Napoli Calcio
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Verso Napoli-Lecce. Dal Salento al Maradona, il viaggio di una passione che non conosce distanza

Massimo Petrillo, Presidente del Napoli Club Lecce,  racconta l'attesa del match: «Tra noi e i leccesi stessa anima mediterranea. Al Maradona con fiducia e rispetto»

tempo di lettura: 10 min
di Giovanni Minieri
13/03/2026 12:23:09
Verso Napoli-Lecce. Dal Salento al Maradona, il viaggio di una passione che non conosce distanza

Il calcio, quello vero, non si esaurisce mai nei novanta minuti di gioco scanditi dal cronometro dell'arbitro. Vive nei giorni precedenti, nelle ore rubate al sonno, nei chilometri macinati sull'asfalto e, soprattutto, nel cuore di chi porta i propri colori lontano da casa. Quando il calendario di Serie A mette di fronte Napoli e Lecce, non è solo una partita di calcio. È un incrocio di destini, una sfida che profuma di mare, di vento e di una fratellanza che va oltre la classifica.

Sabato alle 18:00, le luci dello stadio Diego Armando Maradona si accenderanno per accogliere questa sfida. Ma per qualcuno, quella luce brilla già da giorni. Parliamo di chi vive questa partita con una scissione dell’anima quasi poetica: i tifosi azzurri in terra salentina. Per approfondire questo sentimento, abbiamo incontrato Massimo Petrillo, Presidente del Club Napoli Lecce, un avamposto di passione partenopea nel cuore pulsante del Salento.

Il Club presieduto da Petrillo è il luogo dove il dialetto napoletano si mescola alle cadenze leccesi, dove la nostalgia di casa viene mitigata da un coro cantato insieme. In questa chiacchierata con Massimo Petrillo, cercheremo di capire come si prepara il Club Napoli a vivere la sfida contro la squadra della città che li ospita. C’è spazio per il sano sfottò o prevale il rispetto reciproco tra due tifoserie che, in fondo, condividono la stessa anima mediterranea?

Come si vive l’attesa di Napoli-Lecce tra i soci del club? C’è più trepidazione per il ritorno al Maradona o un po’ di timore sportivo per la sfida in campo?

"Guarda, onestamente siamo fiduciosi, e non parlo solo della sfida contro il Lecce. La sensazione positiva nasce dal recupero dei nostri campioni: riavere Kevin De Bruyne in campo è fondamentale e speriamo che anche gli altri, da Lobotka a McTominay, rientrino al più presto.

Più che di 'speranza', parlerei proprio di fiducia concreta. Non voglio sbilanciarmi sul sorpasso al secondo posto, ma siamo lì e sono certo che l'obiettivo Champions sia ampiamente alla nostra portata. Anzi, ti dico di più: c’è il rammarico che, se avessimo avuto la squadra al completo fin dall'inizio, oggi avremmo probabilmente qualche punto in più anche rispetto all'Inter.

Per quanto riguarda il Lecce, massimo rispetto: storicamente ci hanno sempre dato del filo da torcere, ma sabato al Maradona non mi aspetto brutte sorprese. Vedo l'ambiente carico e i ragazzi pronti. La cosa che mi rassicura di più è che la squadra ha ritrovato il suo assetto, specialmente a centrocampo, che è il vero motore di tutto”

Quanti soci del Napoli Club Lecce partiranno alla volta di Napoli? Avete organizzato qualcosa di speciale per questa trasferta?

“Per questa trasferta ci muoveremo in modo abbastanza spontaneo. Una ventina di soci partiranno per il Maradona: la maggior parte farà 'toccata e fuga', mentre un piccolo gruppo di cinque o sei persone si fermerà un paio di giorni a Napoli per godersi la città.

Non abbiamo organizzato nulla di eclatante, anche perché come ci siamo già detti, per noi il rispetto viene prima di tutto: rispettiamo chi ci ospita, rispettiamo il Lecce e i suoi tifosi, quindi vivremo la giornata con sobrietà. Preferiamo goderci la partita con lo spirito giusto, mantenendo sempre un profilo corretto verso l'avversario."

