Vorrei definire come "t(o)urista", nel senso lato della parola, ognuno, che "gira", girovaga, sia davanti alla sua porta di casa, che per tutto il mondo. Chi esce, se non lo fa solo per consumare le suole delle sue scarpe o sprecare benzina, gira, vede, compra, consuma, visita. Se il suo centro di residenza offre tutto quello che gli necessita, sia come assortimento, qualita´ che come prezzi, se gli offre tutte le alternative, gli svaghi, per ogni tipo di interessi, necessita´ ed attivita´, magari in un clima favorevole, gli abitanti di questo centro spenderanno la maggioranza dei loro soldi in loco, senza doverli portare altrove.
A rigor di logica, non si tratta di turisti. Ma, da dove vengano gli acquirenti ed i visitatori, per il commercio e le attrazioni locali, non ha importanza. Soldi sono soldi.
ED E` QUESTO IL PUNTO BASILARE DELLA QUESTIONE: ATTRARRE SOLDI, CREANDONE LE RELATIVE PREMESSE..
Se poi questo centro offre cose non esistenti altrove, attrae visitatori da vicino e da lontano, per ogni gusto e durata, che vi restano, secondo gli scopi, con tutta una gamma, diversificata durata di permanenza, da qualche ora, i mordi e fuggi, fino a lunghe permanenze coloro, che si procurano, in loco, una seconda abitazione.
Questi semi-trasferimenti, con una gamba nel paese d'origine e l'altra in una zona ambita, sono molto frequenti in tante zone del mondo, dove, per restare solo nel Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia, sono sorti e continuano a sorgere ghetti con migliaia di pensionati benestanti, mononazionali, quasi isolati dalla popolazione autoctona, sia per differenze linguistiche che culturali. Questi nuovi concittadini a tempo vi trascorrono i periodi climaticamente meno favorevoli esistenti nella loro Patria nordica d'origine, cedendone poi l'uso a parenti, amici, addirittura facendoli fittare a terzi, quando vanno a ritrascorrere la stagione buona nella loro prima casa.
Agli effetti delle visite e dei fatturati, questa soluzione e´ la migliore per la zona di accoglienza, perche´ assicura la presenza di ulteriori forestieri, turisti, tutto l'anno, anche durante la stagione morta, gente che consuma e spende.
Un apporto non solo finanziario, ma anche culturale, se se ne creano anche le relative premesse, favorendo l'acclimatizzazione di questi nuovi concittadini.
Una delle premesse indispensabili, per una soluzione del genere, e´ l'attrattivita´ di una zona, sia come centro, che come dintorni. E, sotto questo punto di vista, se consideriamo tutte la zone raggiungibili con collegamenti veloci di due ore, da Roma fino alla Puglia/Calabria, Castellammare di Stabia, che gia´ , come citta´, potrebbe offrire una immensa mole di attrattivita´ di ogni tipo e genere, sarebbe imbattibile.
Sfido chiunque a trovare un altra zona, tanto appetibile e concorrenziale, con almeno tanti pregi. E NE DOVREMMO ESSERE F I E R I !
Ma e´ l'altra, indispensabile premessa, che vanifica, a Stabia, ogni sforzo in questa direzione, cioe´ il grado di maturita´ e civilta´ degli "indigeni". E, DI QUESTO STATO DI FATTO, DOVREMMO VERGOGNARCENE.
Qui non si tratta solo della cultura dell'accoglienza, del rispetto del forestiero, ma addirittura della del tutto assente disponibilita´ a mettere questo centro in grado di essere attraente, visitabile, accogliente, vivibile. Invece, questa casa, e´ ormai diventata una stalla cadente e puzzolente. Abbiamo rovinato tutto quello che le generazioni precedenti ci avevano lasciato in eredita´. I ragazzini-vandali sono i figli di coloro che, con i loro voti ed i loro condizionamenti, hanno portato al comando cittadino gente della peggior specie che, con la loro ignoranza ed inciuci, con la loro "furbizia", con la loro "giustizia", hanno ridotto questo centro in un ammasso di miserie e macerie.
Se qualcuno volesse darmi torto, che si facesse un giro per il perimetro cittadino, comparandone i risultati con quelli esistenti altrove, e poi facesse turismo...
Antonio Mascolo
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
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