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Gragnano - Brogli elettorali, assolto l'ex presidente del consiglio comunale Giuseppe Coticelli

Per i giudici della Corte d’Appello di Napol «il fatto non sussiste».

tempo di lettura: 2 min
di Simone Rocco
05/04/2018 09:56:08
Gragnano - Brogli elettorali, assolto l'ex presidente del consiglio comunale Giuseppe Coticelli

Giuseppe Coticelli

Assolto perché «il fatto non sussiste». I giudici della Corte d’Appello di Napoli si sono così espressi, in secondo grado, nei confronti dell’ex presidente del consiglio comunale di Gragnano, Giuseppe Coticelli. Condannato a tre anni di reclusione in primo grado, è arrivata dunque ieri l’assoluzione in appello che ha messo fine al processo che vedeva imputato Coticelli nell’ambito di presunti brogli elettorali che sarebbero avvenuti durante la tornata elettorale del 7 giugno del 2009.

I fatti. Domenica 7 giugno 2009, all’esterno del seggio 27 della frazione di Sigliano, il fratello ed il cugino di Coticelli furono sopresi dalle forze dell’ordine con in mano due tessere elettorali di persone ignare di quanto stesse accadendo. Furono per questo arrestati e condannati (patteggiando) ad un anno di reclusione con pena sospesa. Secondo l’accusa, Coticelli avrebbe beneficiato di quei presunti voti in suo favore. La difesa, invece, ha sempre sostenuto l’innocenza dell’ex presidente del consiglio di Gragnano sostenendo che, comunque, due voti non avrebbero potuto alterare l’esito delle votazioni. Coticelli, infatti, riscontrò 400 preferenze in quella occasione e fu eletto consigliere comunale di maggioranza.

Una consiliatura che, però, ebbe vita breve con lo scioglimento per infiltrazione camorristica giunta nel 2012 e seguita dall’arrivo della commissione d’accesso. Un provvedimento che, però, non ha portato a condanne o esiti rilevanti.

Un sospiro di sollievo per Coticelli che solo 2 settimane fa era stato invece condannato in primo grado a 4 anni e 6 mesi di reclusione per peculato. L’accusa è che è abbia pagato cene e viaggi, così come giornali e caffè la mattina, con i soldi dei rimborsi del Comune. Il tutto, nella voce “spese di rappresentanza del presidente del consiglio comunale”. Una storia che, secondo i giudici oplontini, sarebbe andata avanti per circa due anni, con una spesa complessiva di circa 30mila euro, 5mila dei quali senza uno straccio di una rendicontazione. Ma anche in questo caso la difesa di Coticelli conta di far emergere l’innocenza dell’ex politico.

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