Come valuti l’impatto di Antonio Conte (leccese doc, tra l'altro) sulla panchina azzurra? È l'uomo giusto per restare ai vertici?

"Su Antonio Conte la penso esattamente come lui: è stato molto chiaro e per nulla ermetico nelle sue dichiarazioni. Ha ribadito di avere un progetto triennale con il Napoli e di essere solo all'inizio del percorso; quindi, il prossimo anno sarà ancora con noi e questo non può che farci un enorme piacere.

Noi del Club Napoli Lecce abbiamo massima fiducia nel Mister. Sappiamo che qualcuno ha sollevato delle critiche, magari puntando il dito sui troppi infortuni o sui carichi di lavoro pesanti, ma onestamente non crediamo che il problema sia quello. Si è trattato solo di una serie di sfortunate coincidenze capitate tutte insieme. Conte è una garanzia: il suo metodo richiede tempo, ma i risultati si vedranno. Siamo compatti al suo fianco."

Siamo reduci da due vittorie consecutive, e con 5 punti di vantaggio sulla Roma quinta in classifica. Con la Champions, si potrebbe considerare questa stagione positiva, considerando i tanti infortuni ed alcune sfortunate decisioni arbitrali che hanno indirizzato in negativo alcune partite chiave?

"Guarda, alla fine i risultati parlano chiaro. Considerando la squadra che abbiamo avuto a disposizione fino a ieri, quello che stiamo facendo è straordinario. E non lo diciamo solo noi tifosi del Napoli per una questione di cuore: lo ammettono molti sportivi e appassionati di calcio in generale. Nonostante qualche episodio sfortunato a inizio campionato, l'obiettivo è stato centrato: siamo stati costantemente nelle zone alte della classifica, mostrando una tenuta notevole.

La cosa che mi rende più orgoglioso è la maturità della tifoseria. Rispetto agli anni passati, non ci sono state proteste, nemmeno nelle giornate negative. C’è una fiducia totale in Conte, non solo da parte nostra del Club, ma direi dall'80% della tifoseria globale. Si percepisce che con lui è diverso: ha costruito un’unione vera. Lo vedi dai giocatori: anche quando qualcuno viene sostituito, non ci sono scenate o braccia alzate. Si abbracciano tutti, chi gioca e chi sta in panchina.

È una scena bellissima vedere i ragazzi correre verso la panchina per esultare insieme a lui; trasmettono un’energia incredibile. Anzi, ti dico la verità: visti certi arbitraggi e alcune ingiustizie che abbiamo subito — e lo dico senza voler fare vittimismo a tutti i costi — mi aspettavo quasi qualche espulsione in più per Conte! Invece è stato bravissimo a controllarsi, anche grazie alla presenza di Oriali che con la sua esperienza e diplomazia riesce a calmarlo nei momenti più tesi. È un team affiatato che trasmette solidità a tutto l'ambiente.

Questa compattezza è fondamentale anche per noi dei club. È facile salire sul carro dei vincitori quando si vince lo scudetto, ma la vera prova del nove l'abbiamo avuta quest'anno: nonostante non si sia bissato il titolo, abbiamo confermato tutti gli iscritti dell'anno scorso e ne abbiamo accolti di nuovi. La gente ha voglia di stare insieme e di condividere le gioie che questo Napoli ci sta regalando."

A proposito di infortuni: si ferma per qualche settimana anche Vergara, ma quanto sarà importante il graduale aumento del minutaggio di Lukaku, Anguissa e De Bruyne per la volata finale?

"Parlando di chi è stato fuori, se dovessi fare una classifica dei giocatori chiave, per me al primo posto c'è indubbiamente Kevin De Bruyne. Con tutto il rispetto per l'ottimo lavoro di Anguissa e l'importanza di Lukaku, Kevin resta il perno fondamentale: è lui che mette ordine, vede linee di passaggio che altri non vedono e  ci garantisce quella pericolosità sui calci piazzati che finora ci è mancata. Siamo una squadra che produce tantissimi angoli, ma ne sfruttiamo pochi: con un tiratore come lui, ogni palla ferma diventa una potenziale occasione da gol.

