Lettera alla redazione
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Se i politici locali stabiesi non fossero assillati dalle continue richieste di favori personali da parte dei loro elettori, forse troverebbero il tempo e la voglia di osservare i problemi di questa citta´, di analizzarli uno per uno, di risalire alle loro origini, di considerare le varie proposte di soluzione esistenti, di vagliarle, di farne stabilire la fattibilita´ e la resa economica complessiva da parte di professionisti "veraci" del mestiere, indipendentemente dallo loro nazionalita´, di immetterle, come singoli tasselli, in un piano generale di sviluppo, che riporti Stabia ad un decente livello di vivibilita´ ed agiatezza.
E lo potrebbero fare in questo periodo pre-elettorale, senza strapazzare la pazienza dei cittadini, rinunciando a prenderli per il suariello, con le loro chiacchiere, con vuote retoriche, appellandosi a principi morali, di cui ignorano perfino l'esistenza.
E questa gente dovrebbe iniziare dal primo bivio, decidendo, se Castellammare ed il suo hinterland, intorno alle duecentomila anime, possa campare solo di turismo, e solo pochi mesi l'anno, oppure se debba conservare i monchini della sua vecchia, mutilata gamba industriale, addirittura potenziandoli.
E proprio dalle sue macerie, se non effettive, almeno pratiche, dai suoi lampadari, che non danno luce alla citta´, questi politici "etici" potrebbero, dovrebbero iniziare, consultando e discutendo poi, con i relativi gestori, nei particolari. i possibili sviluppi.
Partiamo da Pozzano, dove esiste un magnifico albergo, nato dalle rovine di un impianto industriale, che vivacchia, per alcuni mesi l'anno, sebbene potrebbe risultare un ottimo punto di partenza, per attivita´ anche sportive/addestrative di ogni genere, se fossero realizzate. Se ben collegato col suo centro di appartenenza, riattato e sviluppato, sarebbe un ulteriore motivo, per risiederci, e tutto l'anno.
Un poco piu´ avanti, si trova il rudere ex colonia ferrovieri. E qui basterebe andarsi a rileggere le proposte avanzate, quando, si diceva, doveva essere ceduto ad un albergatore privato.
La strettoia stradale immediatamente seguente dovrebbe farli riflettere su di un necessario allargamento, anche per risistemarci le rotaie per una tranvia, approfittando dell'allargamento sul lato mare del complesso corderia/cantiere, tranvia che risolverebbe anche il problema trasporto per la balneabilita´ a Pozzano, senza dover creare intasi od ulteriori parcheggi.
Poi un politico "etico" dovrebbe prendere il suo cuore a due mani ed ottenere un colloquio, serio, effettivo, senza tabu´, con il consiglio di amministrazione della FINCANTIERI, per stabilire, perche´ questa societa´ sarebbe felicissima, se potesse disfarsi dello stabilimento stabiese. Per evitare false motivazioni, il politico porta con se´ i diversi progetti alternativi, costruzioni necessarie, ideali per un cantiere riattato ad hoc, progetti, che questa impresa conosce! Messa alle strette, durante queste ore della verita´, la FINCANTIERI deve svuotare il sacco, indicando tutto il letame, una situazione nota a tutti, che, durante i passati decenni, si e´ accumulato in questo cantiere e che ne consiglia la chiusura, SE NON SI TRATTASSE DI UN PROBLEMA SOCIALE, CHE METTEREBBE LA PAROLA "FINE" SULLA CITTA` DI STABIA. E qui questo politico, non solo etico, ma anche coraggioso, affronta il problema di petto, rivolgendosi direttamente a tutte le maestranze, alle fisse ed all'indotto, pretendendo da loro una decisione consequenziale sul loro destino.
E qui ormai ha oltrepassato i confini di quella parte della citta´,ed entrato in una zona sotto il controllo di diversi poteri, si chiamino essi imprenditori, od investori, con mezzi finanziari a disposizione di ogni provenienza. E qui, nell'interesse della citta´, non andra´ a vedersi le eventuali pettole cacate degli interlocutori, NON LO FA NESSUNO, NEANCHE OGGI, ma fara´ attenzione e sistemera´ paletti chiari e precisi, puliti, per definirne i limiti e gli usi. A VANTAGGIO DI TUTTI.
