Valeria Racconta
shareCONDIVIDI

Lucrezia

tempo di lettura: 13 min
di Valeria Cimmino
04/01/2015 10:41:03

Come ogni anno la famiglia Bellocci era pronta a riunirsi a casa di zia Lucrezia per festeggiare il Natale.
I familiari che si recavano nella grande villa della zia erano sempre gli stessi, ad eccezione di qualche nuovo fidanzato od amico.
Zia Lucrezia era la prima di tre fratelli, aveva ottantasette ed un gran cervello.
Era una donna molto ricca e di buone e formali maniere. Da giovane aveva intrapreso la carriera notarile, diventando un importantissimo e ben conosciuto notaio. Non si era mai sposata e di conseguenza non aveva avuto figli.
Aveva sempre vissuto da sola in una lussuosa e grande dimora in un isolato paesino di montagna: Bianchiglio in Vetta.
I suoi nipoti e pronipoti andavano spesso a farle visita, soprattutto se desiderosi di favori o denaro.
I suoi due fratelli non avevano avuto una carriera brillante come la sua, ma in compenso avevano contribuito ad ampliare la famiglia.
Eduardo, più piccolo di sua sorella di due anni, artigiano in una bottega di lavorazione di legni, era diventato genitore insieme alla ora defunta Maria, di un unico figlio; Emilio, che a sua volta ne aveva avuto due: Eduardo e Lucrezia.
Eleonora ultimogenita, aveva cinque anni in meno della sorella e non aveva mai lavorato, suo marito Ludovico, morto da otto anni aveva avuto in passato un piccolo negozio di stoffe. Insieme avevano avuto Isabella e dopo esattamente quindici anni Sabrina, che a differenza della prima che si era sposata molto giovane ed aveva avuto tre figli: Eleonora, Ludovico ed Alice, Sabrina non si era mai voluta impegnare con un unico uomo e non aveva mai sentito il desiderio di essere madre.

Tutto era pronto a casa Bellocci, il pomeriggio della vigilia di Natale.

il vecchio Bernardo, maggiordomo della villa da ormai quasi cinquanta anni aveva minuziosamente apparecchiato la tavola ed addobbato la casa, e la paffuta ed ormai anzianotta Cecilia, cuoca e confidente, da egual anni era chiusa in cucina dal giorno precedente, impegnata a preparare i piatti che tradizionalmente ogni anno venivano serviti alla cena ed al pranzo di Natale a casa di zia Lucrezia.

Il primo ad arrivare fu il dottor Ettore, giovane amico di famiglia, figlio del medico di cura e di fiducia di zia Lucrezia.
Giunse poi la sorella Eleonora con la figlia Isabella e suo marito Lorenzo ed i nipoti Eleonora con il fidanzato Matteo, Ludovico con la fidanzata Giulia, e l'adolescente Alice. Subito dopo arrivò l'altra figlia di Eleonora; Sabrina col suo compagno Elia.
Infine suonarono al campanello di zia Lucrezia il fratello Eduardo col figlio Emilio, la nuora Claudia ed i nipoti Eduardo e Lucrezia.

: "Salve zia Lucrezia" salutò a gran voce la nipote Lucrezia, lanciando con sdegno il cappotto a Bernardo il maggiordomo e scuotendo la folta e lunga capigliatura rossa.
"Salve mia cara" rispose la zia e lei. "Vedo che non è cambiato niente dallo scorso natale ... stesso albero, stessi addobbi, immagino stesso cibo e stessa gente ...ah o forse di diverso ci sarà il nuovo "amico" di zia Sabrina"
"Se forse venissi più spesso a trovare zia Lucrezia, ti saresti accorta che il tavolo in cucina ..." tentò di rispondere sua cugina coetanea Eleonora.
E Lucrezia : "Si, hai ragione ... dovrei proprio fare come te o tuo fratello e venire da zia Lucrezia ogni settimana a farmi foraggiare il portafogli"
"Voglio farti notare che se a ventinove anni, non hai ancora trovato un fidanzato, è colpa di tutta questa acidità e rabbia che hai." La beccò Eleonora offesa.
"Ma ho ancora tutta la vita davanti per trovare un uomo ... guarda zia Sabrina, lei di anni ne ha trentasette ed è ancora alla ricerca" punzecchiò Lucrezia guardando Sabrina ed il suo bizzarro nuovo compagno Elia.
"Suvvia, ragazze, smettiamola che il tempo in cui dobbiamo stare insieme è ancora molto, avrete modo per farvi complimenti, se li esaurirete dopo soli cinque minuti, finiremo con l' annoiarci troppo presto- sentenziò sorridendo zia Lucrezia - piuttosto Sabrina, perché non ci presenti il tuo compagno Elia, siamo curiosi di conoscerlo e speranzosi che sia finalmente quello giusto"

