Un nuovo caso di omicidio di camorra ha scosso l’area metropolitana di Napoli ieri, quando Alfonso Cesarano, 35 anni, è stato colpito da cinque proiettili esplosi da due killer a bordo di uno scooter. L’ennesimo atto di violenza in un territorio martoriato da secoli di dominio criminale, che continua a essere afflitto dalla presenza e dall’influenza dei clan.
Sandro Ruotolo, consigliere comunale a Castellammare di Stabia ed europarlamentare del Partito Democratico, ha espresso la sua forte preoccupazione riguardo all’accaduto, sottolineando l’urgente necessità di un intervento coordinato per contrastare la crescente invasività della camorra nella vita quotidiana dei cittadini. “Un omicidio di camorra, l’ennesimo nella nostra ampia e martoriata area metropolitana” ha dichiarato Ruotolo, evidenziando il controllo capillare dei clan nei comuni dei Monti Lattari. Secondo i rapporti semestrali dell’antimafia, questi gruppi criminali continuano a introitare ingenti guadagni attraverso pratiche come il racket, il riciclaggio e lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Ruotolo critica anche l’atteggiamento “disinteressato” di chi ha responsabilità nella guida delle comunità locali. “Per chi ha il compito di guidare una comunità sembra che tutto ciò sia solo un piccolo incidente di percorso”, ha osservato. Parafrasando Eduardo De Filippo, il consigliere ha messo in luce la drammatica sottovalutazione delle attività criminali che affliggono il territorio, definendole come appunto “cos’è niente”. Un approccio che, secondo Ruotolo, condanna le comunità a rimanere vittime della criminalità organizzata, opponendo una resistenza soltanto apparente al radicamento dei clan.
Lunedì prossimo si terrà un Comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato dal Prefetto di Napoli. Ruotolo ha salutato questa iniziativa come un segnale importante, ma ha avvertito che non deve limitarsi a una sola giornata. “Occorre elevare il livello di attenzione su Gragnano e sull’intera area dei Monti Lattari. Le comunità non devono essere lasciate sole”, ha ribadito, esprimendo la necessità di una risposta concertata e continuativa da parte delle istituzioni.
Infine, Ruotolo ha sottolineato che la cultura della legalità deve essere trasferita nel vivere quotidiano e non può rimanere un concetto astratto. “Non si può essere ambigui, vogliamo scegliere da che parte stare”, ha concluso, lanciando un appello alla mobilitazione di tutte le forze sane della società contro la camorra.
Con l’ennesimo omicidio di camorra che scuote una comunità già fragile, la speranza è che questa volta si posino le basi per un cambiamento reale, lontano dalla rassegnazione e dall’indifferenza.
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