Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta dell'avv. Carlo Costagliola:
La Città è in ginocchio e la politica si trova in un cul-de-sac. Ciò è palese e non si può smentire: è un fatto.
A chi attribuire la colpa non serve perchè tanto non cambierebbe nulla.
Che fare?
Per dare una risposta a tale interrogativo, bisogna sottoporre a giudizio critico i metodi e le procedure seguite dai Governi, dai Partiti e dalle Associazioni cittadine negli ultimi venti – trent’anni.
Incominciamo dalla:
1) SCELTA DEI CANDIDATI.
Si è sempre proceduto ad individuare la/e persona/e che potesse/ro vincere l’elezioni, non tenendo presente che gli eletti, senza avere la conoscenza della pubblica amministrazione, sarebbero durati poco, come è avvenuto negli ultimi decenni.
Le strategie per mandare a casa un Sindaco, spesso messe in campo dalla stessa maggioranza (o dalle opposizioni che strada facendo diventano maggioranza) non sono imbevute d’interesse per la Città e per i Cittadini, ma impregnate da logiche che di politica non hanno assolutamente niente.
A questo punto è bene descrive anche i requisiti che l’aspirante primo Cittadino dovrebbe possedere ed il ruolo che dovrebbe svolgere che, indipendentemente, dalla conoscenza della macchina amministrativa, non gli dovrebbero difettare: carisma, autorevolezza ed una visione generale (e particolare) delle esigenze dei Cittadini e dell’aspetto (ed assetto) paesaggistico del territorio per le quali, dovrebbe disegnare ed indicare, aprioristicamente, con pochi capitoli, gli obiettivi da raggiungere nelle consiliatura e poi, vigilare, controllare e sanzionare (in caso di ritardo od omissione) i propri assessori che, a loro volta, svolgeranno le stesse azioni nei confronti della dirigenza amministrativa e così di seguito fino alla qualifica più bassa dell’Ente pubblico (c.d. vigilanza e controllo gerarchico: cfr. tra l’altro, la riforma Brunetta).
Come procedere?
Una delle ipotesi da studiare è quella di stabilire poche e semplici norme che descrivono i requisiti indispensabili che le persone devono possedere per essere candidati, come ad esempio: oltre a quelli di attrarre suffragi, quelli di una conoscenza, se pur minima, della macchina comunale in particolare e della pubblica amministrazione in generale, nelle varie articolazioni politiche e di gestione.
Si tralasciano i requisiti etici e morali per i quali si può consultare, tra l’altro, “La carta di avviso pubblico” sul sito www.avvisopubblico.it al quale si rinvia.
2) STRATEGIA PER ELIMINARE IL MANUALE CENCELLI PER LA SPARTIZIONE DEI RUOLI E DEGLI INCARICHI DOPO L’ELEZIONI.
Uno dei modi (forse il migliore) è quello di indicare, durante la campagna elettorale la squadra di governo (assessori) che il Sindaco, indiscutibilmente, nominerà dopo essere stato eletto.
A tale proposito bisogna essere assolutamente chiari che rebus sic stantibus, gli assessori (deus ex machina del sistema) non possono non essere conoscitori ed esperti dei rispettivi settori nei quali saranno incaricati.
Gli incarichi non devono essere più di quattro come i tradizionali settori della pubblica amministrazioni e, cioè:
- alla gestione risorse umane (ex ufficio del personale);
- al bilancio ed alla gestione economica finanziaria (ex ufficio ragioneria);
- al provveditorato, economato e tecnico (ex ufficio acquisto e manutenzione interna);
- agli affari generali (ex ufficio per le relazioni esterne).
Tali assessori esperti, da non confondere con il Governo del tecnici, possono essere ricercati nei luoghi di studio e di cultura (università; scuole di specializzazioni; albi professionali pubblici e privati; dirigenza dello Stato e degli Enti pubblici; docenti di scuole medie superiori di profilo classico, scientifico, tecnico e professionale, ecc., ecc., ecc.).
3) RAPPRESENTANZA CITTADINA SULL’INTERA FILIERA POLITICA (PROVINCIALE, REGIONALE, NAZIONALE ED EUROPEA.
