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Torre Annunziata - Il Prefetto nomina una Commissione d'indagine per verificare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata

La Commissione avrà una durata iniziale di tre mesi, con la possibilità di proroga una sola volta per ulteriori tre mesi qualora gli accertamenti lo richiedano.

tempo di lettura: 2 min
02/01/2026 12:16:59
Torre Annunziata - Il Prefetto nomina una Commissione d'indagine per verificare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata

In una mossa di forte impatto istituzionale, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, su delegadel Ministro dell’Interno, ha formalmente nominato una Commissione di indagine presso il Comune di Torre Annunziata con l’obiettivo di verificare l’eventuale sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o collegamenti da parte della criminalità organizzata nell’ambito dell’amministrazione comunale oplontina.
La decisione, adottata nell’ambito delle procedure previste dall’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), si inserisce in un quadro nazionale di monitoraggio e prevenzione del condizionamento mafioso delle istituzioni locali, strumento che lo Stato utilizza per tutelare la legalità amministrativa nei territori a rischio.

Durata e poteri della Commissione
Secondo quanto previsto dal decreto di nomina, la Commissione avrà una durata iniziale di tre mesi, con la possibilità di proroga una sola volta per ulteriori tre mesi qualora gli accertamenti lo richiedano.
Durante questo periodo, i commissari avranno il compito di esaminare atti amministrativi, procedure di affidamento di lavori, servizi pubblici e provvedimenti adottati dal Comune, con particolare attenzione a eventuali segnali di condizionamento da parte di organizzazioni criminali locali o reti di interesse illecito. L’indagine prende le mosse da segnali istituzionali di criticità amministrativa che avevano precedentemente motivato l’avvio del procedimento.

Rilevanza del provvedimento
La procedura d’accesso e di indagine è uno dei principali strumenti previsti dalla legge italiana per contrastare la contaminazione delle istituzioni pubbliche da parte delle mafie e delle organizzazioni criminali e può, in caso di riscontri positivi, portare allo scioglimento dell’ente e alla nomina di un Commissario straordinario per la gestione provvisoria dell’amministrazione.
Tale strumento ha già visto applicazione in diversi Comuni campani negli ultimi anni, segno della permanenza di livelli di rischio che richiedono costante vigilanza nelle aree più esposte alle attività delle organizzazioni criminali.

Reazioni politiche e sociali
Sebbene le istituzioni competenti mantengano riserbo sugli atti in corso di verifica, la notizia ha già suscitato reazioni politiche e prese di posizione nella comunità locale, con richiami alla necessità di trasparenza, legalità e collaborazione tra cittadini, enti locali e forze dell’ordine per assicurare una gestione pubblica nell’interesse della collettività.

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