Durante l' attesa dell' inizio della cena, Bernardo servì un aperitivo in salotto. I convitati chiacchieravano del più e del meno, dei propri risultati scolastici e lavorativi e di vecchie conoscenze comuni Il giovane Ludovico si alzò da una poltrona guardando preoccupato il cielo dalla finestra e rompendo il bisbiglio diffuso da tante voci in una sola stanza, dichiarò la sua apprensione per il tempo minaccioso che sembrava avvicinarsi: "Ho sentito che ci sarà una bufera, forse sarebbe stato in un luogo meno isolato"
"Mal che vada, se dovessimo restare bloccati qui, trascorreremo qualche giorno in più in piacevole compagnia di zia Lucrezia" sorrise il giovane Eduardo accarezzando la zia, "Fratello, non c'è bisogno di fare il lecchino, la zia ti aiuta comunque con quei tuoi affari" ridacchiò Lucrezia.
"Oh insomma, Emilio, perché non insegni un po' di buona educazione a tua figlia" rimproverò suo nonno Eduardo.
" Se tua nipote è maleducata, è perché tu stesso non hai saputo impartire disciplina a tuo figlio." Lo riprese sua sorella minore Eleonora.
"Mamma per piacere, non metterti anche tu!" la ammonì la figlia Isabella.

"Zia, la signora Cecilia mi ha detto che è pronta la cena e che possiamo accomodarci a tavola" squittì con la sua giovane voce da sedicenne Alice.
Ebbe inizio la cena, portate di ogni sorta si alternarono in tavola. Vari brindisi attenuarono i rancori poco celati fra i familiari, ma ognuno era sempre pronto a punzecchiare l' altro, su una sola cosa sembravano essere d' accordo; tutti erano ben disposti, affettuosi e gentili con zia Lucrezia.

