Nel clima politico sempre più teso che attraversa la città dopo le dimissioni del consigliere comunale del Partito Democratico Sandro Ruotolo e le polemiche seguite alle sue dichiarazioni post brindisi di Capodanno, arriva una nota durissima di Emanuele D’Apice, ex presidente del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia.
Un intervento diretto, “senza filtri”, nel quale D’Apice sente il dovere di chiarire la propria posizione personale e, allo stesso tempo, di lanciare un affondo politico contro il Partito Democratico e l’attuale classe dirigente cittadina.
“Sono pulito, non accetto insinuazioni”
D’Apice apre la sua presa di posizione rivendicando con forza la propria integrità personale. «Posso parlare con serenità e consapevolezza», scrive, sottolineando di essersi sottoposto a controlli e di non avere «nulla da nascondere». Un messaggio netto, accompagnato dal rifiuto di qualsiasi allusione o sospetto non supportato da prove: «Non permetterò mai che qualcuno possa insinuare il contrario».
Nel chiarire il proprio percorso, l’ex presidente del Consiglio comunale ricorda di aver rinunciato volontariamente alla candidatura nella scorsa tornata elettorale, pur potendolo fare, per una scelta di opportunità e rispetto delle istituzioni. Una decisione presa in attesa di una sentenza che lo ha poi visto assolto, proprio per evitare strumentalizzazioni politiche e mantenere, afferma, «un comportamento irreprensibile».
L’attacco al Partito Democratico
La nota entra poi nel vivo della polemica politica. D’Apice critica duramente il silenzio del Partito Democratico stabiese, accusato di “predicare bene e razzolare male”. Nonostante il clamore mediatico e politico delle ultime settimane, secondo l’ex presidente del Consiglio comunale, dal PD non sarebbe arrivata alcuna presa di posizione chiara sui fatti che stanno scuotendo Castellammare.
Un silenzio definito «assordante», che per D’Apice rappresenta la volontà di non affrontare la realtà e di continuare a eludere un confronto serio con la città.
“Castellammare merita di più”
Nel suo intervento, D’Apice allarga lo sguardo oltre l’attualità immediata, denunciando un sistema politico che, a suo giudizio, ha portato Castellammare alla situazione attuale. «Castellammare non merita di essere governata dalle stesse facce e dalle stesse logiche», scrive, invocando un cambiamento profondo e un’amministrazione composta da persone «pulite, oneste e che amino davvero la città».
L’ex presidente del Consiglio comunale lancia quindi un appello ai professionisti, alle persone perbene e a chi ha a cuore il futuro di Castellammare, invitandoli a lavorare insieme per costruire una nuova classe politica, libera da compromessi e capace di combattere non solo la camorra, ma anche la corruzione e le logiche di potere che hanno frenato lo sviluppo della città.
Oltre la camorra, una città da valorizzare
Un passaggio significativo della nota è dedicato alla necessità di non ridurre Castellammare esclusivamente al tema della criminalità organizzata. «Castellammare non è solo camorra», sottolinea D’Apice, ricordando il patrimonio di storia, cultura e talento che caratterizza la città e che merita di essere valorizzato.
Il messaggio finale è chiaro: basta con una “minestra riscaldata” e con una politica percepita come autoreferenziale. «Castellammare è pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia», conclude D’Apice, dichiarandosi pronto a farne parte «con le mani pulite, il cuore sincero e la voglia di lottare per un futuro migliore».
Una presa di posizione che si inserisce in un momento di profonda instabilità politica e che contribuisce ad alimentare il dibattito su leadership, responsabilità e prospettive future della città stabiese.
La tradizione del primo bagno dell'anno, che quest'anno è giunta alla sua 40esima edizione, si è svolta quest'anno sull'arenile stabiese.