Si apre una nuova settimana politica a Castellammare di Stabia senza che le tensioni dei giorni scorsi abbiano trovato una sintesi. Il braccio di ferro tra il sindaco Luigi Vicinanza e il Partito Democratico prosegue, e da questo confronto dipende con ogni probabilità il futuro dell’amministrazione comunale. Un quadro complesso, reso ancora più delicato dalla presenza della commissione d’accesso antimafia e da un contesto istituzionale che richiede stabilità ma restituisce incertezza.
Il dato politico più evidente è la frattura tra il sindaco e il PD. Il partito, soprattutto nella sua dimensione regionale, non appare intenzionato a sostenere apertamente Vicinanza, mantenendo una posizione prudente e attendista, anche alla luce delle verifiche in corso. Al tempo stesso, però, la maggioranza dei consiglieri comunali e buona parte delle liste civiche continuano a garantire appoggio al primo cittadino, consentendogli di rivendicare una legittimità politica e amministrativa che va oltre le dinamiche di partito.
È da qui che nasce la convinzione del sindaco di poter andare avanti. Sul piano formale, l’amministrazione ha ancora i numeri per governare. Sul piano sostanziale, però, restano interrogativi rilevanti. Governare senza il sostegno del principale partito di riferimento dell’area di centrosinistra significa esporsi a un isolamento che rischia di pesare nei rapporti istituzionali, soprattutto con una Regione guidata da un asse PD–Movimento 5 Stelle e con un Governo nazionale di centrodestra. Un sindaco politicamente indebolito potrebbe trovarsi in difficoltà nell’interlocuzione su dossier strategici, finanziamenti, programmi di sviluppo e gestione delle emergenze.
Dall’altro lato, la prospettiva di una crisi anticipata o di un nuovo azzeramento politico solleva timori altrettanto concreti. Castellammare arriva da anni segnati da scioglimenti, commissariamenti e instabilità cronica. La continuità amministrativa è una necessità riconosciuta trasversalmente: interrompere ancora una volta il percorso di governo significherebbe prolungare una fase di paralisi che ha già prodotto ritardi, sfiducia e impoverimento del tessuto istituzionale.
In questo equilibrio precario si inserisce il lavoro della Commissione d’Accesso antimafia. La priorità, almeno sul piano formale, resta garantire trasparenza, legalità e corretto funzionamento della macchina amministrativa.
I prossimi giorni saranno decisivi. Il PD dovrà chiarire se intende restare in una posizione di distanza critica o se aprire un confronto politico strutturato con il sindaco e la sua maggioranza consiliare. Vicinanza, dal canto suo, dovrà dimostrare di poter governare non solo con i numeri, ma anche con una visione capace di tenere insieme istituzioni, livelli di governo e una città stanca di precarietà.
Castellammare si trova così davanti a un bivio silenzioso: proseguire con un’amministrazione politicamente fragile ma operativa, oppure riaprire l’ennesima fase di incertezza. In entrambi i casi, il tempo – più che le dichiarazioni – dirà se la continuità sarà una risorsa o solo un rinvio dei problemi strutturali che la città si porta dietro da troppo tempo.
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