratto del Canale di Suez transitabile, contemporaneamente, in tutte e due le direzioni, portandolo a 115 chilometri dei 193 complessivi. I necessari 7 miliardi e piu´ sono stati finanziati, per l'88%, da investori locali, a cui e´ stata promesso un ricavo del 12%. Questo "affare" si basava su di un traffico giornaliero di 100 navi, ed ognuna di essa paga, in media, 250 mila euro di pedaggio, con un incasso totale annuo intorno ai 12 miliardi di euro. Ma, sia la crisi mondiale, che non ha risparmiato i trasporti, sia il crollo del prezzo del petrolio, che rende economicamente sempre piu´ concorrenziale il periplo dell'Africa, minacciano di trasformare anche questo investimento in un disastro: mentre, prima della crisi, vi transitavano 59 navi, con l'obbiettivo di portarle appunto a 100 dopo i lavori, l'anno scorso solo 47 navi/giorno utilizzarono il Canale di Suez.
E queste perdite si andranno ad aggiungere a quelle derivanti dal turismo, la seconda gamba sostentativa egiziana, causate dalla instabilita´ politica e dal terrorismo.
Ma la piu´ tremenda spada di Damocle, che pende sulle teste di questi 90 milioni di persone, riguarda la distribuzione delle risorse idriche nilotiche, di cui l'85% e´ fornito dalle piene che provengono dagli altipiani etiopici e che sono utilizzate esclusivamente dall'Egitto (ed, in parte, Sudan), sia per la produzione di energia elettrica, che per l'irrigazione. La realizzazione della grande diga di Assuan, ideata agli inizi degli anni '50 del secolo scorso, quando il numero degli Egiziani era di soli 22 milioni, oltre alle numerose ricadute negative, permise di avere un lago, il Nasser, da cui prelevare le risorse idriche necessarie per una continua irrigazione, triplicando i possibili raccolti annui. Ma gli altri stati rivieraschi, situati a monte di questo complesso fluviale, che si estende fino al Congo, sono sempre piu´ costretti a programmare un uso in loco di queste risorse idriche, sia a causa del loro sviluppo demografico, sia a causa della erraticita´ delle piogge annuali che, oltretutto, permettono un solo raccolto l'anno, ormai insufficiente.
E la piu´ micidiale spada di Damocle si chiama Renaissance Dam, in Etiopia, una diga sul Nilo Azzurro, non distante dai confini col Sudan, che la Salimi SpA di Roma, madre anche dell'Impregilo, sta costruendo dal 2011 ed il cui completamento e´ previsto per il 2017, L'ANNO PROSSIMO, che chiudera´ in modo notevole il rubinetto egizio.
Qualsiasi ne saranno i motivi,o una guerra per l'acqua, che sconvolgera´ l'Africa orientale, fino a quella centrale, oppure le conseguenze derivanti dalla siccita´, milioni di abitanti di questa zona, e sono, gia´ oggi, oltre 300, dovra´ cercarsi altri posti, dove sopravvivere. E cercate di immaginarvi, dove si dirigeranno, e con qualsiasi mezzo, senza chiedere il permesso a nessuno. A QUESTE CONDIzIONI, ANCHE NOI DOVREMMO FARE LO STESSO....
Ritornando a noi, nel nostro piccolo, e considerando le enormi ricadute positive, se ci muoviamo, ed i disastri, le valanghe umane, che ci sommergeranno, se restiamo solo a guardare, raffrontandole con la validita´ dei bravi, esperti, capaci concittadini, in gara tra di loro per le prossime elezioni, tutti scesi in lizza esclusivamente per il bene della loro citta´ , ed i risultati da essi ottenuti durante gli ultimi 60-70 anni, possiamo continuare a dormire sonni tranquilli. Ci sono ancora brande libere, nelle topaie di Santa Caterina e Cognulo?
Antonio Mascolo
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
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