La decisione del Prefetto di inviare una Commissione d’accesso al Comune di Castellammare di Stabia “è un atto serio, che non può essere minimizzato né derubricato a formalità”. A dirlo è Giovanni Tuberosa, ex capogruppo del Partito Democratico, che interviene nel dibattito politico cittadino alla luce delle verifiche avviate su possibili condizionamenti del voto e della vita amministrativa dell’ente.
Nel suo intervento, Tuberosa richiama anche il ruolo della magistratura antimafia, sottolineando come le inchieste in corso meritino “il massimo rispetto, attenzione e preoccupazione istituzionale”. Un contesto che, a suo avviso, impone serietà e senso di responsabilità, evitando semplificazioni o contrapposizioni personalistiche.
“Il tema non può ridursi a un referendum pro o contro il sindaco Vicinanza”, chiarisce l’esponente dem, precisando che l’integrità morale del primo cittadino “non è mai stata in discussione”. Il problema, piuttosto, riguarda il quadro complessivo che si è venuto a creare attorno all’esperienza amministrativa in corso. “Troppe ombre si sono addensate sul presente e sul futuro della città”, osserva Tuberosa, mettendo in guardia dal rischio concreto di un nuovo e prolungato commissariamento.
Un’eventualità che, secondo l’ex capogruppo, Castellammare di Stabia non può permettersi. Da qui il richiamo alla linea espressa dal Partito Democratico “a tutti i livelli”, definita “chiara, responsabile e netta”: la priorità deve essere il bene della città, mentre “i destini personali e politici di ognuno di noi vengono dopo”.
Tuberosa conclude con un appello a una “riflessione collettiva, alta e leale”, sottolineando come in questa fase siano in gioco non solo gli equilibri politici, ma la credibilità stessa delle istituzioni e il futuro dell’intera comunità stabiese.
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