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Antiche Terme, rischio di perdere 12 milioni. I Democratici e Progressisti: «Castellammare non può più perdere tempo»

Una lettera alla città e alla Commissione straordinaria per chiedere risposte sul progetto di recupero del complesso termale, denunciare i ritardi e rilanciare la lotta alla camorra. Nel mirino anche i costi dell’intervento, il secondo lotto senza copertura finanziaria e il futuro delle concessioni delle sorgenti.

tempo di lettura: 7 min
31/10/2026 19:17:53
Antiche Terme, rischio di perdere 12 milioni. I Democratici e Progressisti: «Castellammare non può più perdere tempo»

Le Antiche Terme di Castellammare di Stabia tornano al centro del dibattito politico. A lanciare l'allarme sono i Democratici e Progressisti, che attraverso una lettera aperta rivolta alla città, alla Commissione straordinaria e alle forze politiche e sociali chiedono di accelerare il percorso per il recupero del complesso termale e di fare chiarezza sulle criticità emerse nell'iter amministrativo.
La preoccupazione principale riguarda i 12 milioni di euro destinati alla riqualificazione delle Antiche Terme e del Parco delle Acque, finanziamento disposto con la delibera CIPESS del 2 agosto 2022. Secondo quanto evidenziato nella lettera, entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere sottoscritto il contratto con l'aggiudicatario dei lavori, pena il rischio di perdere le risorse.
Una scadenza che, sottolineano i Democratici e Progressisti, era nota già dal luglio 2025. Il movimento teme che ai finanziamenti già persi per altri interventi strategici possano aggiungersi anche quelli destinati al patrimonio termale: vengono ricordati i 15 milioni di euro per Savorito e i 35 milioni revocati per interventi legati al porto e a Fincantieri.
«Dopo quattro anni dal finanziamento sarebbe davvero uno “scuorno” inaccettabile», si legge nella lettera, che invita le istituzioni a evitare un ulteriore fallimento nella gestione delle opportunità di sviluppo della città.

I costi aumentati e il progetto diviso in due lotti
Al centro delle contestazioni c'è la determina n. 2272, relativa alla gara europea per l'affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori della prima fase di riqualificazione delle Antiche Terme.
Secondo i Democratici e Progressisti, il progetto avrebbe progressivamente superato le disponibilità economiche iniziali, rendendo necessaria la suddivisione dell'intervento in due lotti. Il secondo, dal valore di quasi sei milioni di euro, non risulterebbe attualmente coperto dal finanziamento disponibile.
Si tratta di opere considerate importanti per garantire la piena funzionalità dello stabilimento, tra cui la realizzazione di un'area piscine all'aperto e il recupero del blocco terapeutico ai piani superiori dell'edificio principale.
Il rischio, secondo il movimento, è che la città si ritrovi con una struttura recuperata solo parzialmente, senza poter contare su tutti i servizi necessari a un effettivo rilancio dell'attività termale.
«In questi anni, invece di procedere senza una visione complessiva, non si poteva provare a rinegoziare con la Regione e con il Governo per ottenere le risorse necessarie a realizzare l'intero progetto?», chiedono i firmatari, indicando nella mancata ricerca di ulteriori finanziamenti un errore politico e amministrativo.

Sei punti da chiarire: dalla progettazione alle concessioni
La lettera è accompagnata da una nota tecnica che individua sei questioni sulle quali il movimento chiede approfondimenti e risposte da parte dell'Amministrazione.

Il primo nodo riguarda la crescita dei costi. La stima iniziale dei lavori contenuta nel Documento di Indirizzo alla Progettazione era di circa 7,98 milioni di euro, a fronte dei 12 milioni disponibili. Le successive previsioni avrebbero portato il fabbisogno complessivo a circa 18 milioni. I Democratici e Progressisti chiedono quindi di conoscere quali indagini strutturali, impiantistiche e idrogeologiche siano state effettuate nella fase iniziale e se eventuali carenze conoscitive abbiano inciso sulla valutazione economica dell'intervento.

Il secondo punto riguarda la gara di progettazione e la successiva modifica del contratto con il raggruppamento temporaneo di professionisti incaricato. In particolare, viene richiamato l'incremento di 90mila euro riconosciuto con la determina n. 883 del 2025, motivato dall'Amministrazione con il riferimento a circostanze impreviste e imprevedibili. Il movimento chiede di verificare se le criticità iniziali della progettazione potessero essere effettivamente considerate imprevedibili e se siano state garantite le condizioni di parità tra gli operatori economici.

Il terzo tema è quello della suddivisione in lotti e della concreta autonomia funzionale della prima fase. La domanda è se le opere finanziate con i 12 milioni consentiranno davvero di offrire servizi termali oppure se, senza il secondo lotto, il complesso resterà incompleto nelle sue funzioni principali.

