Un atto ambiguo rischia di trasformarsi in un caso politico. A Castellammare di Stabia una determina sembrava lasciar intendere una potenziale "apertura" ai privati per l'autorizzazione a spiagge libere attrezzate su porzioni di arenile pubblico, scatenando dubbi e polemiche. Un’interpretazione che, secondo fonti interne a Palazzo Farnese, non rispecchierebbe affatto la volontà dell’amministrazione. Nel documento si parlava di un “gestore” incaricato di garantire pulizia e controllo dei servizi, con tanto di divieto di abbonamenti e prenotazioni. Un passaggio che lasciava intuire la possibile presenza di gestione di attrezzature sulla spiaggia. Uno scenario che non troverebbe dunque conferma: nessuna concessione, nessuna privatizzazione mascherata. L’intenzione sarebbe piuttosto quella di rafforzare i servizi essenziali già previsti nelle scorse estati, aumentando docce, passerelle, bagni e strutture per facilitare l’accesso alle persone con disabilità. Solo interventi funzionali alla libera fruizione della spiaggia, senza installazioni tipiche degli stabilimenti balneari. L’atto, da quel che trapela, potrebbe essere revocato e ripubblicato in forma corretta. Resta però l’imbarazzo per uno scenario che avrebbe generato un equivoco un tema particolarmente sensibile per la città.
Le ragioni del No nelle interviste alla dott.ssa Criscuolo e al dott. D’Auria, quelle del Sì agli avvocati Migliucci e Balzano.