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Gragnano - Sequestrati beni per 1,8 milioni: crediti d’imposta fittizi nella cantieristica navale

Frode sui bonus Transizione 4.0: scatta sequestro milionario a società di Gragnano.

tempo di lettura: 2 min
27/02/2026 16:04:46
Gragnano - Sequestrati beni per 1,8 milioni: crediti d’imposta fittizi nella cantieristica navale

Immagine di repertorio non associata alla notizia

Al termine di una complessa attività investigativa, i finanzieri della Compagnia Guardia di Finanza di Monfalcone, su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata,  per un valore complessivo di circa 1,8 milioni di euro.

L'attività delle Fiamme Gialle è scaturita da una verifica fiscale nei confronti di una società operante nella cantieristica navale, con sede in Gragnano, che, secondo gli accertamenti eseguiti, tra il 2019 e il 2023 avrebbe compensato debiti tributari utilizzando crediti d'imposta inesistenti in quanto riguardanti costi mai sostenuti.

In particolare, i crediti indebitamente compensati rientrano nelle misure finanziate dal P.N.R.R. nell'ambito della cosiddetta "Transizione 4.O", concessi alle imprese per attività di formazione, nonché di ricerca e sviluppo, nelle nuove tecnologie industriali basate sull'integrazione tra sistemi fisici e digitali.

Dall'analisi della copiosa documentazione acquisita, i finanzieri hanno rilevato consistenti incongruenze nei corsi di formazione poiché gli stessi non sarebbero mai stati effettivamente erogati. Inoltre, anche le attività di ricerca e sviluppo, anziché essere finalizzate alla creazione di nuovi progetti o prototipi, sarebbero consistite unicamente in elaborati teorici sulle tecnologie 4.0, in alcuni casi anche copiati da tesi di laurea liberamente consultabili sul web.

Attraverso l'indicazione di tali spese, la società ha potuto quindi generare crediti d'imposta fittizi per importi ben superiori ai 2 milioni di euro, utilizzandone una parte, pari a circa 1,8 milioni di euro, in compensazione di debiti tributari, conseguendo così un indebito risparmio d'imposta.

Atteso il superamento delle soglie di punibilità penale, questa Procura della Repubblica, competente in relazione alla sede legale della società oggetto di attenzione investigativa, ha quindi chiesto al G.I.P. l'adozione della misura cautelare del sequestro preventivo al fine di evitare la dispersione dei proventi dell'evasione fiscale e garantire la pretesa erariale.

Il sequestro ha avuto come oggetto disponibilità finanziarie, quote societarie, beni immobili e beni mobili registrati, tra cui un'imbarcazione del valore di circa 160.000 euro, nonché beni di lusso, tra cui 2 orologi di marca Rolex, intestati a vario titolo alla società e alla legale rappresentante.

Il sequestro operato è il risultato dell'impegno profuso dalla Guardia di Finanza nella tutela della corretta attuazione del P.N.R.R. e nel contrasto agli illeciti commessi in materia di spesa pubblica, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici aiuta la crescita produttiva ed occupazionale.

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