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Castellammare - Viale ippocastani, il WWF bacchetta il presidente Parco Monti Lattari

«Continuerwmo a promuovere ogni azione atta a salvaguardare il filare dei centenari alberi superstiti di ippocastano, che conferiscono al viale che da essi prende il nome un indiscutibile elemento di bellezza e di fascino».

tempo di lettura: 3 min
26/05/2023 13:51:36

«Gli ippocastani presenti nel viale di accesso alla Reggia devono essere abbattuti altrimenti non si potrà dare corso ai lavori». Solo le parole del presidente del Parco dei Monti Lattari, Tristano dello Jojo riportate oggi da Metropolis che spinge, in pratica, i commissari a dare il via agli abbattimenti degli alberi da cui prende il nome il viale che è al centro del progetto.

Parole che hanno suscitato la dura reazione di Claudio d’Esposito, presidente del WWF terre del Tirreno. «Ingenuamente e sfacciatamente spiega la "verità" sull'accanimento del Comune di Castellammare di Stabia a voler eliminare tutti gli alberi del Viale degli Ippocastani, contro le stesse prescrizioni contenute nel parere della Soprintendenza: ci sarebbe la volontà di allargare la strada?  Si parla di "riqualificazione", eppure nessuna relazione tecnica, atto progettuale e/o grafico mostra o palesa "espressamente" l'intento di "allargare il viale" e la stessa perizia agronomica per accertare lo stato di salute degli alberi utilizza motivazioni "pretestuose" per l'eliminazione degli ippocastani (... sei esemplari sono pericolosi, gli altri sono brutti e antiestetici e non conviene economicamente curarli perchè non sappiamo se in futuro si ammaleranno?)» tuona d’Esposito che prosegue. «Tra l'altro il PUT non consente l'allargamento di strade in Zona 1B, nè le norme del Piano di Stralcio dell'Autorità di Bacino (siamo in Zone R4 e R2 della Carta del rischio da frana - Tav. 466101) consentirebbero lo sbancamento di un'intera scarpata!  E' vergognoso e assurdo come, ancora una volta, si sia usata una "perizia agronomica" per legittimare e giustificare un'intenzione progettuale già decisa a priori, come apparirebbe dalle dichiarazioni del Presidente dell'Ente Parco riportate stamane dal quotidiano Metropolis.

Dire poi che il Parco abbia approvato la perizia agronomica prodotta "per senso di responsabilità" è tanto falso quanto imbarazzante.  A ben leggere, la perizia classifica come "pericolosi" solo sei esemplari e prescrive la cura e l'osservazione dei restanti 25 (cosa condivisa e prescritta dalla stessa Soprintendenza) salvo poi, nelle conclusioni, ritenere che si debbano abbattere tutti per motivi "estetici ed economici".  Approvare tale discutibile sentenza da parte del Parco non palesa alcuna responsabilità... anzi! Il ruolo istituzionale dell'ente parco sarebbe (ma troppo spesso se ne dimentica) la cura e la salvaguardia della Flora e della Fauna dell'ecosistema dei Monti Lattari, e non già consentire l'accesso facilitato a fondi e finanziamenti pubblici propedeutici, tra l'altro, alla distruzione di quello stesso patrimonio storico e naturale che il Parco dice di voler proteggere. Al punto tale da permettere ad una commissione di valutazione ambientale già scaduta (ovvero non in grado di operare?) di dare il suo nulla osta al progetto necessario ad avviare l'iter dei finanziamenti? Il progetto avviato dalla giunta Cimmino, con un finanziamento di circa 3 milioni di euro, è ora nelle mani del Commissario prefettizio e al vaglio della Procura della Repubblica di Torre Annunziata alla quale il WWF ha segnalato le molteplici irregolarità, stranezze e contraddizioni dell'iter seguito.  Il WWF continuerà a promuovere ogni azione atta a salvaguardare il filare dei centenari alberi superstiti di ippocastano, che conferiscono al viale che da essi prende il nome un indiscutibile elemento di bellezza e di fascino, nell'intento di ottenere l'apposizione ai patriarchi arborei, di oltre 100 anni di età, del vincolo monumentale ai sensi della legge 10/2013» conclude la sua nota stampa.

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