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Castellammare - Il mare ritrovato e il dovere di custodirlo

Un anno fa la gioia per la balneabilità in villa comunale dopo 51 anni. Oggi un divieto temporaneo rilancia il tema della gestione e della responsabilità ambientale.

tempo di lettura: 2 min
di Alessio Esposito
30/04/2025 19:27:02
Castellammare - Il mare ritrovato e il dovere di custodirlo

Il 5 agosto 2024 è una data che i cittadini di Castellammare di Stabia non dimenticheranno facilmente. Dopo 51 lunghi anni, il mare davanti alla villa comunale era tornato balneabile. Un traguardo storico, frutto di un lavoro paziente e complesso: eliminazione degli scarichi abusivi, controlli incrociati, investimenti in rete fognaria e depurazione. Quel giorno, la città riscopriva il contatto con la sua identità più autentica: il mare.

Ma la conquista della balneabilità non è un punto di arrivo. È un bene fragile, da difendere ogni giorno. Lo dimostra quanto accaduto in queste settimane. Ad aprile 2025, i campionamenti dell’Arpac hanno rilevato valori batterici superiori ai limiti consentiti, spingendo il Comune a firmare un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione proprio nel tratto della villa. Un provvedimento doveroso e comunque legato a un episodio isolato: un “piccolo incidente di percorso”, da attribuire probabilmente a fattori contingenti come piogge intense o anomalie temporanee nella rete di scarico.

Eppure, questo episodio riapre una riflessione necessaria: la balneabilità non si gestisce a emergenze, ma con programmazione, trasparenza e responsabilità. Serve una regia stabile, che non si limiti a inseguire i dati dell’Arpac, ma che agisca prima. Serve un controllo costante sugli scarichi, un coordinamento tra Comune, Gori, Regione e Capitaneria, una comunicazione efficace ai cittadini e una manutenzione ordinaria fatta con rigore.

Perché oggi il mare è tornato un valore aggiunto per Castellammare: non solo per la qualità della vita, ma anche per l’attrattività turistica, l’indotto economico, la rinascita di un tratto di costa urbana da vivere e non solo da guardare. Ma più cresce il valore, più cresce la responsabilità. E non è più il tempo degli errori tollerabili, delle sviste tecniche o delle risposte lente.

Il mare restituito alla città è un simbolo. Ma non basta celebrarlo: va protetto con metodo. Un piano strategico per valorizzare il litorale appare sempre più importante per lo sviluppo del territorio. Castellammare ha lottato per cinquant’anni per ritrovare il suo mare. Ora ha il dovere di non perderlo più.

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