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Castellammare - Ex Meb, la protesta degli operai licenziati. Torna il presidio davanti alla fabbrica di corso De Gasperi

Pressing di Cgil e FIOM davanti all'ex stabilimento Meridbulloni. I sindacati: «Lavoratori presi in giro da Vescovini, chiediamo il vincolo all‘area». Il sindaco: «La tutela dei lavoratori è prioritaria, siamo in contatto con la Regione Campania per valutare tutte le forme di salvaguardia».

tempo di lettura: 4 min
di Rita La Monica
22/01/2022 15:20:53

Questa mattina davanti ai cancelli dell'ex stabilimento Meridbulloni è andata in scena la protesta dei sindacati e degli ex-lavoratori Merdibulloni esclusi dal ciclo produttivo. Il presidio è tornato davanti alla fabbrica di corso Alcide De Gasperi, per un gruppo di lavoratori che contestano la perdita delle indennità che gli spettavano, come l'alloggio a Monfalcone e il ricongiungimento familiare una volta al mese. "Quello di Vescovini si è rivelato un bluff - esclama Gennaro Vitolo, sindacalista FIOM - Lo avevamo previsto e avevamo messo in guardia i lavoratori. Purtroppo non siamo stati ascoltati e i risultati sono disastrosi. I lavoratori sono stati raggirati da un perfido complotto orchestrato a regola d'arte da mala politica, sindacati di comodo e padroni opportunisti. Noi continueremo questa battaglia affinchè questi lavoratori siano legati all'area della ex Meridbulloni e gli sia garantito un nuovo lavoro che possa ridare dignità a loro e alle loro famiglie".

 A parlare per primo in diretta sui canali social di StabiaChannel è Antonio Santorelli, sindacalista FIOM. "La situazione è uguale a quella di un anno fa - esclama Santorelli - Almeno da quello che noi sappiamo i corsi di formazione hanno avuto durata breve perchè questi lavoratori della ormai ex Meridbulloni sono tutti lavoratori altamente specializzati e non avevano bisono di alcun corso di formazione. Avevano bisogno di prendere familiarità con gli strumenti che aveva l'ufficio di Monfalcone. La promessa era che a Castellammare o nei suoi dintorni sarebbe stato trovato un sito per questa nuova azienda in modo che i lavoratori non avrebbero lasciato il loro territorio. Ma a distanza di un nno pare che l'unica realtà possibile e immaginabile sarebbe la realtà di Acerra".

 

Santorelli incalza e attacca in particolare Alessandro Vescovini, l’imprenditore che ha deciso di investire nel Meridione fondando la Sbe-Sud e contrattualizzando i lavoratori rimasti a Castellammare e fuoriusciti da Meb. „Il problema vero è che alcuni operai sono rimasti fuori dal progetto di Vescovini. Inizialmene sono partiti da Castellammare di Stabia cinquantacinque lavoratori che sono andati a Monfalcone. Non ha assunto il delegato della FIOM proprio perchè legato alla FIOM ed era legato a me in quanto responsabile provinciale operante anche su quest'area. – denuncia Santorelli - Noi sin dall'inizio abbiamo detto di stare molto attenti visto e considerato che non c'era nessun accordo. Sempre e solo a parole e semplicemente sono stati trasferiti i lavoratori a Monfalcone con la promessa che entro un anno sarebbero tornati qua. E qua a distanza di un anno non è stata trovata nessuna area e non c'è stata la volontà di trovare nessuna area“.

Santorelli sostiene che "quest'area che già era Meb e Castellammare di Stabia è stata bocciata dall'inizio. Poi, c'era l'ex Avis dove era possibile prendere un'area e utilizzarla per mettere questa nuova azienda per dare una prospettiva a questi lavoratori e anche altri lavoratori, giovani stabiesi ad esempio. Acerra è a 50 km da qua. Quindi significa farsi 100 km al giorno e avere delle spese non indifferenti. I lavoratori sono stati presi in giro: su 55 operai rimangono in 21 a Monfalcone. Una parte sono stati licenziati e altri si sono licenziati e sono ritornati qua. Hanno incontrato il sindaco e chiedono che proprio su quest'area venga messa una clausola sociale perchè quest o significa legare i lavoratori all'area industriale".

Sulla vicenda proprio il sindaco Gaetano Cimmino si è espresso poco fa, spiegando che "la tutela dei lavoratori Meb è una nostra priorità assoluta e su questa direzione ci siamo mossi sin dal giorno in cui la proprietà ha deciso di chiudere improvvisamente la fabbrica a Castellammare". Il primo cittadino rivela di essere "in stretto contatto con la Regione Campania per valutare insieme tutte le forme di salvaguardia per questi lavoratori ed anche il vincolo all'area produttiva, allineandoci alle normative vigenti in materia per dare serenità alle loro famiglie". Non manca poi un riferimento ai proprietari dell’ex area produttiva Meb: "Attendiamo anche di conoscere le intenzioni della famiglia Fontana rispetto a quell'area produttiva, in merito alla quale le linee guida del Puc definiscono già uno scenario futuro da poter seguire ed anche il consiglio comunale si è espresso con chiarezza con un documento condiviso da tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione".

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