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Viaggio nel Napoli Club Trento Partenopea: il gioiello di un territorio ormai seconda casa degli azzurri

Il vicepresidente e addetto stampa Pasquale Mirante: «La passione è alla base di tutto: facciamo mille sacrifici per seguire le partite della nostra squadra del cuore »

tempo di lettura: 8 min
di Giovanni Minieri
25/02/2024 11:32:12

La passione per il Napoli non conosce confini, travolgendo cuore ed anima per seguire quella maglia azzurra in ogni angolo del mondo. Da 12 anni il Trentino può considerarsi la seconda casa del club caro al presidente Aurelio De Laurentiis, poiché a Dimaro si svolge la prima parte della pre-season estiva che permette ai tifosi di vivere la propria fede attraverso allenamenti a porte aperte, match amichevoli, e sessioni ad hoc per foto e autografi. Dal 2012 è attivo anche il Club Napoli Trento Partenopea: un importante riferimento per tutti i tifosi della zona che vogliono cantare a squarciagola per sostenere dal vivo la squadra Campione d’Italia in carica.

Per entrare un po’ più dettagliatamente nella “vita da club” è intervenuto ai nostri microfoni Pasquale Mirante, vice-presidente e addetto stampa del Club Napoli Trento Partenopea.


Com’è nata l’idea di creare un Napoli Club a Trento?

“Eravamo soliti incontrarci nei bar per seguire le partite. D’altra parte è spesso così ovunque, quando si cerca il punto di riferimento per seguire la propria passione. Un giorno ci trovammo a chiacchierare, e considerando che eravamo già più di 40 appassionati, decidemmo di mettere su un vero e proprio Club. Al momento dell’apertura nel 2012 eravamo oltre 200 persone, mentre al momento siamo assestati sui 150 soci. Siamo a tutti gli effetti un riferimento sia per la città di Trento che la Regione Trentino, casa del Napoli per tutto il periodo del ritiro e degli allenamenti estivi. Da un certo punto di vista siamo privilegiati nel poter vivere le emozioni della pre-season praticamente in casa, dall’altra molti di noi hanno l’abbonamento in tasca e macinano kilometri per seguire al Maradona le gesta degli azzurri. D’altra parte la passione è il motore di tutto: abbiamo fatto “trasferte” lunghissime nella scorsa stagione culminata con lo Scudetto, così come in quelle precedenti quando si incassavano sconfitte contro Parma, Spezia o Empoli. Portiamo avanti il club con sacrificio: c’è un direttivo che si occupa di aprire la sede gratuitamente, e la sottoscrizione di una tessera annuale garantisce il nostro sostentamento”

Quali sono le attività principali che svolgete all’interno del club?

“In primis organizziamo, come si può evincere dalla nostre pagine social, tutte le trasferte della nostra squadra del cuore. Pianifichiamo per chi è qui e non sa come muoversi, il viaggio giusto al seguito del Napoli. Siamo stati a Roma e Milano, domenica saremo a Cagliari, ma allo stesso modo ci adoperiamo anche per le partite fuori dai confini nazionali, come ad esempio Madrid e Braga. Per quanto riguarda invece attività locali, mettiamo a disposizione la nostra sede per attività che portano il nome del Club Napoli Trento Partenopea nel sociale, come ad esempio i comitati di sicurezza e decoro di Trento”.

Siete sempre presenti al fianco della squadra. Quanto è impegnativa l’organizzazione delle trasferte, e quanta passione c’è alle spalle?

“La passione è tantissima, altrimenti non si potrebbero fare tutte quelle attività che un Club come il nostro, così lontano da Napoli, propone. Adesso le cose son migliorate, ma ricordo che quando il Napoli veniva sorteggiato per trasferte nella “vicina” Germania, diventava per noi un’autentica odissea perché dovevamo venire a Fuorigrotta per convertire la ricevuta di acquisto nel biglietto cartaceo per accedere all’impianto. In poche parole facevamo 1.600 kilometri solo per recuperare l’ambito tagliando, a cui dovevamo aggiungere quelli per recarci materialmente allo stadio. Se non ci fosse passione, non riusciresti mai a fare una cosa del genere. Tornando alle gare di campionato, se il Napoli gioca di sabato abbiamo un lasso di tempo più ampio per organizzarci perché il giorno successivo si è liberi da altri impegni. Quando invece il match è in programma la domenica, alcuni miei colleghi (tra cui il presidente stesso del Club Napoli Trento Partenopea) partono con il 9 posti alle prime ore dell’alba, e rientrano subito dopo il triplice fischio finale perché il lunedì si torna al lavoro. L’impegno è davvero tanto, perché ognuno di noi ha famiglia e lavoro, e bisogna coordinare tutto e far bilanciare ogni singolo aspetto. Senza passione, tutto questo non sarebbe mai possibile”.