Bernardo stava per servire il dessert, quando improvvisamente si udì un fortissimo tuono rimbombante e subito mancò la luce.
La tempesta era arrivata, la neve, ed il gelo avvolgevano la casa.
Iniziarono a fare luminosità con i cellulari, mentre Bernardo prendeva delle torce ed accendeva candele.
L' elettricità ritornò dopo venti minuti e la cena poté riprendere. Dopo il dolce, si passò alla frutta ed infine al caffè ed ai liquori .
Era passata la mezzanotte da pochi secondi quando Alice si avvicinò al divano dove si era seduta zia Lucrezia a riposare, per darle gli auguri di un lieto e buon Natale: "Sveglia zia, auguri, è Natale, dobbiamo scartare i regali."
Zia Lucrezia non rispondeva. Alice iniziò a scuoterla, ma la zia sembrava continuare a dormire.
Sabrina notando la scena si avvicinò e la toccò.
Ed Alice rivolgendosi a Sabrina: "Zia, ma perche non risponde?"
"Oh mio dio ... non respira più, Alice, chiama immediatamente, tua madre, il dottor Ettore e gli altri."
Alice corse a farlo e subito dopo tutti erano intorno a zia Lucrezia.
Il dottore dopo averla tastata e guardata, dichiarò che zia Lucrezia non era più in vita.
"Ma com' è successo - così all' improvviso- ma come è morta?" tutti gridavano
Ed il dottor Ettore: "Mi dispiace ma ora così non sono in grado di stabilirlo ... dobbiamo portarla in ospedale" sentenziò.
Nonostante la tempesta fosse ancora in atto, si prepararono per portare zia Lucrezia nell‘ospedale più vicino. Appena salirono nelle auto si accorsero di avere tutti le gomme bucate.
"Sarà stato il ghiaccio"
"Occorre chiamare l' ambulanza"
Rientrarono in casa.
"Il telefono non funziona"
"Usiamo i cellulari"
"Il mio non ha linea"
"Anche il mio non ha campo"
"Neanche il mio ..."
" Idem"
"Nessun telefono è utilizzabile .. sarà a causa della tempesta."
"Dobbiamo aspettare che passi ... siamo completamente isolati"
Mentre lo sconvolgimento ed il trauma animava gli animi della famiglia si udì la voce roca di cecilia urlare: "Bernardo, signori, signore ... guardate cosa ho trovato a terra sotto il tavolo al posto della signora Lucrezia" e mostrò una bottiglina di plastica.
"Ma questo è un sonnifero, ed è completamente vuoto. Sono sufficienti poche gocce per far addormentare una persona adulta di media corporatura, ma se ingerite tutte portano ad un arresto cardiaco." Osservò il dottore.
"Queste le usava la signora Lucrezia quando non riusciva a dormire" affermò Bernardo.
"Lo so bene, sono stato io stesso a prescrivergliele e per questo posso affermare che Lucrezia sapesse che non doveva assumerne più di tre gocce a sera." Rispose Ettore.
"A me sembra chiaro che qualcuno abbia assassinato zia Lucrezia" Urlò Sabrina.
"Quindi stai dicendo che uno di noi, ora presente in questa casa è un assassino?" rispose il giovane Eduardo.
"Potrebbe essere altrimenti?" commentò Ludovico.
"E chi mai potrebbe essere stato?" domandò Emilio.
"Mi dispiace dirlo zio, ma secondo me la principale indiziata è proprio tua figlia Lucrezia" sghignazzò Eleonora.
"Ahahah, io?" E perché mai, io? Mia carissima cugina?- rispose esterrefatta Lucrezia - forse perché non ho un fidanzato, o perché non sono la più bella come te, o non sono in gamba ... come te? Non ho morbidi capelli lucenti e dorati e non frequento un' università prestigiosa senza cacciare un soldo perché sono troppo intelligente e mi regalano borse di studio? Oppure sono io perché visto che non ho mai chiesto, anzi preteso nulla da zia Lucrezia a differenza tua e degli altri, sono l'unica alla quale la sua morte non procurerebbe danni se non affettivi?"
"No sei tu perché eri l' unica a trattarla senza rispetto e premura." Si intromise Sabrina.
"Ehi, fermi un momento, smettetela di accusare mia figlia." Irruppe Emilio.
"Certamente non sono stati i miei figli, Alice è troppo giovane per fare una cosa del genere, Eleonora ha una vita fin troppo perfetta per rovinarla senza motivo e Ludovico ... sapete tutti quanto Ludovico fosse legato alla zia ... e soprattutto ... beh ecco ... la zia pagava le sue cure mediche, senza le quali non potrà curarsi e ritornare a giocare a tennis" confessò Isabella.
"Allora potresti essere stata proprio tu insieme a tuo marito, per prendere l' eredità che ti farebbe molto comodo dal momento che non navighi in ottime acque e hai tre figli di cui due in età da matrimonio" rincalzò Emilio
"Se non sbaglio lo stesso discorso vale anche per te" ribadì Isabella.
" E se invece zia Isabella fosse stata proprio tua madre, zia Eleonora? Zia Lucrezia non ha mai nascosto di essere a conoscenza dell' acredine e del risentimento che la sorella aveva sempre nutrito nei suoi confronti a causa dell' invidia e della gelosia." sussurrò il giovane Eduardo
"Io dico invece che è stato tuo nonno, zio Eduardo. Tutti sappiamo che essendo l' unico maschio dei tre fratelli, a lui sarebbe spettata la carriera notarile, ma date la sua scarsa attitudine allo studio ed aggiungerei la sua poca intelligenza, fu scelta al suo posto zia Lucrezia. Credo che lo zio la detestasse. Anche Elia la pensa come me." Arringò Sabrina
"Ma smettila di dire assurdità, tu ed i tuoi strampalati amici, vorrei proprio sapere dove li trovi dei tipi simili, ogni anno ce ne porti a casa uno sempre peggiore dell' altro." Strillò Emilio.
"Ma perche non la smettiamo di incolparci l' uno con l'altro ... siamo una famiglia e tutti, chi più e chi meno volevamo bene alla zia ... quindi per me sono stati o il dottor Ettore, o Bernardo o Cecilia" squittì Alice.
"Il mio Elia, che è un sensitivo, sostiene che in questa casa ci sono troppe figure maligne" profferì Sabrina.
" Ed occorreva il tuo sensitivo Elia per capirlo?" ironizzò Lucrezia.
"Qui la situazione è grave, qualcuno ha ucciso mia sorella, non permetterti di fare del sarcasmo, ragazzina impertinente" Urlò Eleonora.

