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Castellammare - L'escursione settimanale, la bellissima Villa Arianna

Tra tutti gli scavi riportati alla luce da Libero D'Orsi Villa Arianna è quella più piccola a livello di estensione.

tempo di lettura: 6 min
di Rita La Monica
07/11/2021 09:33:28

Tra tutti gli scavi riportati alla luce da Libero D'Orsi Villa Arianna è quella più piccola a livello di estensione. O meglio molto si deve scavare ancora. Gli scavi si dovrebbero continuare e molti esperti del settore sono convinti che di sepolto c'è ancora molto. L'antica Stabiae era un insediamento molto ampio che si estendeva per chilometri quadrati in diverse zone della città. Oggi si ha il privilegio di ammirare reperti simili ma si ha anche il dovere di custodirli per bene. Ed è molto triste oggi vedere ricchezze simili un po' abbandonate a loro stesse, come le Grotte di San Biagio. Cunicolo scavato dai romani proprio sotto Villa Arianna per arrivare al mare.

All'arrivo sono stata accolta dagli ospiti a quattro zampe della struttura, tre bei gattoni che fanno la guardia agli scavi. La visita è completamente a costo zero. Una vera opportunità quindi poter vedere una tale ricchezza in città gratis. Appena entrati il percorso è tracciato e lungo la strada qua e là ci sono dei cartelli descrittivi. Da uno di questi è molto spiacevole apprendere che molti dei reperti più importanti sono stati staccati per essere esposti in altri luoghi. Praticamente Villa Arianna è stata privata di alcuni affreschi fin da quando i Borbone l'hanno dissotterrata e i suoi pezzi sono esposti in diversi musei, talvolta a Napoli o perfino nel British Museum di Londra. Vedendo anche alcuni danni arrecati dai Borbone alla Villa si capisce che fin dall'inizio non si era capita a pieno l'importanza e la magnificenza di quei ritrovamenti. I Borbone tra l'altro erano soliti spostare i reperti dove più gli confaceva, come il caso delle statue romane rinvenute nell'area vesuviana ed esposte nel Criptoportico della Reggia di Caserta. Sarebbe una bella iniziativa riportare a Castellammare i reperti sparsi per l'Europa che nel tempo sono stati sottratti alle Ville. Sarebbe un grande onore per gli stabiesi e appassionati del genere rivedere affreschi dal valore inestimabile a casa loro, al proprio posto.

Villa Arianna, vicinissima a Villa San Marco, fa parte di una serie di complessi residenziali edificati tra il I sec. a.C. E il I sec. d.C. sul ciglio della collina di Varano per godere a pieno della bellezza del territorio. La potenza e l'intelligenza dei romani, come anche la bellezza di queste ville, a Villa Arianna si può ammirare nella stanza con nove finestre esposte a Nord che affacciano sul Piennolo e sui Monti Lattari ma nella stessa stanza guardando a Sud trionfa immortale il Vesuvio. In verità tutta una parte della Villa è costruita strategicamente per vivere la casa ammirando sempre il panorama del Golfo di Napoli. Come il caso della vasca in terrazza. Immaginate poter fare il bagno e guardare il Vesuvio.

Villa Arianna come anche Villa San Marco, sono ville costruite e appartenenti ai patrizi più benestanti e più in vista dell'aristocrazia romana per le quali il soggiorno nel Golfo di Napoli divenne in quel periodo una vera e propria moda e il mezzo per manifestare la ricchezza e il proprio status sociale.

