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Juve Stabia - Zavettieri riavvolge il nastro dei ricordi. «A Castellammare sono stato bene, il 5-5 con l'Ischia il rammarico più grande. Al mio Bari mancò solo il lieto fine»

«Al Ventura sarà una sfida difficile per le vespe, il Bisceglie attraversa un buon momento e il terreno di gioco può rappresentare un'insidia. E mercoledì con il Bari sarà una bella partita tra due squadre che si affronteranno a viso aperto»

tempo di lettura: 4 min
di Gioacchino Roberto Di Maio
26/02/2021 14:46:09

Mister Nunzio Zavettieri

Un allenatore giramondo desideroso di ripartire da un progetto ambizioso. Nunzio Zavettieri, tecnico della Juve Stabia durante il campionato 2015/16, è reduce da un'avventura allo Spartaks Jurmala chiusa anzitempo per motivazioni personali. Per lui si è trattato della seconda esperienza in Lettonia dopo quella alla guida del Ventspils, la terza oltreconfine considerando i suoi trascorsi australiani con l'Adelaide Utd. «Ho viaggiato molto e ora sto collaborando con società di scouting internazionale - spiega Zavettieri ai microfoni di Stabiachannel.it -, sto seguendo diversi campionati focalizzandomi soprattutto sulla MLS americana e le sue serie inferiori, compreso il mondo dei college. L'idea resta quella di tornare ad allenare appena intravedrò all'orizzonte un progetto serio, le ultime avventure italiane sono state contraddistinte da qualche errore di valutazione da parte mia. A Catanzaro e Francavilla non ho trovato ambienti idonei al mio tipo di lavoro, a Bisceglie fui esonerato per divergenze con la società a dispetto del buon andamento della squadra». A proposito di nerazzurri, sabato i pugliesi affronteranno la Juve Stabia. «A Castellammare mi legano bei ricordi, subentrai a Ciullo riuscendo a dare un'identità alla squadra nonostante i tantissimi infortuni. Il rammarico maggiore è legato al pareggio casalingo per 5-5 con l'Ischia, in quella partita i ragazzi persero la convinzione nei propri mezzi e i fischi dello stadio, seppur motivati, non li aiutarono a ritrovarla. Alla fine, tra mille difficoltà, dovemmo accontentarci di una salvezza quando avremmo potuto ambire ai playoff con un pizzico di fortuna in più. Lisi? Lo sento tuttora, merita di giocare in B. Logiudice lo prese su mia indicazione dopo la partenza di Arcidiacono, sono felice che sia riuscito a mostrare le sue qualità. So che anche Padalino sta lottando con problemi di infermeria, sono convinto che con la sua esperienza riuscirà a portare le vespe alla post season in una buona posizione di classifica. Poi, una volta lì, potrà vincere chiunque considerando che in assenza dei tifosi il fattore campo sarà annullato e risulterà fondamentale la condizione atletica. Sabato i gialloblù affronteranno un avversario insidioso rivitalizzato da Papagni e su di un terreno di gioco, quello del Ventura, che versa in condizioni non eccelse anche se il comune di tanto in tanto cerca di rimetterlo in sesto. Fraseggiare su quella superfice non sarà semplice, occorrerà inventarsi qualcosa». Da un'ex all'altra, mercoledì al Menti farà tappa il suo Bari. «La nostra fu una favola cui mancò solo il lieto fine - ricorda Zavettieri -, figuravo come vice di Alberti perché non ero in possesso del patentino Uefa, ma in realtà ero io l'allenatore di quella squadra fantastica. La città si strinse intorno a noi dopo il fallimento e assieme riempimmo il San Nicola arrivando alla semifinale playoff decisa in maniera determinante da alcune decisioni arbitrali. Pensarci ancora fa male, Bari avrebbe meritato la serie A e probabilmente la promozione avrebbe cambiato la carriera di molti di noi tra staff tecnico e calciatori. Oggi la realtà è molto differente, non poter contare sulla carica dei baresi sta incidendo terribilmente sul rendimento dei biancorossi. Non mi sorprende l'avvicendamento tra tanti tecnici, non è semplice neanche per trainer esperti gestire la pressione di una piazza così. Carrera ha esperienza da vendere, se ha deciso di tuffarsi in serie C dopo aver vinto tanto in Russia con lo Spartak Mosca e aver fatto bene in Grecia con l'Aek, è perché sarà convinto di poter portare il Bari in serie A. L’esperienza internazionale ovviamente potrà aiutarlo, anche se sono del parere che è sempre l’allenatore a dover portare le proprie idee ai club. Poi vien da sé che il processo di maturazione e formazione sia reciproco. Per riuscire a riportare in alto i pugliesi, dopo queste prime uscite, dovrà provare a vincere tutte le gare senza guardare al calendario, così da poter raggiungere il secondo posto e andare a giocarsi i playoff in una posizione di lieve vantaggio. Al Menti assisteremo ad una bella gara tra formazioni che si sfideranno a viso aperto, questo è sicuro. Poi nella post-season occorrerà la migliore condizione possibile, con la consapevolezza che avere una rosa ampia avvantaggerà chiaramente chi dovesse avere problemi di formazione tra infortuni e covid. Questa pandemia ha rivoluzionato gran parte delle logiche calcistiche, anche l’aver dovuto rinunciare al classico ritiro precampionato sta influendo sul rendimento di molte squadre. Nulla è più scontato, oggi i playoff rappresentano ancor più una lotteria». Lecito armare il pungiglione, sognare non costa nulla.

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