Quest’estate la Campania si prepara a vivere una stagione ricca di concerti e musica dal vivo. La regione c’è ed è pronta a confermare il posto che merita attraverso cultura e intrattenimento. Spesso raccontata solo per le sue ombre, oggi risponde con piazze che si riempiono di vita, palchi che si accendono e stadi che si animano. E poi c’è Castellammare di Stabia, che sembra rimasta ferma, ancora una volta, ai blocchi di partenza.
Mentre i cartelloni delle principali città campane sono già stati presentati, a Castellammare il quadro resta incerto. La rassegna “Un’estate da Re” alla Reggia di Caserta ospiterà artisti come Negramaro, Pooh, Claudio Baglioni, Caparezza, Fiorella Mannoia, Luca Carboni e Giorgia. L’anfiteatro di Pompei accoglierà Riccardo Cocciante, Nino D’Angelo, Coez e Tropico. Napoli si prepara a trasformare lo stadio Maradona, l’Arena Flegrea e l’Ippodromo di Agnano in grandi palcoscenici con Max Pezzali, Geolier, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti, Serena Brancale, Capo Plaza, Sal Da Vinci, Emma Marrone e Jovanotti. Un’offerta ampia e diversificata, capace di coinvolgere pubblici diversi e generare un importante ritorno economico.
In questo scenario, Castellammare appare come la grande assente. Un po’ come chi si fa attendere troppo, convinto che l’attesa aumenti il fascino, ma rischia di arrivare quando la festa è già iniziata. E dire che le potenzialità non mancano: posizione strategica, flussi turistici in crescita, spazi e luoghi adatti a ogni tipo di evento. Quello che manca è una programmazione capace di trasformare la città da punto di passaggio a vera destinazione.
Emblematica, in questo senso, la vicenda della festa di San Catello. Dopo il rinvio di gennaio a causa del maltempo, era stato annunciato un recupero a maggio con un grande evento civile, pensato anche come apertura della stagione estiva. Ma con maggio ormai alle porte, quella promessa resta sospesa. A inizio aprile si parlava di programma in via di definizione e di una pubblicazione imminente. Da allora, però, nessuna comunicazione ufficiale: niente date, niente nomi, nessuna visione chiara.
L’assenza di programmazione pesa ancora di più guardando al calendario immediato. Sui social, gruppi provenienti da tutta la Campania stanno già organizzando il Primo Maggio sull’arenile di Castellammare, attratti anche dal mare tornato balneabile. Mentre il popolo del web si muove in autonomia, dal Palazzo di città tutto tace. E la domanda è inevitabile: almeno sul fronte dei servizi – pulizia, viabilità, assistenza – la città si farà trovare pronta?
Parliamoci chiaro: Castellammare ha tutto. La Villa Comunale con la Cassarmonica, la Reggia di Quisisana, il Castello Medievale, le ville romane, i santuari, le chiese, le Antiche Terme, panorami unici e un centro ricco di attività. Un patrimonio che dovrebbe essere il cuore pulsante della stagione estiva e che invece rischia di restare ai margini proprio nel momento più favorevole.
E non è solo una questione di intrattenimento. È economia, lavoro, identità. Commercianti, operatori turistici e cittadini hanno bisogno di certezze e di una direzione. Ma soprattutto serve un cambio di approccio: non eventi fatti “perché bisogna farli”, ma iniziative pensate, strutturate, capaci di competere con quelle dei territori vicini.
La Campania corre. Castellammare potrebbe guidare. E invece resta ferma, in attesa. Eppure, lo sanno tutti: basterebbe poco per splendere davvero.
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