Il nome della villa prende il nome proprio da un affresco di una delle sale da pranzo. Sulla parete centrale della stanza, nel mezzo c'è raffigurata Arianna abbandonata sull'isola di Nasso da Teseo ma poi raggiunta da Dioniso che rimane estasiato dalla sua bellezza. Arianna era figlia del re di Creta Minosse e della regina Pasifae. La fanciulla si innamorò di Teseo, eroe di Atene che era stato portato a Creta per essere dato in pasto al Minotauro e rinchiuso proprio dal padre di Arianna nel labirinto. La leggenda narra che Teseo riuscì a scampare la sua sorte grazie all'aiuto di Arianna che però egli abbandonò sull'isola mentre lei dormiva, sarà l'arrivo di Dioniso a salvare la fanciulla. L'affresco di Villa Arianna raffigura proprio il momento in cui Dioniso rimane abbagliato da Arianna: il dio, alato e coronato di edera, guarda intensamente la fanciulla distesa e dormiente nelle braccia di Hypnos, il sonno, che svela la bellezza della giovane scostando un drappo. Gli altri affreschi della stanza hanno come tema l'amore infelice ma che si intrecciano col mito di Arianna. Gli affreschi della Villa sono numerosi, non c'è solo quello principale. E il numero di affreschi insieme ai pavimenti in mosaico testimoniano la grandezza di questa villa. Non tutta la villa si può visitare perchè molti luoghi sono ancora interrati o non vi si può accedere. Come le già citate Grotte di San Biagio. È molto grave avere un patrimonio simile e non sfruttarlo. Infatti, le Grotte di San Biagio non sono aperte al pubblico e dopo aver fatto un giro di telefonate tra la soprintendenza di Pompei, o la stessa gestione di Villa Arianna non so ancora come e se si possono visitare anche in via straordinaria. Si parla qui di queste grotte poichè sono poste proprio sotto Villa Arianna. Al tempo i romani per la costruzione delle Ville dell'antica Stabiae iniziarono ad estrarre il tufo dalle falde della collina di Varano, il tufoera il materiale con cui i romani erano soliti costruire, ed estraendo il materiale per la costruzione formarono una serie di cinque cavità e una di queste assunse un ruolo importante: doveva forse essere un passaggio privato e segreto che dalla Villa portava direttamente a mare. In seguito, sempre dai romani venne utilizzata come tempio dedicato ad una delle divinità romane, probabilmente Plutone. Ecco perchè in epoca paleo-cristiana diventò un luogo per il culto cristiano. I Cristiani alla caduta dei romani erano soliti demonizzare o convertire tutti i simboli che erano caratteristici dei romani. Tanto è vero che oggi il serpente, simbolo di guarigione per i latini ed esposto ancora oggi come icona delle farmacie, rappresenta il male per la Cristianità. Tra il V e il VII secolo la grotta divenne un cimitero paleo-cristiano e poi per mano dei benedettini la grotta fu consacrata a San Michele. Fu allora consacrata come Chiesa dai benedettini con una pianta a croce latina. Secondo l'esperto Giuseppe D'Angelo, illustre stabiese scomparso pochi anni fa, questa grotta in epoca medioevale era dedicato ai Santi Giasone e Mauro, due fratelli romani martirizzati nei primi secoli del Cristianesimo. Col tempo il luogo fu dimenticato e nel linguaggio popolare Giasone divenne prima Giase poi Biase che fu erroneamente tradotto con Biagio e da qui Grotte di San Biagio. Tanto è vero che all'interno della Grotta ci sono numerosi dipinti ma di diversi Santi. Sono raffigurati San Michele a cui la Chiesa era dedicata, San Gabriele e gli altri Angeli e cosa peculiare assai è raffigurato Uriele il quarto arcangelo il cui culto fu vietato poi vietato dal Concilio di Aquisgrana nel 789 d.C. C'è poi un dipinto della Madonna col Bambino e Gesù Cristo, San Pietro, San Giovanni Evangelista, San Renato, Santa Brigida, San Benedetto e altri tre santi che non sono stati identificati. La storia è dunque intricata e controversa e le pareti di questa grotta sono testimoni di diverse epoche storiche e il nome preciso oltre al più comune Grotte di San Biagio è Ipogeo dei Santi Giasone e Mauro. Un tesoro quindi che le istituzioni dovrebbero riportare alla luce e custodire nel migliore dei modi.

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