Il Napoli si presenta alla sfida contro il Lecce con la forza dei numeri e l'ambizione di riscrivere la propria storia recente. I precedenti in Serie A sorridono nettamente ai partenopei, reduci da cinque vittorie nelle ultime sei sfide contro i salentini, incluse le tre più recenti. Un ulteriore successo permetterebbe agli azzurri di infilare quattro vittorie consecutive contro il Lecce per la prima volta nel massimo campionato, consolidando un dominio che passa soprattutto per una difesa d'acciaio: la porta inviolata nelle ultime cinque sfide rappresenta infatti la striscia di clean sheet più lunga attualmente aperta dal Napoli contro una squadra dell'attuale Serie A.
Tuttavia, il prato del "Maradona" racconta una storia di estremo equilibrio negli ultimi incroci, con una vittoria per parte e due pareggi nelle ultime quattro occasioni, a testimonianza di come i giallorossi sappiano trasformarsi in un avversario ostico fuori dalle mura amiche. Eppure, l'atmosfera di Fuorigrotta quest'anno è quella delle grandi occasioni: la squadra punta a centrare il terzo successo di fila in campionato, traguardo che manca dal fortunato periodo di fine 2025 quando caddero, in sequenza, Atalanta, Roma e Juventus. Più in generale, il Napoli viaggia sulle ali di un primato europeo, vantando la striscia d'imbattibilità interna più lunga dei cinque maggiori campionati continentali con ben 24 gare senza sconfitte. Rimanere imbattuti anche oggi significherebbe eguagliare la partenza sprint della stagione 2015/16 sotto la guida di Maurizio Sarri, l'unica altra occasione nell'era dei tre punti in cui gli azzurri sono rimasti indenni nelle prime 14 gare casalinghe.
La partita promette scintille sin dal fischio d'inizio, mettendo a confronto due filosofie opposte nei primi scorci di gara: se il Napoli è la squadra più letale nei primi quindici minuti con ben nove reti messe a segno, il Lecce si presenta come un muro quasi invalicabile nel quarto d'ora iniziale, avendo subito un solo gol al pari dell'Atalanta. I salentini arrivano a questo appuntamento in un ottimo stato di forma, con tre vittorie nelle ultime cinque partite e una media realizzativa raddoppiata rispetto alla prima parte di stagione.
Sul piano individuale, i riflettori sono puntati su Alisson Santos, che dopo i gol contro Roma e Torino insegue un record storico: diventare il primo giocatore nell'era moderna a segnare in ciascuna delle sue prime tre presenze casalinghe con la maglia del Napoli. Dall'altra parte, Matteo Politano cercherà di trasformare la sua mole di gioco in cinismo sotto porta; nonostante sia l'uomo che ha tentato più conclusioni senza trovare la rete in questa stagione, ha già eguagliato il bottino di quattro assist dello scorso anno in molte meno presenze. Il Lecce si affiderà invece alla voglia di riscatto di Nikola Stulic, a caccia di una rete lontano da casa che manca ormai dallo scorso maggio, per provare a rovinare la festa di un Napoli che sembra non voler conoscere ostacoli tra le mura amiche.