Tra le questioni sollevate c'è anche quella della riapertura della stazione EAV adiacente alle Antiche Terme. I Democratici e Progressisti chiedono di conoscere la posizione dell'azienda di trasporto e quali iniziative siano state intraprese per garantire un collegamento ferroviario con il complesso. Un polo termale privo di adeguati collegamenti, sostengono, rischierebbe di rimanere isolato rispetto ai flussi turistici e alla mobilità cittadina.

Il quinto punto riguarda la tenuta del finanziamento e l'esistenza di una formale autorizzazione alla rimodulazione dell'intervento da parte della Struttura di Missione del CIS. Infine, viene chiesto di fare chiarezza sui rapporti con la Regione in materia di concessioni, sul futuro della sorgente Acetosella e sulla ripresa dell'attività di imbottigliamento, oltre che sui tempi per ottenere informazioni certe sullo stato delle sorgenti.

Il passato delle Antiche Terme e le occasioni mancate
Nella lettera viene ripercorsa anche la storia recente del complesso. I Democratici e Progressisti ricordano che le Antiche Terme erano state già ristrutturate attraverso il Contratto d'Area, con appalto del 7 marzo 2007, e consegnate nel 2012.
Un intervento che, secondo il movimento, avrebbe potuto consentire l'apertura della struttura già diversi anni fa, anche attraverso il coinvolgimento della Regione e dell'ASL, contribuendo a compensare almeno in parte la chiusura delle Nuove Terme.
Viene citata, in particolare, la determina n. 90 del 26 settembre 2017, nella quale si evidenziava una minore spesa di 1.689.854 euro dovuta al mancato appalto degli arredi e delle attrezzature sanitarie. In sostanza, le strutture erano state ristrutturate, ma non completate con le dotazioni necessarie per renderle operative.
Il movimento ricorda inoltre che nel 2023 il Comune aveva speso 700mila euro per acquisire all'asta la proprietà di una parte dello stabilimento, criticando l'impostazione seguita e la mancata definizione di un percorso concreto per il rilancio dell'attività termale.

La lotta alla camorra e il secondo scioglimento
La lettera non si limita alla vicenda delle Antiche Terme. Il documento allarga lo sguardo alla situazione complessiva di Castellammare, che negli ultimi quattro anni ha affrontato due scioglimenti del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.
Per i Democratici e Progressisti, dopo il primo scioglimento del 2022 la città avrebbe abbassato la guardia nella lotta alla criminalità organizzata. «La camorra esiste, agisce e condiziona la vita economica e politica della città e di parti dei nostri quartieri. Continua a uccidere», si legge nel documento.

A rendere ancora più urgente l'allarme è il riferimento all'omicidio avvenuto a Pimonte il giorno precedente, indicato come un ulteriore segnale della capacità di azione della criminalità organizzata sul territorio dei Monti Lattari. Un episodio che, secondo i firmatari, non può essere considerato isolatamente e che impone un impegno più forte da parte delle istituzioni, della politica e della società civile.

Nel documento viene anche rilanciata la necessità di una riflessione sulla legge che disciplina lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. I Democratici e Progressisti ritengono che la normativa debba essere rivista, introducendo anche regole più severe nei confronti della politica e delle strutture amministrative. Una riflessione che, secondo il movimento, deve coinvolgere anche il ruolo e il lavoro delle Commissioni straordinarie chiamate a guidare gli enti locali durante il periodo di commissariamento.

Verso il 2028: «Costruire adesso il riscatto della città»
L'ultimo passaggio della lettera è un appello a superare divisioni e vecchi schemi politici per costruire una nuova fase amministrativa e sociale. Il riferimento è anche al documento del 21 ottobre sottoscritto da diverse forze politiche e civiche del centrosinistra: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Verdi, Sinistra Italiana, Per, Psi, Democratici e Progressisti e Italia Viva.
L'obiettivo indicato è quello di costruire un movimento ampio e inclusivo per il «riscatto di Castellammare», partendo dai problemi concreti della città e individuando le priorità da sottoporre alla Commissione straordinaria, alla Città Metropolitana, alla Regione e al Governo.

Tra le proposte figura anche la richiesta di un accordo e di uno strumento specifico per sostenere i Comuni che hanno subito procedure di scioglimento per infiltrazioni mafiose, accompagnandoli nel percorso di recupero amministrativo, economico e sociale.
«La svolta che tutti auspichiamo per le elezioni amministrative del 2028 dobbiamo costruirla adesso», è il messaggio conclusivo. Per i Democratici e Progressisti, i prossimi mesi saranno decisivi: perdere altre opportunità significherebbe consegnare alla futura amministrazione una città ancora più fragile e con maggiori difficoltà da affrontare

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