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Castellammare, i Democratici e Progressisti lanciano l'allarme sulla sanità: «Basta annunci, il San Leonardo perde servizi»

Duro intervento del movimento sul futuro del nuovo ospedale nell'area delle ex Terme e sul progressivo ridimensionamento del presidio di viale Europa. Nel mirino anche le inaugurazioni degli ospedali di comunità: «Non basta tagliare nastri, servono personale e servizi». Chiesto un confronto pubblico con le forze politiche, sociali e gli operatori sanitari.

tempo di lettura: 6 min
07/11/2026 09:57:56
Castellammare, i Democratici e Progressisti lanciano l'allarme sulla sanità: «Basta annunci, il San Leonardo perde servizi»

La sanità pubblica a Castellammare di Stabia finisce al centro di una nuova presa di posizione politica. A intervenire sono i Democratici e Progressisti, che con un documento diffuso il 7 novembre lanciano un allarme sul futuro dell'assistenza sanitaria in città, chiedendo maggiore chiarezza sul progetto del nuovo ospedale nell'area delle ex Terme e denunciando il progressivo impoverimento dell'attuale presidio San Leonardo.
Il messaggio è diretto: «Basta annunci e inaugurazioni di facciata». Secondo il movimento, infatti, la discussione sulla sanità non può limitarsi alle responsabilità del Governo nazionale e alle risorse insufficienti destinate al settore. Anche la Regione Campania, sostengono i firmatari, deve dimostrare di saper programmare gli interventi, utilizzare le risorse disponibili e garantire servizi adeguati alle necessità dei territori.
Una riflessione che, per i Democratici e Progressisti, riguarda da vicino Castellammare, dove il futuro della sanità pubblica sarebbe ancora caratterizzato da troppe incognite.

Nuovo ospedale alle ex Terme, restano le incognite sul progetto
Al centro delle preoccupazioni c'è il progetto del nuovo ospedale nell'area delle ex Terme. La decisione della Regione di acquistare il patrimonio immobiliare termale era stata presentata come un passaggio fondamentale per realizzare una nuova struttura sanitaria, evitando anche il rischio di una vendita frazionata delle aree.
A distanza di tre anni, tuttavia, secondo il movimento, il percorso sarebbe ancora lontano dalle previsioni iniziali. Gli edifici sono stati progressivamente svuotati, sono stati rimossi arredi e apparecchiature rimasti per anni esposti al degrado e agli atti vandalici, mentre l'albergo è stato abbattuto e sono stati avviati interventi sulle altre strutture, che procederebbero con lentezza.
A preoccupare sono soprattutto le indiscrezioni sulle prescrizioni della Soprintendenza e sulle possibili modifiche al progetto originario. In particolare, i Democratici e Progressisti chiedono chiarimenti sulla conservazione della hall d'ingresso a doppia altezza, elemento architettonico delle Nuove Terme progettate dall'architetto Cocchia nel 1954.
Il suo recupero comporterà un significativo aumento dei costi? E le risorse necessarie saranno sottratte ai 180 milioni di euro previsti per il nuovo ospedale?

Sono alcuni degli interrogativi sollevati nel documento, insieme a quelli relativi alla possibilità di realizzare i reparti di degenza e di mantenere le funzioni sanitarie inizialmente previste.

«Rischiamo di perdere quasi 100 posti letto»
Uno dei punti più delicati riguarda la capacità ricettiva della futura struttura. Secondo i Democratici e Progressisti, il progetto iniziale avrebbe dovuto portare alla realizzazione di un ospedale da 320 posti letto, quasi il doppio rispetto ai 174 attualmente disponibili al San Leonardo.
Le prospettive che emergerebbero dalle successive ipotesi progettuali, invece, farebbero riferimento a poco più di 200 posti letto. Una differenza che, se confermata, comporterebbe una riduzione di quasi 100 posti rispetto alle previsioni iniziali.

