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Castellammare - Arenile, spesa raddoppiata in due anni: «No allo spezzatino dei servizi, serve una programmazione seria»

Critiche sulla gestione frammentata dei servizi e assenza di gara europea: rischio sprechi e servizi inadeguati per cittadini e turisti.

tempo di lettura: 2 min
30/04/2026 19:36:59
Castellammare - Arenile, spesa raddoppiata in due anni: «No allo spezzatino dei servizi, serve una programmazione seria»

A due anni dal ritorno alla balneabilità del mare di Castellammare di Stabia, il gruppo Base Popolare Democratici e Progressisti interviene sulla gestione dei servizi dell’arenile, denunciando un aumento significativo dei costi e l’assenza di una pianificazione organica.

Il recupero del mare nel 2024, frutto di un lungo lavoro sul sistema del fiume Sarno – tra interventi sugli scarichi industriali, nuove reti fognarie e collegamenti agli impianti di depurazione – ha rappresentato un passaggio cruciale per la città, restituendo ai cittadini e ai visitatori un bene negato per oltre cinquant’anni e aprendo nuove prospettive di rilancio.

Secondo il gruppo, questo risultato avrebbe richiesto una programmazione strutturata e interventi tempestivi per garantire servizi adeguati e sicuri lungo l’arenile. Al contrario, viene evidenziata una gestione frammentata, con affidamenti separati per salvataggio, strutture modulari e servizi igienici, ritenuti parte integrante di un unico servizio pubblico.

“Gli atti adottati – si legge nella nota – non favoriscono la partecipazione ma restringono il campo, suddividendo competenze che nella realtà operativa sono inscindibili. Questa scelta rischia di configurarsi anche come una violazione della normativa vigente sugli appalti pubblici” 

Nel mirino anche l’assenza di una gara europea: sommando i valori degli affidamenti, l’Amministrazione avrebbe potuto – e dovuto – attivare una procedura di rilievo comunitario, garantendo maggiore concorrenza, efficienza e risparmio.

Sul piano economico, i dati indicano un incremento rilevante della spesa: circa 200 mila euro nel 2025, che salgono a 400 mila euro nel 2026, per un totale di 600 mila euro in due anni.

“Non si tratta di un’emergenza improvvisa – prosegue il comunicato – ma di una gestione improvvisata: dopo il 2024, si è continuato senza una visione chiara anche nel 2025 e nel 2026. Senza una gara europea, l’Ente ha rinunciato a ottenere condizioni migliori e servizi di qualità superiore per i cittadini”.

Infine, viene sottolineata la necessità di riaprire il confronto sul piano spiagge, sulle concessioni in scadenza nel 2026 e sulla gestione delle spiagge libere, oltre a garantire interventi più rapidi per l’accesso in sicurezza al mare nei tratti di Corso Garibaldi e via Alcide De Gasperi.

“Serve un piano unitario e scelte serie – conclude la nota – per valorizzare davvero il ritorno del mare e trasformarlo in una concreta opportunità di sviluppo per Castellammare”.

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