Qual è stato il momento più bello dello Scudetto e come lo avete festeggiato?

“Abbiamo festeggiato il Terzo Scudetto proprio in mezzo alle montagne, in un sobborgo di Trento chiamato Mattarello. C’è un posto che gli alpini sono soliti utilizzare per far festa, e noi abbiam deciso di ritrovarci lì con una megafesta/scampagnata. Eravamo circa 170 anime festanti, alla presenza del Sindaco e dell’Assessore allo Sport, che ci hanno onorato della loro presenza anche perché portiamo il nome di Trento in ogni angolo d’Italia e d’Europa. Siamo orgogliosi che le autorità ci abbiano fatto i complimenti per le nostre attività, anche perché rappresentiamo una bella realtà ormai integrata nel tessuto sociale trentino.
Prima della festa Scudetto finale abbiamo anche celebrato la notte di Udine, che ci ha dato l’aritmetica certezza di essere finalmente Campioni d’Italia. Ci siamo riversati nelle piazze, cantando fino a tarda notte all’insegna del divertimento e della civiltà, allertando in anticipo le forze dell’ordine. Tra l’altro abbiamo la fortuna che il questore di Trento sia napoletano e tifoso del Napoli!
Allo stesso modo tanti di noi sono scesi a Napoli per godersi una festa storica, ed io personalmente mi son preso 8 giorni di vacanza per perdermi letteralmente nelle strade in festa e nel cuore pulsante del tifo”

Dove può arrivare il Napoli da qui a fine stagione?

“Per il dopo Spalletti avrei optato per una guida tecnica giovane, come Thiago Motta o Gilardino, che stanno proponendo un calcio frizzante e proposito. Purtroppo son state fatte scelte diverse, che al momento non stanno pagando. Da tifoso mi auguro di centrare un posto in Champions, ma se analizzo la situazione con l’occhio critico di chi ha visto centinaia di partite, è davvero complicato ipotizzare un epilogo simile. Il mercato di gennaio storicamente ti permette di trovare calciatori scontenti in cerca di riscatto, ma difficilmente può consegnarti profili importanti in grado di cambiare l’inerzia della stagione. Mi auguro ovviamente di essere smentito, ma a meno di clamorosi collassi delle dirette concorrenti, saremo costretti ad accontentarci di un’Europa di secondo piano”.

Quali sono i calciatori del Napoli a cui sei più legato?

“A tanti. Ciro Mertens, il tanto bistrattato Zielinski, Lobotka che ha sempre tirato la carretta fin dal primo momento, capitan Di Lorenzo. Anche quando i risultati non arrivano danno sempre l’anima sul terreno di gioco, per cui non scenderò mai giù dal carro per puntare il dito contro uomini che han scritto pagine indelebili di storia. Credo piuttosto che esista soltanto una sottile differenza tra fare un campionato da campioni, ed essere campioni. I nostri sono ragazzi giovani, non abituati a vincere e calcare determinati palcoscenici. Se invece guardi squadre come Real Madrid e Barcellona, lì capisci realmente cosa voglia dire essere campioni. Anche se magari non vincono tutti gli anno il titolo nazionale, hanno individualità capaci di risolvere le partite da soli, e soprattutto riescono ad essere in ogni stagione competitivi e focalizzati in tutte le competizioni fino alle battute finali. È facile arrivare una volta sulla cresta dell’onda perché magari tutte le componenti si incastrano nel modo giusto, ma restarci è complicato e quest’anno lo stiamo notando tutti. Un esempio è l’Inter: ha sempre mostrato organizzazione e compattezza pur nelle sconfitte, e dopo il terzo posto della scorsa stagione, con pochi innesti si trova adesso davanti a tutti perché nulla ha scalfito la grinta di calciatori come Lautaro, Barella o Calhanoglu".

Quali sono i posti che consigli di visitare ai tifosi del Napoli che si trovano dalle tue parti?

“Qui in Trentino ci sono luoghi incantevoli adatti ad ogni gusto. Il centro di Trento è splendido, e lo si può girare avvalendosi delle piste ciclabili per godersi al meglio il territorio. C’è il MUSE, lo straordinario Museo delle Scienze progettato dal famoso architetto Renzo Piano. Si possono visitare i sobborghi, Riva del Garda, i sentieri di montagna, la Val di Fassa. L’Italia è un paese bellissimo da Nord a Sud, ma devo dire che il Trentino offre attività ed emozioni per tutti i palati”.

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