E fuori di ogni dubbio che se la Città non ha, come una volta, le proprie rappresentanze nelle sede politiche istituzionali della Provincia, della Regione, del Parlamento e dell’Unione Europea, si verifica che quando, in tali sedi si decide, Castellammare di Stabia, non essendo presente con propri rappresentanti, viene esclusa da qualsiasi iniziativa di sviluppo e/o di assegnazione di fondi e/o di risanamento e/o rilancio delle proprie attività di servizio e produttive, come, per ad esempio: le Terme e l’Italcantieri.
Ciò risulta chiaro sia per le vicissitudini dei due detti stabilimenti e sia per il fatto che la Città è stata eviscerata dai presidi più significatici: emblematici sono l’Ufficio del Giudice di pace e la direzione generale dell’ASL NA 3 sud.
A questo proposito è bene ricordare la scuola d’infermieri professionali (diventata, poi, polo universitario) costituita con vincolo di destinazione con l’Ospedale S. Leonardo che venne trasferita altrove da dove, poi, è stata eliminata. Non bisogna dimenticare che tale scuola, diplomando quasi tremila infermieri, ha tolto dalla strada circa tremila famiglia che oggi vivono dignitosamente dando alla sanità nazionale un contributo professionale qualificato.
Al riguardo è opportuno far presente che in Italia mancano oltre centomila infermieri professionali (tra pubblico e privato) per qualificare i quali, prima o poi, si dovrà pur dettare una deroga alla legge che ha istituito la laurea di primo livello in scienze infermieristiche (già inflazionata) che abilita alla dirigenza di tale servizio: ma questo è un discorso da sviluppare a parte in sede d’individuazione dei modi per creare lavoro, tenendo presente il paradosso tutto nostro che consiste nell’invio di medici italiani nel terzo mondo, come ad esempio l’Africa, per formare in loco infermieri che, poi, assumiamo in Italia (!!??).
Come superare tutto ciò?
4) PATTO DI DESISTENZA E PROGETTUALIZZAZIONE.
Consiste nel far confluire i voti di tutta la Città sui rappresentanti delle varie compagini politiche, estratti a sorte, nell’elezioni Provinciali, Regionali, Nazionali ed Europee.
E’ l’uovo di colombo e ci vuole solo un pò di ragionevolezza ed attaccamento alla propria terra per realizzarlo in questo particolare momento che la Città è allo stremo e rischia gravi disordini.
Resta inteso che nelle competizioni elettorali cittadine, il patto di desistenza non avrà alcun valore nelle campagne elettorali, anche se contribuirà, certamente, ad ammorbidire le posizioni, il tono e gli scontri nell’interesse della comunità (a questo serve la politica) alzando l’asticella della competizione che dovrà proporre non più proclami, ma progetti reali e realizzabili, temporalmente definiti e con l’indicazioni delle fonti economiche.
5) ASPETTI POLITICI ED AMMINISTRATIVI-GESTIONALI.
I politici eletti e nominati (Sindaco, Giunta e Consiglio) previo analisi ed elaborazioni messi a punto da gruppi di studio (in regime di staff con il Sindaco) hanno il compito di dettare alla dirigenza amministrativa, linee guida e progetti per la realizzazione dei quali, dovranno mettere in campo strumenti di vigilanza e controllo intervenendo, energicamente, nei casi di ritardi e/o omissioni.
La stessa vigilanza e controllo va attivata anche per la routine quotidiana come la pulizia e la scerbatura per le strade, il trasporto urbano, la viabilità, ecc., ecc..
In sintesi, vanno ripristinati, mantenuti e rispettati i ruoli, le competenze e le responsabilità:
- politiche che nella nostra Repubblica democratica fondata sul lavoro appartengono al popolo (artt. 1, 13 e ss. della Costituzione italiana);
- di associazione che appartengono ai partiti (e ad altre aggregazioni sociali) per concorrere alla vita nazionale (art. 49 della Costituzione italiana);
- istituzionale che appartengono agli eletti ed ai nominati (artt. 5, 54, 97, 98, 114 e 118) della Costituzione italiana).
Carlo Costagliola
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
-