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Castellammare - Dos, Nappi(M5S): «Non è un documento, è una letterina a babbo Natale»


Scala(LEU): «Non si può continuare a decidere di non decidere».

pavidas

Subito dopo l’intervento dell’assessore all’urbanistica Fulvio Calì, che in consiglio comunale ha illustrato il Documento di Orientamento Strategico della città, in aula hanno preso la parola alcuni consiglierei comunali.

Nel ringraziare Calì per l’esposizione, il consigliere di Fratelli d’Italia, Ernesto Sica, ha voluto però muovere «un piccolo appunto da muovere sulla sicurezza. Ho letto tutto il Dos in questi mesi – ha detto - C'è una parte di supporto alla città per l'implementazione delle telecamere. È importante che ciò avvenga al centro come nella periferia».

Ma è stato Tonino Scala di Liberi e Uguali a porre l’accento su quelle che considera «carenze» e «mancata visione della città, non di tipo tecnico ma politico su quanto accade – ha detto  Si parla di questioni amministrative che hanno paralizzato la città dal 2010, sono questioni di tipo politico, non altro. Castellammare è ferma perché una serie di poteri forti l'hanno sequestrata e bloccata sulla visione urbanistica di una città a forte vocazione turistica. Si continua a parlare di volumetrie, ma non si fanno scelte, c'è un’ambiguità di fondo. Il Dos era un momento importante, mi sarei aspettato concertazione di altro tipo. Partecipazione non è convocazione delle parti sociali, ma contribuire insieme alla costruzione di una città. Tutto questo è mancato, per questo sono perplesso politicamente, è assente una riflessione sui passi in avanti e su quelli indietro. Non è una questione tecnica, ed è responsabilità del sindaco e della maggioranza. Non basta riempire il contenitore, ci troveremmo come a Quisisana, avevamo finanziamenti e accordo con il Ministero, ma il tutto resta una scatola vuota. Manca accordo con Fincantieri, il termalismo è allo sfascio, parliamo del Savorito, che andrebbe interamente abbattuto e ricostruito, le opere sono ferme, il piano casa si è arenato e non è nemmeno un vero sviluppo, anzi, ha alimentato un filone giudiziario che non ha nemmeno generato discussioni in aula. Potremmo parlare di altro, come il Sarno o la Casa del Fascio.


Lei, sindaco, è primo cittadino da un anno, i problemi hanno radici antiche, ma è responsabile perché non fa chiarezza su quanto accaduto negli ultimi anni. Non sono polemiche strumentali, ma un modo per capire dove sopportare correzioni. Spetta anche alla politica dare giudizi, non solo alla magistratura. La camorra ha penetrato la città nelle piccole azioni come in quelle grande, c'è bisogno di una vertenza per impedire che tutto ciò accada. Un piano strategico perde di credibilità quando la politica si nasconde. Che diciamo ai cittadini di Savorito e Moscarella a proposto dei 70 milioni di euro bruciati negli anni? Che diciamo ai turisti che occupano il nostro porto? Perché la reggia non decolla? Non ci dite come fare le scelte, servono serietà e coerenza, altrimenti saremo punto e a capo tra 5 anni. Fate scelte ben precise e non nascondetevi. Approssimazione unica sulla vicenda terme, nel documento lei dice che il problema nasce nel triennio 2007-2009, è una falsità inaudita. Il termalismo non porta ricchezza, il bilancio è sempre stato in passivo in tutte le città termali, ciò che fa rientrare delle spese è l'indotto. Manca visione di tipo politico, annuncio voto contrario per pungolare lei e la sua maggioranza, non si può continuare a decidere di non decidere».

Si incentra invece sulle Terme l’intervento del consigliere del Movimento 5 Stelle, Francesco Nappi. «Paghiamo 125 euro in media per ogni fruitore annuale delle terme, solo per l'investimento, poi ci sono le utenze e gli altri interventi ordinari. Occorre rimodulare l'intervento, un biglietto da 125 euro chi lo pagherebbe? Non entrerebbe nessuno. Un palazzo ristrutturato non vuol dire indotti e non vuol dire economia. Bisogna partire da cose semplici, come sicurezza e vivibilità. Come possiamo investire milioni di euro senza partire dalle basi? A un anno dall'insediamento dall'amministrazione ci saremmo aspettati la realizzazione dei punti principali della sicurezza. Sono andato un anno indietro a cercare, c'erano gli abusivi come ci sono ora, sono stati fatti interventi spot. Stiamo costruendo un gigante con i piedi di argilla. Se questa è la visione strategica della città, non va bene. Per ora il Dos non è un documento, è una letterina a babbo Natale».


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giovedì 13 giugno 2019 - 10:59 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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