E questi investori finanzierebbero, privatamente, tutta una serie di attivita´, secondo dettagliati progetti, concedendo loro, in usufrutto,per 99 anni, sia le relative superfici che gli edifici eventualmente esistenti, da utilizzare o da abbattere e ricostruire, secondo piani costruttivi prescritti. Questa zona, che va dal cantiere fino ai Magazzini Generali, insieme al suo retroterra, ospita poi un albergo nautico, nella ex Caserma Cristallina, anche come piccola stazione marittima per il traffico dei velieri nostalgia, che hanno a loro disposizione il bacino prospiciente l'acqua della Madonna. Gli investori, appoggiati dai politici etici, riflettono e trattano con i proprietari del polo nautico di Torre, disoccupato, sui tipi di velieri da costruire.
La presenza di questo traffico ed il riattamento della tranvia, che qui potrebbe essere estesa a doppio binario, consiglia di spostare i visitatori dei relativi chioschi su di un piano superiore, panoramico, lasciando, sul piano terra, lato strada, i cucinini, i depositi, insieme alle scale, rampe, ascensori e montacarichi di accesso.
Per le superfici attualmente occupate dal complesso Magazzini Generali/deposito del sale, si indice un concorso internazionale, per progettare un complesso biuso, autonomo, sia dal punto di vista energetico ed idrico, che commerciale e ludico. I relativi appartamentini sono venduti, secondo il sistema compra/affitto, con scadenze complessive intorno ai 10 anni, a forestieri, immettendo cosi´, in questa zona, una nuova linfa. (La dilazione dei pagamenti evita che si imbrogli nell'esecuzione qualitativa).
Gli ulteriori riattamenti, sia l'uso del porto principale per l'attracco di navi tratta-rifiuti, costruite in loco, sia come sussidiario per il traffico croceristico, oltre a quello, ampliato, per la navigazione nel Golfo, sono stati citati gia´ troppe volte. Insieme all'uso, a cui destinare la banchina Marinella. Tutti certamente noti a politici "etici", per doverli ripetere qui. Lo stesso vale anche per gli ulteriore sviluppi, da Porto Davide fino all'albergo Miramare, ripresentati, poco tempo fa, sempe su questo sito.
Ma un politico etico si ricordera´ anche delle proposte riguardati la dotazione dei solai stabiesi con impianti termosolari, da realizzare nell'ex Avis...
Poi incontrera´ i soci della Marina di Stabia, dopo averne studiati attentamente i relativi contratti, per stabilirne le pecche e le mancaze, sia del progetto, che dell'uso, vietato ai non addetti ai lavori. Ed anche qui, dovra´ trovarne una soluzione.
Il problema fiume Sarno potrebbe trascurarlo, meno pressante per Stabia, dopo la chiusura dei bacini acquei antistanti la spiaggia.
Ma non quelli collinari-montani, dalla loro sistemazione idrogeologica a quella stradale e/o di accesso, con vecchie e nuove funivie, se non vuol far morire di sete, a lungo andare, tutta una zona. Una buona parte di questi lavori potrebbe farli realizzare, in cantieri-scuola ad hoc, utilizzando disoccupati locali, con progettazione ed esecuzione affidati, in supervisione, al Genio dell'Esercito..
In questo contesto, affidera´ ad investori privati, oculatamente scelti, l'uso e lo sfruttamento delle risorse idriche minerali. La gestione delle fonti idriche potabili, questo politico etico potrebbe riassumersela, sfruttandone il surplus imbottigliandolo, a favore delle casse comunali e dei cittadini.
Ed ora veniamo al punto cruciale, la conditio sine qua non, se si vuole rifare di Castellammare una visitabile, buona meta turistica: la sua vivibilita´. Ed in questa parola sono compresi concetti come aria pura e superfici pulite, tranquillita´ e silenzio, movide e criminalita´ sotto controllo, traffico il piu´ possibile ridotto e non inquinante, civile, sufficienti punti di parcheggio.
Ed anche su questo punto esistono diverse soluzioni, partendo dalla domanda di fondo, che ogni cittadino dovrebbe potersi porre: a che mi serve un automezzo a motore personale, se ho abbastanza altre soluzioni, che mi permettono di farne a meno? E qui la lista delle alternative si fa oltremodo lunga.... Felice la citta´, che offre ai suoi cittadini (ed ai suoi visitatori) la possibilita´ di poterne far a meno.
Ma vallo a dire ai politici etici...
Antonio Mascolo
Numeri importanti per la nostra testata giornalistica.
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