Lucrezia si alzò dalla sedia a dondolo sulla quale era adagiata dall' inizio dell' estenuante ed accusatorio litigio familiare ed andando al centro della stanza disse: "Ma ci rendiamo conto che il litigare e l' accusarci a vicenda non cambia il fatto che zia Lucrezia sia stata assassinata, che l' omicida è uno fra noi e soprattutto che siamo costretti a stare insieme con questo assassino fin quando non terminerà la bufera.
Ma poi ... nostra zia è morta e voi tutti non fate altro che usare la sciagurata tragedia per ferire l' uni l' altro, invece di essere addolorati. Ma no ... che sto dicendo, voi siete molto più che addolorati ... siete afflitti ... disperati ... ma non per la perdita, solo perché ora avete perso i suoi "favori" e la sua "protezione" ... è terribile quanto il denaro posso invilire l' animo umano."

Calò il silenzio.

D' un tratto poi una sonora ed echeggiante risata squarciò la apparente quiete.

Quando tutti si voltarono, videro zia Lucrezia alzarsi e ridere a squarciagola.

Terrore, stupore, spavento, incredulità invase i volti di ognuno dei presenti in quella stanza, ad eccezione del dottore, del maggiordomo e della cuoca.
"Devo caramente ringraziarvi, mi sono divertita davvero molto, è stato il natale più esilarante che abbia mai vissuto" affermò beatamente zia Lucrezia.
"Non era sonnifero quello ingerito da zia Lucrezia - spiegò Ettore - bensì una sostanza che per circa un' ora rende il corpo di una persona simile a quello di un morto, è una specie di anestetico, con la differenza che la persona che ne fa uso è perfettamente in grado di ascoltare, percepire e pensare ."
"Ho elaborato ed inscenato con l' aiuto di Ettore, di Bernardo e di Cecilia questa farsa, per essere ben sicura di chi potermi fidare realmente e chi mi volesse davvero bene ... ed alla luce di questi avvenimenti, decreto come mia unica erede: Lucrezia.
Chiamo immediatamente un notaio .... Ah non ne ho bisogno ... lo sono io stessa ...ahahah"
Ridacchiò soddisfatta zia Lucrezia.
Offesi ed al tempo stesso imbarazzati, tutti andarono a dormire, sperando il mattino seguente di poter andare subito via dalla villa.

Un urlo stridulo svegliò gli abitanti della casa quando ormai il sole era alto in cielo nel giorno di Natale.

Cecilia come ogni mattina era salita in camera di zia Lucrezia per portarle la colazione e le sue pillole, ma quella mattina la donna non si era svegliata.

Stavolta era morta davvero; di arresto cardiaco. Il suo anziano cuore non aveva retto al dispiacere ed alle troppe emozioni della notte.

Dopo il funerale Lucrezia ereditato tutte le ricchezze della zia, decise di partire per un lungo viaggio.

All'aeroporto c' era un uomo ad aspettarla.
"Ce l' abbiamo fatta, abbiamo ingannato e fregato tutta la tua famiglia" sorrise, baciando Lucrezia, il dottor Ettore.

Video
play button

Castellammare - Pasqua 2026, Via Crucis sul lungomare presieduta da Mons. Alfano

6 ore fa
share
play button

Venezia - Juve Stabia. Conferenza stampa di mister Ignazio Abate

6 ore fa
share
play button

Torre Annunziata - «Avete fatto bingo Brigadie'». Carabinieri trovano arsenale per una guerra

27/03/2026
share
play button

Juve Stabia - Spezia 3-1. Il commento a fine gara di mister Ignazio Abate

22/03/2026
share
Tutti i video >
Valeria Racconta

La vita delle ombre

-

01/12/2015
shareCONDIVIDI


I figli della pioggia

-

20/06/2015
shareCONDIVIDI

Violante all'angolo

-

10/05/2015
shareCONDIVIDI

Valeria

-

12/04/2015
shareCONDIVIDI

Lui e Lei

-

21/03/2015
shareCONDIVIDI

Le notti di Gregorio

-

08/03/2015
shareCONDIVIDI

Mostra altre


keyboard_arrow_upTORNA SU
Seguici