Salentini tutt’altro che rinunciatari nonostante i 29 punti di differenza in classifica rispetto al Napoli campione d’Italia in carica. Al 7’ Tiago Gabriel svetta su spiovente dalla sinistra di Banda, guadagnandosi un prezioso tiro dalla bandierina. Sul corner ben calibrato da Gallo, c’è il terzo tempo sontuoso di Siebert che gela subito il Maradona. Poco dopo Coulibaly dalla distanza non trova lo specchio della porta. Accusato il colpo, gli uomini di Antonio Conte iniziano a riordinare le idee per trovare il pari. Alisson Santos si imbatte nel muro giallorosso, quindi Politano dai 20 metri calcia ben lontano dai pali difesi da Falcone. Il Lecce non si accontenta del vantaggio, e in presenza di spazi interessanti, tenta di arrotondare il punteggio. Pierotti va via in progressione: suggerimento per Banda che si scontra con la solidità della retroguardia partenopea. Ancora una volta su calcio piazzato, Siebert sfiora la doppietta personale incornando di poco fuori misura. Il Napoli prova a reagire affidandosi alla tecnica di Alisson Santos: irresistibile azione personale dell’ex Sporting Lisbona abile a liberare Gilmour, ma il centrocampista scozzese ciabatta da posizione invitante. Al 38’ Politano si libera dalla marcatura di Gallo, spiovente teso verso il palo lungo dove Hojlund non riesce ad arrivare il tempo per la battuta a rete da pochi passi. Al 44’ Meret è costretto a mettere una pezza su Stulic, poi a tempo scaduto il Maradona si illude di poter festeggiare il pareggio, ma la gran botta a incrociare di Politano finisce soltanto sull’esterno della rete.
All’uscita dagli spogliatoi, Antonio Conte inserisce subito l’artiglieria pesante: dentro McTominay e De Bruyne per Elmas e Anguissa. L’aura dei neo-entrati si fa subito sentire, ed al primo affondo gli azzurri vanno a segno. Gilmour serve una palla meravigliosa a Politano che si appropria dello spazio alle spalle del diretto marcatore: sfera verso l’area piccola dove Hojlund fa secco Falcone con la voracità di un rapace d’area di rigore. Pochi giri di lancette più tardi, il 21 azzurro inventa per Hojlund sul palo lungo, ma il danese questa volta non riesce ad entrare nuovamente nel tabellino. Al 61’ De Bruyne riceve da Politano, e lancia di prima intenzione Hojlund, neutralizzando dal muro salentino. Sale in cattedra il fuoriclasse belga: assist al bacio per Alisson Santos sul filo del fuorigioco, con Falcone a salvare di piede sulla conclusione a incrociare del funambolo partenopeo. Passano solo pochi istanti, e Kevin De Bruyne prova a mettersi in proprio con un destro a giro fuori misura. Al 67’ gli uomini di Antonio Conte mettono la freccia ed operano il sorpasso. Corner dalla sinistra, sponda di Buongiorno, e Politano al volo sul palo lungo non lascia scampo a Falcone. Spazio anche per Gutierrez e Mazzocchi. Alisson Santos sfiora il tris con una rasoiata di pregevole fattura. Ancora Napoli pericoloso sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, con Alisson a provarci di testa, ma troppo debolmente per poter creare grattacapi all’estremo difensore salentino. Standing ovation per Alisson Santos, rimpiazzato da Giovane. Nel finale i campioni d’Italia amministrano il vantaggio, portando a casa una vittoria pesantissima che li porta a -9 dall’Inter fermata sul pari dall’Atalanta-
NAPOLI-LECCE 2-1
Reti: 3’ pt Siebert (L), 1’ st Hojlund (N), 22’ st Politano (N)
NAPOLI (3-4-2-1) Meret; Beukema, Buongiorno, Olivera; Politano (26’ st Gutierrez), Anguissa (1’ st De Bruyne), Gilmour, Spinazzola (26’ st Mazzocchi); Elmas (1’ st McTominay), Alisson Santos (39’ st Giovane); Hojlund. All: A. Conte
LECCE (4-2-3-1) Falcone; Veiga, Siebert, Gabriel, Gallo (34’ st Ndaba); Ramadani, Ngom (39’ st Fofana); Pierotti (34’ st N’Dri), Coulibaly (1’ st Gandelman), Banda; Stulic (13’ st Cheddira). All: E. Di Francesco
Arbitro: Rosario Abisso della Sezione AIA di Palermo
Note: Ammoniti: Siebert, Corner: 7-7. Recupero: 2’ pt, 5’ st.
Dopo il ko di Mantova le Vespe cercano il riscatto contro la Carrarese. Il tecnico: «La sconfitta è stata mentale, non fisica. Per la salvezza servono ancora sei punti».