Il percorso del Napoli contro la Fiorentina racconta una storia fatta di numeri e tradizioni favorevoli, ma anche di spunti tattici di grande interesse. I partenopei arrivano a questo appuntamento con la forza delle ultime quattro vittorie consecutive in Serie A ai danni della Viola, impreziosite da un parziale di dieci reti fatte e soltanto tre subite. Per ritrovare una striscia di successi ancora più lunga contro i toscani bisogna riavvolgere il nastro fino al triennio tra il 1988 e il 1990, quando gli azzurri centrarono cinque affermazioni di fila. A confermare del trend favorevole agli azzurri, c'è anche il dato sulla tenuta difensiva dei padroni di casa, arrivati a subire almeno due gol in ciascuna delle ultime cinque uscite contro il Napoli, eguagliando così il record negativo già registrato a cavallo tra il 1988 e il 1989.
Tra le mura del Franchi, la gara ha spesso preso la direzione di Napoli: su 17 precedenti casalinghi in Serie A, la Fiorentina ha raccolto una sola vittoria — il netto tre a zero dell'aprile 2018 guidato dalla tripletta di Giovanni Simeone — rimediando nove sconfitte e sette pareggi. L'impianto di Firenze evoca ricordi dolci anche sul piano dei singoli e dell'inizio di stagione: è proprio sul prato del Franchi che nella scorsa annata, terminata tre a uno per i campani nel terzo turno di campionato, arrivarono il primo gol su rigore in Italia di Kevin De Bruyne e la prima marcatura in maglia azzurra di Rasmus Højlund al suo debutto assoluto in Serie A. Per il danese si presenta ora l'occasione di trovare la via della rete per due trasferte di fila per la seconda volta in carriera nel nostro campionato, proprio dopo il centro nell'ultimo turno contro l'Inter. De Bruyne, dal canto suo, continua a guidare la manovra offensiva partenopea con dieci occasioni create finora, doppiando qualsiasi compagno di squadra.
Sulle rispettive panchine e nei momenti di forma si incrociano le motivazioni di entrambe le formazioni. Massimiliano Allegri vanta un rassicurante ruolino di marcia contro la Viola, avendola battuta nove volte nelle ultime dodici occasioni e piazzandola tra le sue vittime preferite nell'ultimo decennio. Il Napoli cerca il riscatto immediato dopo il passo falso esterno di San Siro contro l'Inter, con l'obiettivo di evitare due ko consecutivi lontano da casa che mancano dallo scorso autunno. Situazione delicata invece in casa viola: la squadra si trova a dover interrompere un digiuno casalingo che la vede reduce da due sconfitte interne consecutive con Frosinone e Torino, cercando di scongiurare il tris negativo visto all'avvio del passato torneo. Dal punto di vista tattico, la gara promette un'impostazione attendista: sia Fiorentina che Napoli sono le compagini che esercitano il pressing più basso del campionato, appaiate ad appena 17 palloni recuperati entro i 40 metri. Tra le fila dei padroni di casa, infine, i riflettori saranno tutti puntati sul talento classe 2007 Franco Mastantuono, fresco di tripletta nell'ultima giornata, nonché giocatore più giovane dei primi cinque tornei europei ad aver segnato più di un gol e tra i più vivi in fase di conclusione, al pari di campioni del calibro di Mbappé, Yamal e Antony.
Con l'annuncio delle formazioni ufficiali, si delineano le scelte dei due allenatori per la sfida tra Fiorentina e Napoli. Massimiliano Allegri opta per la continuità e non concede grandi sorprese, confermando la formula con il doppio regista composto da Gilmour e Lobotka e dando spazio a De Bruyne nel ruolo di mezzala offensiva. L'attacco vede Hojlund al centro del reparto, supportato sulle corsie esterne da Politano e Lang, mentre sulla fascia sinistra si registra l'inserimento dal primo minuto di Olivera al posto dell'infortunato Spinazzola. Dall'altro lato, Paolo Vanoli risponde affidando il peso dell'attacco a Pellegrino, affiancato dall'estro di Mastantuono e Njie, con la fondamentale novità del recupero di Dragusin al centro della difesa.
