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Juve Stabia - Viotti a Passione Gialloblù. «Vespe, ora serve cazzimma». E ricorda. «Indimenticabile il Natale a Castellammare»

«Mi sento stabiese, per questa maglia ci ho messo la faccia quando altri si sono tirati indietro. Il segreto della Juve Stabia era il patron Manniello, ora i Langella dimostrino di voler vincere»

tempo di lettura: 5 min
di Aurora Levati
22/01/2021 08:17:08

Martedì sera è stato ospite di "Passione Gialloblù" l'ex portiere delle vespe Sergio Viotti. Il passato con la maglia della Juve Stabia e il presente sono stati alcuni degli argomenti del suo intervento. «La sconfitta con la Ternana può starci, anche se non così. Sicuramente si tratta di un'ottima squadra che ha creato qualcosa di importante - afferma l'ex estremo difensore-. Ha il mordente, che è un fattore fondamentale in questo campionato. latuttavia può e deve fare di più, l'obiettivo devono essere i play off. Poi, come sappiamo, è un terno al lotto. Mastalli è un giocatore importante per la squadra ed è un lusso avere uno come lui in rosa. Il mister dovrebbe adattarsi per farlo giocare a prescindere dalle condizioni fisiche del momento. In Serie A ne abbiamo un esempio, Pioli è stato bravissimo a riuscire ad adattarsi ai giocatori che aveva. Bisogna creare la giusta sintonia tra squadra, società e tifoseria. Il girone d'andata? È stato caratterizzato da alti e bassi. Non ha avuto un equilibrio. In una settimana hai visto una bella partita con il Foggia e, poi, è arrivata l'amara sconfitta con la Ternana. È vero che è la capolista e che non è mai stata battuta, ma non c'è stata la voglia, la grinta e il carattere... Alla Juve Stabia mancano il bomber ed un centrale di difesa. Concede un po' troppo all'avversario». L'attenzione si è poi spostata sulla rivoluzione che sta avvenendo in casa Juve Stabia. «Non riesco a comprendere cosa stia succedendo. Da esterno, vedendo che diverse figure storiche sono andate via o sono state ridimensionate, come il grande direttore Filippi, mi preoccupo. E, allo stesso modo, mi preoccupo vedendo qual è il primo acquisto. Serviva un giocatore di categoria, invece è arrivato un ragazzino come Borrelli... Addio di Ghinassi? In questi casi o arriva uno che mette tre o quattro uomini importanti, o deve essere bravo il mister a creare un'empatia con la squadra. Altrimenti sono cavoli amari. Come detto in precedenza, la Lega Pro è una palude. La prossima sfida è con il Monopoli, che ha uno dei tre migliori allenatori di questo campionato. Scienza è riuscito a creare una squadra con personalità. La Juve Stabia deve prestare molta attenzione e soprattutto tirare fuori quella che a Castellammare chiamate cazzimma». D'obbligo è un passaggio sul suo passato tra i pali della Juve Stabia. «Devo confessare una cosa - ricorda Viotti -, prima di arrivare a Castellammare mi trovavo a Grosseto. E, proprio a fine campionato, ho parato un rigore a Tarantino al Menti sotto la Curva Sud. Quella partita giocai benissimo, infatti Braglia mi telefonó tutta estate. Così, ho deciso di venire. Dopo la partita di Coppa Italia con il Varese, quando fummo eliminati nonostante avessi parato 3 rigori, pensavo di fare il titolare. Invece, ho fatto il secondo di Branescu. Poi, come ricorderete, è arrivato Calderoni in ritiro a Cittadella e il giorno dopo ha giocato lui. Non è stato per nulla bello, tant'è che parlai con il mister... Dopo l'esonero, è arrivato Pea. Per mia fortuna sono riuscito a giocare. Qualche punto lo abbiamo conquistato. Poi, è ritornato Braglia e ciò è coinciso con il mio ritorno in panchina da secondo. Le ultime cinque partite in cui la Juve Stabia era già retrocessa ci ho messo la faccia io quando abbiamo preso fischi e "insulti". Da tifoso dico che han fatto bene. Dopo una stagione come quella, erano tutti meritati. Nonostante questo, i tifosi sono stati dei signori. Ci sono stati vicino. Sergio Suciu, così come altri quattro o cinque, ha dimostrato di essere un uomo vero. In quella stagione c'erano tanti giocatori che sono diventati importanti, penso a Di Carmine e Sowe. Se poi pensiamo che in passato a Castellammare non avevano trovato spazio Pavoletti e Zaza, mi viene da pensare che il problema fosse uno...» Poi c'è spazio per un ricordo molto particolare. «Vi racconto un aneddoto che non ho mai raccontato. Il 24 Dicembre sono stato espulso contro il Crotone e il 26 avremmo dovuto giocare contro il Brescia. Ero veramente distrutto perché ero stato espulso e non avrei potuto giocare. Il 25 mi suona al campanello, era la mia vicina che mi disse. «Sei qui da solo, vieni a pranzo a casa mia». Ho accettato ovviamente l'invito. Gli altri erano tutti in ritiro, mentre, io ero a tavola tra una portata e l'altra a giocare a tombola (ride, ndr). Arrivai a Castellammare chiedendomi dove fossi capitato, dopo un mese ero diventato più stabiese di chi qui ci è nato». Poi Viotti svela il segreto della Juve Stabia. «La fortuna della Juve Stabia è stata la famiglia: Manniello, i fratelli Filippi, Pino. Quando cambia una società, come si può vedere a Brescia, e arriva un Presidente che vuole fare l'imprenditore, si creano i primi disguidi. Le dichiarazioni di Giuseppe Langella? Se si è sicuri del proprio operato, non si va davanti alla stampa a rilasciare determinate dichiarazioni. Dimostra e fai i sacrifici come sono stati fatti da Manniello, uno che ha sottratto capitali importanti alla propria famiglia per il bene della Juve Stabia. Solo successivamente sarai apprezzato da una tifoseria che resterà per sempre legata ad una figura straordinaria come Manniello, un uomo che qui ha fatto un qualcosa di incredibile. Nel calcio c'è bisogno di passione, non è un'azienda come altre. Capisco la contestazione dei tifosi, ora tocca ai fratelli Langella dimostrare che vogliono vincere». Novità intanto in chiave mercato, dopo Borrelli, il ds Pavone sarebbe pronto a rilevare dal Pescara anche il terzino sinistro uruguaiano Elizalde. La formalizzazione dell'accordo dovrebbe essere questione di ore.

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