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Napoli-Chelsea 2-3. Antonio Conte: «Parlare di disastri è follia, in 18 mesi abbiamo vinto due trofei. La nostra è un'impresa nonostante le assenze»

«Abbiamo tenuto testa al Chelsea con 13 assenti, meritavamo di più»

tempo di lettura: 2 min
di Giovanni Minieri
29/01/2026 01:52:16

Il post-partita di Napoli-Chelsea non è stato solo il resoconto di una sconfitta per 2-3, ma un vero e proprio manifesto di resilienza firmato Antonio Conte. Il tecnico salentino, visibilmente determinato, ha scosso l'ambiente con un'analisi che parte dal futuro immediato per arrivare a difendere quanto costruito in questi diciotto mesi.

L'attacco ai calendari e l'orgoglio del gruppo
Il tecnico ha chiuso il suo intervento con una stoccata diretta ai vertici del calcio, lamentando una gestione dei ritmi insostenibile. Nonostante il tour de force, Conte assicura di avere ancora il serbatoio pieno, pur sottolineando l'assurdità di dover tornare in campo dopo appena sessanta ore. "Le mie energie non mancano, ma è difficile non notare l'approssimazione di chi stila questi calendari," ha tuonato l'allenatore, evidenziando come la salute degli atleti venga spesso ignorata in favore dello spettacolo, per poi lamentarsi degli infortuni a catena.

Il peso delle assenze e il confronto con i colossi
Analizzando la sfida contro i Blues, il mister ha rivendicato con forza la qualità della prestazione, nonostante una rosa ridotta all'osso. Con ben tredici indisponibili e la possibilità di effettuare solo due sostituzioni, il Napoli ha tenuto testa a una corazzata che domina a livello internazionale e può vantare l'ultimo mondiale per club in cassaforte. Secondo Conte, il campo ha detto che gli azzurri meritavano ben altro risultato rispetto alla sconfitta, dimostrando che la proposta di gioco della squadra è ormai di respiro internazionale e non figlia della casualità, ma di una cultura del lavoro che non teme confronti.

Il rimpianto danese e la corsa al futuro
Guardando indietro al percorso in Champions, l'allenatore ha individuato nella trasferta di Copenaghen il vero punto di rottura. Quel pareggio in superiorità numerica, viziato da un rigore concesso ingenuamente, è il fardello che ha pesato sulla classifica attuale. "Senza quegli errori saremmo già avanti," ha ammesso, guardando però subito alla prossima sfida: la riconquista di un posto nell'Europa che conta, una missione che si preannuncia come una vera e propria guerra sportiva.

Una difesa dei titoli e della realtà
Conte ha voluto rimettere la chiesa al centro del villaggio per quanto riguarda le critiche eccessive. Ha ricordato che, in un anno e mezzo di gestione, la bacheca si è arricchita di uno Scudetto e di una Supercoppa, risultati che dovrebbero indurre a valutazioni più equilibrate. "Parlare di disastri è fuori luogo quando si tratta di sport," ha chiosato il tecnico, ribadendo che il Napoli sta continuando a crescere nonostante una stagione tormentata, e che tutto il resto sono soltanto speculazioni che non intaccano il valore del percorso intrapreso.

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