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Castellammare, città sporca e rifiuti davanti alla porta: chi deve fermare gli incivili?

Mentre le forze politiche si confrontano sul nuovo piano da oltre 131 milioni di euro per Castellammare e Torre Annunziata, il problema quotidiano resta sotto gli occhi di tutti: sacchi abbandonati davanti ai portoni, raccolta differenziata ignorata e strade trasformate in discariche. I cittadini pagano una TARI sempre più pesante, ma il decoro urbano continua a essere un miraggio.

tempo di lettura: 5 min
07/11/2026 09:13:47
Castellammare, città sporca e rifiuti davanti alla porta: chi deve fermare gli incivili?

A Castellammare di Stabia il tema dei rifiuti è tornato prepotentemente al centro del dibattito politico. Il nuovo appalto per la gestione del servizio di igiene urbana, condiviso con Torre Annunziata e dal valore complessivo di oltre 131 milioni di euro in otto anni, sta alimentando un confronto tra le diverse forze politiche, tra posizioni favorevoli e perplessità sul modello organizzativo, sui costi e sulle prospettive del servizio.
Un dibattito legittimo, soprattutto considerando la portata economica e le ricadute che il nuovo affidamento avrà sulla vita quotidiana di migliaia di famiglie. Ma mentre la politica discute di numeri, investimenti, personale e organizzazione, c'è una questione molto più immediata che continua a esasperare i cittadini: Castellammare è sporca e il fenomeno dell'abbandono indiscriminato dei rifiuti sembra ormai fuori controllo.

Un appalto da 131 milioni, ma la vera emergenza è sotto casa
Il nuovo Piano industriale del SAD 2, che comprende Castellammare e Torre Annunziata, prevede un cantiere unico, 204 operatori complessivi, di cui 130 destinati alla città stabiese, e una flotta di 96 automezzi. L'obiettivo è raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il secondo anno, con un successivo incremento fino al 70%.
Il progetto punta inoltre a realizzare economie di scala per quasi 5 milioni di euro nell'arco degli otto anni di affidamento. Una prospettiva che, almeno sulla carta, dovrebbe garantire un servizio più efficiente e una migliore gestione delle risorse.
L'ATO Napoli 3 ha espresso una valutazione istruttoria positiva sul Piano industriale e sul capitolato, proponendone l'approvazione al Consiglio d'Ambito. Si tratta, dunque, di un percorso ancora legato ai successivi passaggi amministrativi e alla futura attuazione del modello.
Ma c'è una domanda che dovrebbe accompagnare ogni discussione sul futuro dell'igiene urbana: come si può pensare a un nuovo piano di raccolta se non si riesce ancora a far rispettare le regole più elementari?

Sacchi in strada, differenziata ignorata: gli incivili hanno campo libero
Il problema è ormai evidente in diversi quartieri della città. Sempre più spesso capita di trovare sacchi di rifiuti depositati davanti ai portoni, sui marciapiedi e lungo le strade, anche in giorni e orari non previsti dal calendario della raccolta differenziata.
C'è chi continua a mischiare indiscriminatamente ogni genere di rifiuto, senza preoccuparsi della separazione delle diverse frazioni. E c'è chi, una volta riempito il sacco della spazzatura in casa, decide semplicemente di portarlo fuori e abbandonarlo in strada, senza rispettare il calendario e le modalità di conferimento.
Il risultato è un fenomeno che si ripete continuamente: i sacchi restano per ore, e talvolta anche più a lungo, davanti alle abitazioni, fino a quando qualche operatore ecologico, sollecitato dal cittadino di turno, decide di rimuoverli, spesso come gesto di cortesia e non nell'ambito del normale servizio programmato.
Una soluzione temporanea che, però, non risolve assolutamente nulla. Poche ore dopo, infatti, la situazione si ripresenta identica. Altri sacchi vengono depositati, altri rifiuti si accumulano e il ciclo ricomincia.
In questo modo, chi rispetta le regole finisce per subire le conseguenze del comportamento di chi le ignora sistematicamente. E la sensazione, sempre più diffusa, è che gli incivili stiano vincendo la loro battaglia contro le regole e contro lo Stato.

La ditta segnala, ma chi deve intervenire?
La questione dei controlli è probabilmente il vero nodo della vicenda. Secondo quanto riferito dalla società che gestisce il servizio di raccolta, le situazioni di conferimento irregolare vengono segnalate alla Polizia Municipale, alla quale spetterebbe il compito di intervenire, individuare i responsabili e procedere con le sanzioni previste.
Ma se le segnalazioni vengono effettuate e i comportamenti continuano a ripetersi, evidentemente qualcosa non funziona nella catena dei controlli e degli interventi.
Non basta raccogliere i sacchi abbandonati per restituire decoro a una strada. Occorre soprattutto impedire che vengano depositati illegalmente. Servono controlli costanti, verifiche sui conferimenti, individuazione dei responsabili e multe effettive. Dove necessario, anche attraverso l'utilizzo delle telecamere di videosorveglianza e degli strumenti di controllo già disponibili sul territorio.
Senza un'attività repressiva concreta, ogni campagna di sensibilizzazione rischia di restare lettera morta. E anche il miglior piano industriale potrebbe rivelarsi insufficiente se non accompagnato da un sistema capace di far rispettare le regole.

TARI sempre più cara e città sempre più sporca: la rabbia dei cittadini
A rendere ancora più difficile da accettare questa situazione è il peso economico che grava sulle famiglie. I cittadini sono chiamati a pagare una TARI sempre più salata, ma non sempre vedono corrispondere a questo sacrificio un servizio all'altezza delle aspettative.
La richiesta non è quella di avere una città perfetta dall'oggi al domani, ma di poter vivere in strade pulite, senza dover fare i conti quotidianamente con sacchi di immondizia abbandonati sotto casa, cattivi odori e marciapiedi occupati dai rifiuti.
Il nuovo appalto potrà rappresentare un'occasione per riorganizzare il servizio e migliorare la qualità della raccolta. Ma la vera sfida non sarà soltanto quella di mettere in campo più mezzi, organizzare meglio i turni o raggiungere percentuali più alte di differenziata. Sarà soprattutto quella di cambiare un sistema nel quale chi rispetta le regole sembra essere diventato l'unico a pagare le conseguenze dell'inciviltà altrui.
La politica discute del futuro dell'igiene urbana e dei milioni di euro necessari per garantirla. I cittadini, intanto, chiedono risposte sul presente.

E la domanda, a questo punto, è inevitabile: chi deve fermare questi incivili?

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