Dopo una prima fase di studio, la prima azione degna di nota è dei padroni di casa, anche se piuttosto casuale. Fagioli fa partire un tiro-cross velenoso, Milinkovic-Savic è incerto e regala un tiro dalla bandierina. La replica del Napoli non si fa attendere, ed arriva al minuto 16. Azione prolungata sul versante destro, De Bruyne pennella, con la retroguardia che si salva in extremis su Hojlund. Passano pochi giri di lancette, e la Fiorentina dispone di due ghiotte chance per sbloccare il risultato. Prima Mastantuono verticalizza per Atta, che brucia tutti e con un tocco di punta centra la parte superiore della traversa. Poi Milinkovic-Savic attiva la modalità fenomeno, allungando sulla traversa una sassata dai 30 metri di Fagioli. Non c’è un attimo di sosta, con la squadra di Max Allegri che accorcia nel computo dei legni. Politano è immarcabile sulla corsia destra: spiovente teso sul palo più lontano dove arriva Olivera che in tuffo centra la base del palo. L’azione prosegue e Dragusin, nel tentativo di allontanare la minaccia, rischia un clamoroso autogol, con De Gea costretto a ricorrere ad istinto ed esperienza per non capitolare. Il vantaggio del Napoli, però, è soltanto rimandato. Corner dalla sinistra di Politano, Gilmour arriva tutto solo all’altezza del dischetto, e fa partire un piattone di destro potente e preciso che beffa De Gea. Al 30’ Pellegrino si improvvisa ala sinistra e poi cerca Mastantuono, abile nel girare di testa ma senza trovare lo specchio della porta. 5 minuti più tardi partenopei vicini al raddoppio. Politano mette una parabola arcuata verso l’area piccola, spazza Dragusin, quindi Olivera di prima intenzione fa la barba al palo alla sinistra di De Gea. Al 38’ Fagioli ruba palla in pressione alta a Gilmour, poi da posizione centrale calcia altissimo. Il batti e ribatti è tambureggiante. Un disimpegno sbagliato di Viery lancia Hojlund in ripartenza: il centravanti danese già pregusta la gioia personale, ma al momento della battuta a rete a botta sicura trova l’opposizione di Dragusin che salva il risultato. Lang prova il destro a giro, ma la sfera finisce ben lontana dallo specchio della porta. L’ultima azione del primo tempo è ancora partenopea. Politano si incarica della battuta di un corner da sinistra come in occasione del vantaggio, Pellegrino allontana tra i piedi di Lang, che da posizione favorevole calcia in Curva Fiesole.
Il Napoli rientra dagli spogliatoi con un atteggiamento più conservativo, e lo paga subito incassando il gol del pareggio. Jimenez, lasciato troppo libero, fa partire un gran tiro che beffa Milinkovic-Savic con la complicità di una sfortunata deviazione di Rafa Marin. Sulle ali dell’entusiasmo Mastantuono rientra sul mancino e poi calcia trovando soltanto l’esterno della rete. Al 55’ Rafa Marin prova a farsi perdonare con una conclusione dai 25 metri, troppo debole per poter creare grattacapi ad un attento De Gea. Brividi quando Mastantuono si libera con un gioco di prestigio, palla dietro per Fagioli che in controtempo non trova lo specchio della porta. Doppio cambio per Allegri: dentro David Neres e Lucca. Al 61’ De Bruyne ha l’occasione di un filtrante delizioso, ma preferisce David Neres al meglio piazzato Lucca, con la retroguardia viola che ringrazia. La gara vive di fiammate da una parte e dall’altra. Njie vince un contrasto con De Bruyne e va via in campo aperto, suggerimento perfetto per Valdepenas, con Milinkovic-Savic a guadagnarsi le copertine con un intervento sontuoso. Al 71’ sanguinoso errore di Gilmour con un passaggio in orizzontale che libera Goncalves, ma il centrocampista portoghese è troppo lento sul da farsi sprecando tutto. Spazio anche a Favasuli per Politano. Al 75’ Di Lorenzo pennella per David Neres che si incunea nell’area piccola tra centrale e terzino: stop e tiro con De Gea spettacolare per negargli la gioia del gol. Poco dopo David Neres è ancora protagonista: l’esterno brasiliano mette a sedere Jimenez, inventa per Favasuli, con De Gea ancora una volta decisivo per le sorti della viola. All’86’ Mastantuono prova a caricarsi la Fiorentina sulle spalle, ma il suo mancino a giro è troppo debole e prevedibile, con Milinkovic che blocca a terra con sicurezza. L’ex Real Madrid ci riprova ma cincischia al momento della conclusione, quindi l’ultima occasione di una partita vibrante è di marca partenopea. Tutto nasce dai piedi di Neres che va sul secondo palo da Favasuli: il diagonale dell’ex Catanzaro, smorzato da Valdepenas, è preda di De Gea che tira l’ultimo sospiro di sollievo. Dopo 5 minuti di recupero, Fiorentina e Napoli si dividono la posta in palio.
FIORENTINA-NAPOLI 1-1
Reti: 23’ pt Gilmour (N), 5’ st Jimenez (F)
FIORENTINA (4-3-3-) De Gea; Jimenez, Dragusin, Ranieri (39’ st Pongracic), Viery (1’ st Valdepenas); Ndour, Fagioli, Atta (21’ st Pedro Goncalves); Mastantuono, Pellegrino (21’ st Beto), Njie (34’ st Gnonto). All: P. Vanoli
NAPOLI (4-3-3) Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Olivera; Gilmour, Lobotka (44’ st Anguissa), De Bruyne; Politano (27’ st Favasuli), Hojlund (13’ st Lucca), Lang (13’ st David Neres). All: M. Allegri
Arbitro: Daniele Doveri della Sezione AIA di Roma
Note: Ammoniti: Mastantuono (F), Ranieri (F), De Gea (F). Corner: 4-5. Recupero: 1’ pt, 5’ st
L'analisi di De Giorgio. «Pareggio giusto. Non possiamo sempre attendere uno schiaffo, soprattutto in casa dobbiamo osare di più»