Redazione
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Dicembre a Parigi per la decarbonizzazione

Lettera alla redazione.

tempo di lettura: 4 min
06/07/2015 15:26:26

Il periodo a cavallo tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre non e´ certamente quello ideale, per visitare questa citta´. Ma vi accorreranno ministri e capi dello stato da tutto il mondo, per l'ennesima conferenza climatica, allo scopo di possibilmente decarbonizzare l'atmosfera terrestre, contenendo e riducendo le emissioni di anidride carbonica. E, questa volta, anche i grandi stati che, finora, hanno fatte le orecchie di mercante, sembrano aver finalmente capito, che queste riduzioni sono anche nel loro stesso interesse.

La CE che, in questi consessi, si presenta come un organismo unico, ha, da tempo, concordato piani alternativi, in differenti fasi di realizzzione, e partendo da situazioni diverse da stato e stato. Ed anche qui, l'Italia non fa parte dei primi della classe, per tutta una serie di motivi piu´ o meno, alcuni affatto comprensibili.

Si parte da una situazione estremamente svantaggiosa perche´, a parte la produzione di energia utilizzando fonti idriche, siamo costretti a carbonizzare l'atmosfera, bruciando carbone, nafta e gas nelle nostre centrali elettriche, COMPERANDO questo combustibile, insieme all'energia importata, prodotta nuclearmente negli Stati confinanti. Non ne parliamo del traffico su gomma.

E qui il premier nazionale di turno dovra´ presentare un piano, come l'Italia voglia dare un suo serio contributo riduttivo, NEL SUO STESSO INTERESSE, ricorrendo a fonti energetiche alternative, CON COMBUSTIBILI GRATUITI. perche´ ne´ il sole e ne´ il sottosuolo mandano bollette.

Il punto di partenza dell'Italia non e´ cosi´ favorevole come quello della Germania, che dispone di ampie zone ventose nei suoi mari, poco profondi, che permettono di realizzare campi eolici ben distanti dalla costa, mentre da noi, eccetto che nell'Alto Adriatico, questi posti mancano, ed in una zona meno ventosa e, di conseguenza, complessivamente meno redditizia, CON GLI ATTUALI ROTORI.

Ma noi abbiamo non solo piu´ sole e caldo di loro, ma anche una geotermia, che non e´ solo croce, ma anche delizia, se adeguatamente sfruttata.

Per quel che riguarda l'eolico, l'Italia ha l'enorme vantaggio di non aver ancora sviluppata una industria del ramo a grande raggio, cioe´ non e´ costretta a ricorrere solo ai generatori eolici tradizionali, cioe´ quelli con la navicella in testa alla colonna di sostegno e dotate di eliche tripale sempre piu´ lunghe, sempre piu´ difficili da gestire, con tutta una caterva di ricadute negative, sebbene ci siano impianti alternativi, i generatori ad asse verticale, che, rispetto a quelli tradizionalmente oggi in uso, OFFRONO SOLO VANTAGGI. Li ho indicati gia´ altre volte...

Agli increduli sia detto, che si tratta di decisioni strategiche, dettate da motivi economici-aziendali, che costringono l'industria eolica mondiale a continuare a percorrere questa strada, intrapresa perche´ gli attuali rotori, all'inizio del loro sviluppo, offrivano un grado di rendimento ben piu´ alto, rispetto a quelli con asse verticale, vantaggio perso e superato, col crescere degli impianti, mentre sono rimasti tutti i loro svantaggi. .

E qui l'Italia potrebbe iniziare a fare un salto di qualita´. a programmare, studiare, vagliare, scegliere, sviluppare e costruire tutta una serie di impianti energetici, in sostituzione delle innumerevoli centrali italiane, che bruciano combustibili fossili. Partendo da impianti termosolari per la climatizzazione e la produzione di acqua calda casalinga, sistemati sui solai dei singoli fabbricati, passando per la geotermia,- sfruttando il "nostro" vulcanismo -, come fanno gli Islandesi, come noi iniziammo a fare, a Larderello, fino a tutta una serie di impianti eolici, sistemati offshore, sia fissi, dove i fondali ancora lo permettono, sia ancorati. A terra, si dovrebbe vagliare la sistemazione di grandi impianti nelle tante zone collinari e montane del sud, dopo averle rimboscate (soluzione che aiuta anche a ridurre il tasso di anidride carbonica nell'atmosfera).

Questi rotori sono utilizzabili anche su scafi particolari, non devoluti al trasporto merci (ripopolatori ittici, navi tratta-rifiuti), con basse velocita´ di traslazione e non legati a rotte particolari, anche adattati a raccogliere i rifiuti galleggianti, con cui sono ormai impestati tutti i mari del mondo, se dotati di appositi sistemi di raccolta. ED ANCHE QUESTI, SONO COMBUSTIBILI.

Per ritornare nel nostro piccolo, qualcuno dei responsabili politici-sindacali locali potrebbe iniziare a riflettere, quante di queste realizzazioni potrebbero essere fatte anche in una Castellammare di Stabia ridiventata laboriosa e corretta, in termini di impianti termosolari, pompe di calore, ripopolatori ittici, navi tratta-rifiuti, generatori eolici... e, chi piu´ ne ha, piu´ ne metta.

Per quanto mi risulta, nessuno dei "responsabili" cittadini le ha mai prese in considerazione od addirittura presentate da qualche parte. L'unica volta, che il sindaco Salvatore Vozza ando´ a Roma, insieme ad un gruppo che voleva fare solo casino, si fermo´ nell'anticamera del ministro, sorseggiandosi beatamente e tranquillamente un caffe´..

Antonio Mascolo

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