La crisi politica a Palazzo Farnese si aggrava. Giovanni Tuberosa ha rassegnato le dimissioni da capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, un atto che arriva a poche ore di distanza dalla dura presa di posizione di Sandro Ruotolo, che ha chiesto ufficialmente al PD di uscire dalla maggioranza a sostegno del sindaco Luigi Vicinanza.
Una scelta che, pur lasciando Tuberosa nel ruolo di consigliere comunale, segna un ulteriore strappo interno ai dem e contribuisce a rendere sempre più delicato l’equilibrio politico dell’amministrazione stabiese, già messa alla prova da dimissioni, polemiche e tensioni crescenti.
La lettera di dimissioni
Nella lettera protocollata in Comune oggi 2 gennaio 2026, indirizzata alla segretaria comunale, ai consiglieri del gruppo PD e al presidente del Consiglio comunale, Tuberosa motiva la sua decisione «con senso di responsabilità e nel rispetto del momento che il nostro Partito sta attraversando a livello cittadino».
Il capogruppo dimissionario collega esplicitamente la sua scelta alle recenti dimissioni del consigliere Sandro Ruotolo, definite «un passaggio politico rilevante», e alla necessità di attendere «un confronto con i vertici regionali del Partito». Tuberosa chiarisce inoltre la volontà di continuare il proprio impegno politico «in forme e ruoli diversi», ribadendo uno stile «costruttivo, leale e trasparente».
Il contesto politico
Le dimissioni arrivano in un momento di forte fibrillazione. Solo poche ore prima, Sandro Ruotolo aveva lanciato un appello durissimo al Partito Democratico, invitandolo a rompere con la maggioranza che sostiene Vicinanza e denunciando un’amministrazione giudicata non all’altezza di rappresentare un argine credibile alla criminalità organizzata.
Nel frattempo, all’interno del PD non si registra una linea unitaria: una parte del partito, anche a livello metropolitano, starebbe spingendo per un cambio di passo drastico, fino a ipotizzare le dimissioni del sindaco come via d’uscita dalla crisi.
Maggioranza risicata
Per il primo cittadino stabiese la situazione si fa dunque sempre più complessa. La maggioranza che lo sostiene appare numericamente e politicamente sempre più risicata, esposta a ulteriori defezioni e a un clima di crescente sfiducia. Le dimissioni di Tuberosa da capogruppo PD, pur non equivalendo a un’uscita formale dalla maggioranza, rappresentano un segnale politico chiaro: il principale partito della coalizione è attraversato da una profonda frattura.
Gli scenari
Nelle prossime ore saranno decisivi i chiarimenti con i vertici regionali e metropolitani del Partito Democratico, chiamati a definire una linea unitaria su Castellammare di Stabia. Sul tavolo restano diverse ipotesi: dal rilancio della maggioranza con nuovi equilibri interni, a una possibile rottura politica, fino allo scenario più estremo di una crisi di governo cittadino.
Intanto, la città assiste a un susseguirsi di atti politici che certificano una fase di instabilità senza precedenti per l’amministrazione Vicinanza, con il PD sempre più diviso e un futuro amministrativo tutto da decifrare.
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