Nuovo passaggio investigativo nell'inchiesta sulla presunta violenza sessuale ai danni di una 22enne di Santa Maria la Carità, per la quale un 26enne stabiese è stato arrestato nei giorni scorsi con le accuse di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni.
A riferire del sopralluogo è Metropolis, che ha raccontato l'attività investigativa svolta venerdì pomeriggio dai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Sopralluogo nella cantina di via De Gasperi
Gli investigatori sono tornati nello scantinato di un palazzo di via Alcide De Gasperi, luogo nel quale, secondo la ricostruzione accusatoria, si sarebbe consumata la violenza nella notte tra il 2 e il 3 agosto.
Il sopralluogo, durato fino a tarda sera, avrebbe avuto l'obiettivo di verificare lo stato dei luoghi e confrontarlo con la ricostruzione fornita dalla giovane agli inquirenti.
Particolare attenzione sarebbe stata riservata a due travi di legno, lunghe circa due metri, e al termosifone utilizzato per bloccare l'unica porta di accesso alla cantina. Gli elementi presenti nello scantinato sono stati catalogati e, secondo quanto riferito da Metropolis, saranno sottoposti agli accertamenti tecnici del caso.
All'ispezione ha partecipato anche il legale del 26enne, l'avvocato Andrea Paolillo.
La versione dell'indagato
Il sopralluogo arriva dopo l'interrogatorio di garanzia del giovane, avvenuto mercoledì nel carcere di Poggioreale.
Il 26enne, secondo quanto riportato da Metropolis, ha risposto per oltre due ore alle domande del gip Maria Concetta Criscuolo, fornendo una versione dei fatti differente rispetto a quella della ragazza.
L'indagato avrebbe ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con la 22enne, sostenendo però che il rapporto sarebbe stato consenziente e negando quindi la ricostruzione accusatoria relativa alla violenza.
Si tratta di una posizione che dovrà essere valutata nell'ambito del procedimento giudiziario, mentre le indagini della Procura proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Gli elementi al vaglio della Procura
Secondo la ricostruzione riportata dal quotidiano, nel fascicolo degli investigatori ci sarebbero, oltre al racconto della giovane, anche le dichiarazioni degli amici ai quali la ragazza avrebbe raccontato quanto accaduto nell'immediatezza dei fatti.
Sono inoltre al vaglio le conversazioni precedenti all'incontro, attraverso gli screenshot delle chat WhatsApp e Instagram, e la documentazione sanitaria acquisita dopo l'accesso della giovane all'ospedale San Leonardo.
La ragazza, assistita dal Centro Antiviolenza d'Ambito con sede a Gragnano e dall'avvocato Marica Langella, avrebbe raggiunto l'ospedale la sera successiva ai fatti. Gli accertamenti medici avrebbero evidenziato lesioni per le quali era stata formulata una prognosi di sette giorni.
Possibili nuovi accertamenti
L'inchiesta, dunque, resta aperta. Gli accertamenti tecnici sui luoghi e sugli elementi presenti nella cantina potrebbero contribuire a verificare la compatibilità tra le diverse ricostruzioni fornite agli investigatori.
Sul fronte della difesa, l'avvocato Andrea Paolillo ha sottolineato la collaborazione prestata dal proprio assistito durante l'interrogatorio, evidenziando la necessità di attendere l'esito degli ulteriori accertamenti e richiamando il principio di presunzione di innocenza.
Anche l'eventuale ricorso al Tribunale del Riesame da parte della difesa è ancora in valutazione.
La vicenda resta quindi al centro dell'attività della Procura di Torre Annunziata e dei carabinieri della Compagnia di Castellammare, chiamati ora a ricostruire ogni dettaglio di quanto sarebbe accaduto all'interno di quella cantina.
Il tecnico delle Vespe alla vigilia della sfida interna contro il Cesena: «Vincere significherebbe lavorare con maggiore tranquillità durante la sosta. Dobbiamo cancellare il -2»