«Il nuovo ospedale sembra perdere le caratteristiche di DEA di secondo livello e avviarsi verso un ridimensionamento e soluzioni pasticciate», denunciano i Democratici e Progressisti.
Il movimento chiede inoltre di sapere se saranno confermati il polo di neurochirurgia e quello riabilitativo, quali reparti e specialità saranno effettivamente presenti e quali servizi verranno garantiti ai cittadini.
Da qui anche una domanda sulla scelta di abbattere l'Hotel delle Terme e sulla necessità di avviare una riflessione complessiva sul progetto, sulla destinazione futura del San Leonardo e sull'intera area delle Nuove Terme.

L'allarme sul San Leonardo: «Perde funzioni, servizi e personale»
Se il nuovo ospedale rappresenta un'incognita per il futuro, la situazione dell'attuale presidio di viale Europa viene indicata come un problema già presente.
Secondo i Democratici e Progressisti, il San Leonardo starebbe attraversando una fase di progressivo impoverimento, con la perdita di funzioni, servizi e personale. Una situazione che, nonostante la professionalità e l'impegno quotidiano di medici, infermieri e operatori sanitari, finirebbe per incidere sulla qualità dell'assistenza e sulle possibilità dei cittadini di curarsi nella propria città.
Il movimento chiede quindi di conoscere le ragioni delle scelte organizzative in corso e sulla base di quali criteri vengano stabilite l'attribuzione delle funzioni, la distribuzione delle risorse e le assegnazioni del personale.

Nel documento viene sollevato anche il tema delle possibili interferenze di logiche politiche e clientelari nella gestione della sanità pubblica. Accuse e valutazioni che il movimento accompagna con la richiesta di maggiore trasparenza nella programmazione sanitaria.

Ospedali di comunità, «non basta tagliare il nastro»
Nel mirino finiscono anche le recenti inaugurazioni degli ospedali di comunità. I Democratici e Progressisti riconoscono l'importanza di queste strutture per rafforzare l'assistenza territoriale e prendono atto del lavoro svolto dall'ASL, ma contestano che possano essere presentate come nuove conquiste della politica.
Si tratta, sottolineano, di interventi già inseriti nella programmazione sanitaria e finanziati anche attraverso le risorse del PNRR.
«È giusto inaugurarli e renderli operativi, ma non basta tagliare un nastro», evidenzia il movimento, chiedendo che venga chiarito quali prestazioni saranno realmente garantite, con quale personale, quali risorse e soprattutto con quale continuità assistenziale.

Il concetto alla base della contestazione è che la qualità della sanità pubblica non si misura dal numero delle inaugurazioni, ma dalla capacità di assicurare cure e servizi ai cittadini.

Chiesto un confronto con la Regione e un'assemblea pubblica
La questione viene posta direttamente alla Regione Campania, al presidente Roberto Fico, che detiene anche la delega alla Sanità, alla maggioranza e al Partito Democratico.
I Democratici e Progressisti chiedono di aprire una discussione pubblica seria sul futuro dell'assistenza sanitaria a Castellammare, coinvolgendo le forze politiche, le organizzazioni sociali e gli operatori del settore.
La proposta è quella di promuovere un'assemblea pubblica e di sollecitare le forze politiche presenti in Consiglio regionale a chiedere al presidente della Regione l'apertura di un tavolo di confronto, con l'obiettivo di definire un accordo su alcuni punti prioritari per il rilancio della sanità stabiese.

La richiesta, in definitiva, è quella di superare annunci e promesse e arrivare a impegni concreti sul nuovo ospedale, sul futuro del San Leonardo e sulla riqualificazione dell'intera area delle ex Terme, comprendendo anche il Parco dei Cigni, la Pineta, il Centro Congressi e Villa Ersilia.
«L'area del Solaro e l'intera città, dopo aver perso le Terme, non meritano di ritrovarsi con una struttura ospedaliera di serie B», è la posizione espressa nel documento.

Una presa di posizione che riporta al centro del dibattito cittadino una questione strategica: il futuro della sanità pubblica e il ruolo che Castellammare dovrà avere nella rete ospedaliera del territorio.

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