Un’altra nota di grande merito va a Vergara. È un ragazzo che mi ha impressionato per la forza di volontà: mi ricorda il primo Kvaratskhelia, non per caratteristiche tecniche, ma per come incassa i colpi senza mai lamentarsi. Lo abbiamo visto subire falli durissimi, rialzarsi subito e continuare a lottare con il naso sanguinante, dove altri sarebbero rimasti a terra per minuti. Se mantiene questa umiltà, ha davanti a sé un futuro brillante.

Infine, c'è il capitolo attacco. La sintonia tra Hojlund e De Bruyne è sempre stata quasi telepatica: Rasmus sa sempre dove finirà il pallone e Kevin lo serve a occhi chiusi. È un’intesa che al momento deve crescere con Lukaku. Sappiamo che Romelu, per la sua struttura fisica imponente, ha bisogno di più tempo per entrare in condizione, ma io preferisco chi dà dinamismo per tutta la partita. Lukaku è stato risolutivo a Verona, è vero, ma non possiamo sempre soffrire ed aspettare il guizzo da 3 punti all'ultimo minuto”.

Che partita ti aspetti sabato pomeriggio al Maradona? Il Lecce è in piena lotta salvezza, ed è reduce dalla vittoria contro la Cremonese che lo ha tirato momentaneamente fuori dalle sabbie mobili. La squadra di Di Francesco va presa con le molle, avendo reso la vita difficile a tutte le big del campionato. 

"Cosa mi aspetto dalla partita? Sicuramente una sfida di grande sostanza. Il Lecce ha dimostrato di avere carattere, proprio come le grandi squadre. Spesso si parla di sfortuna, ma bisogna essere realisti: il loro budget e il loro parco giocatori sono quelli di una realtà che deve fare i miracoli con le risorse che ha, e per quello che investono stanno facendo tantissimo. La vittoria con la Cremonese ha dato loro ossigeno, e sono convinto che contro di noi butteranno il cuore oltre l'ostacolo.

Sarà una partita combattuta perché i punti pesano tantissimo per entrambi. Per noi sono vitali per consolidare la posizione e, perché no, allungare sulle inseguitrici come la Roma; per il Lecce, invece, ogni punto è oro colato per allontanarsi dalla zona retrocessione. Mi aspetto una squadra salentina che venderà cara la pelle e impegnerà il Napoli fino all'ultimo minuto. Non sarà una passeggiata, servirà il miglior Napoli per portare a casa il risultato."

Quali sono i prossimi obiettivi del Napoli Club Lecce? Avete in programma iniziative sociali o di aggregazione oltre alla visione delle partite?


"Per quanto riguarda eventi imminenti, al momento preferiamo aspettare che i tempi siano più maturi. Se dovessero arrivare richieste particolari o necessità specifiche, siamo pronti a rispondere, ma per ora non abbiamo nulla di programmato. Il motivo è semplice: siamo al nostro nono anno di attività e stiamo già proiettando le energie verso il prossimo, che segnerà il nostro decimo anniversario.

Proprio in questi giorni siamo in contatto con gli amici del Club Napoli Brindisi, che festeggeranno i loro dieci anni a fine marzo. Per il nostro decennale, l'anno prossimo, abbiamo intenzione di fare le cose in grande: vorremmo coinvolgere anche qualche figura di spicco, per organizzare qualcosa di culturalmente interessante e simpatico allo stesso tempo.

Per quest'anno restiamo alla finestra: non abbiamo ancora pianificato nulla di specifico e non siamo stati contattati per eventi particolari o di beneficenza. Però, come dico sempre, il nostro club è una realtà aperta e dinamica, quindi siamo pronti a valutare ogni proposta che possa nascere in corso d'opera."

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