È scontro al vertice allo Stadio Olimpico, con Roma e Napoli che si sfidano per dare un segnale forte e soprattutto mettere in mostra le proprie credenziali per recitare il ruolo di anti-Juve in un campionato mai così equilibrato. Dzeko contro Mertens: scintille purissime pronte a far deflagrare una partita che offre spunti interessanti in ogni zona del campo. L’attacco atomico made in Sarri contro una Roma chirurgicamente a segno da 27 gare di fila, a una sola lunghezza da un record che proietterebbe la squadra di Di Francesco nella storia. Per analizzare i segreti della squadra capitolina è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Alessandro Carduccci, direttore della testata www.vocegiallorossa.it
Roma-Napoli è la sfida tra le squadre più in forma del campionato: 7 successi su 7 per gli azzurri (12 consecutivi considerando anche la scorsa stagione), mentre la Roma viene da 5 vittorie di fila con il solo ko giunto all’Olimpico contro l’Inter in una partita sfortunata sotto tanti punti di vista. Si può dire che si tratta di una partita spartiacque per il campionato?
“Mi incuriosisce tantissimo il big-match tra Roma e Napoli, perché entrambe per motivi diversi possono lanciare un segnale importante. Se i giallorossi dovessero conquistare l’intera posta in palio, maturerebbero la consapevolezza di poter realmente dire la propria in ottica Scudetto. La squadra guidata da Di Francesco non partiva con i favori del pronostico a causa di un organico rinnovato in tantissimi elementi, ed è inutile nascondere che Juventus e Napoli occupassero le migliori posizioni in griglia di partenza. Sarà un confronto affascinante contro una squadra che propone un gran calcio, con l’obbligo di confermarsi in un big-match visto che tra le squadre top i partenopei hanno finora affrontato soltanto la Lazio. Non possiamo parlare di una sfida decisiva perché siamo soltanto ad ottobre, ma il risultato finale offrirà spunti interessanti ed indicazioni importanti sul prosieguo della stagione”.
Bomber a confronto: un 9 autentico contro un altro che si è riscoperto bomber di razza un po’ per caso. Entrambi a quota 7 ed in un momento di forma impressionante: 2 gol per entrambi in trasferta nella scorsa stagione, sarà quella tra Dzeko e Mertens un’inevitabile sfida nella sfida?
“Assolutamente. Mertens ha sfruttato alla grande l’infortunio di Milik nella scorsa stagione, mettendo in mostra doti e numeri da attaccante consumato. Non possiede le caratteristiche del centravanti classico a cui siamo abituati, però fa molto movimento, segna gol a grappoli ed è un calciatore fondamentale per l’economia della squadra partenopea. Dall’altra parte c’è Dzeko, che pur continuando a ricevere qualche critica di troppo, continua a timbrare il cartellino in maniera costante da circa un anno a questa parte”.
Tanti i potenziali duelli tra top-player di indiscusso valore. Quali a tuo parere quelli più interessanti, e dove potrebbe decidersi la gara?
“La chiave della partita potrebbe essere la posizione di Nainggolan: se Di Francesco dovesse alzarlo su Jorginho, avremmo un duello che costituirebbe lo snodo fondamentale della partita. Se l’italo-brasiliano riuscisse ad eludere l’eventuale pressing alto come accaduto ai danni di Biglia nel secondo tempo di Milan-Roma, ne beneficerebbe l’intera compagine partenopea godendo di maggiore fluidità di manovra. Di Mertens e Dzeko abbiam già parlato, mentre un ruolo decisivo potrebbe giocarlo anche Kolarov, perché quando la Roma va a sinistra sull’asse Kolarov-Perotti può fare molto male. Per quanto riguarda il Napoli, Hamsik e Insigne hanno qualità e capacità di spostare gli equilibri”.
Una squadra che ha saputo vincere un po’ di scettismo iniziale dopo la rivoluzione operata da Monchi. Come è cambiata la Roma di Di Francesco rispetto a quella di Spalletti e cosa manca ancora per essere un po’ più cinica tra le mura amiche?
“Forse un po’ di cinismo manca storicamente alla Roma. È cambiato il modulo, ma soprattutto questa Roma cerca di esprimersi con una difesa più alta facendo gioco nella metà campo avversaria. Le squadre di Di Francesco spremono molto gli esterni altri e le mezzali, per cui sono proprio questi i ruoli chiave della squadra. Il tecnico ha sempre detto di aver bisogno di tempo,e la sconfitta iniziale con l’Inter aveva complicato un po’ le cose in avvio di stagione pur essendo stata una gara stranissima persa nonostante tanti legni colpiti ed uno dei pochissimi errori del VAR con la mancata concessione di un rigore solare su Perotti. Poi il crollo fisico negli ultimi 20 minuti, con l’Inter che dilaga in un match che 9 volte su 10 non avrebbe vinto. Quindi è giunto il pareggio con l’Atletico Madrid al termine di una partita molto sofferta, anche se va considerata la caratura di un avversario che ha raggiunto 2 finali di Champions negli ultimi 4 anni ed è quindi nettamente superiore soprattutto sul piano dell’esperienza. Archiviato lo scoglio spagnolo la Roma ha poi inanellato una striscia di 5 successi di fila, per cui la prima parte di stagione può sicuramente definirsi positiva anche in virtù di un calendario tutt’altro che agevole”.
Situazione infortunati in casa Roma, Pellegrini dovrebbe farcela, El Shaarawy e Strootman out: come cambierà la formazione?
“In porta ci sarà Alisson, con la linea difensiva composta da Bruno Peres, Manolas, Fazio e Kolarov. Centrocampo a 3 con Pellegrini, De Rossi e Nainggolan a supporto di un attacco guidato da Edin Dzeko, i cui scudieri saranno Florenzi e Perotti. Poi è ovvio che il sistema di gioco potrà variare da un 4-3-3 classico ad un 4-2-3-1 in base alla posizione di Nainggolan che rappresenta l’ago della bilancia”.
Il calcio è fatto anche di favole: Florenzi quasi un anno fuori a causa del doppio infortunio al ginocchio, e ritorno al gol tra le lacrime chiudendo il match contro il Milan. Grande cuore e gli auguri a Milk, che dopo la rete allo Shakhtar ed il lento e graduale recupero subisce un nuovo intervento al crociato. Florenzi sarà della gara, Milik dovrà ancora una volta lottare duramente per tornare a combattere.
“Il destino è stato purtroppo crudele con entrambi. Florenzi non è riuscito neanche a scendere in campo tra il primo ed il secondo infortunio, con la ricaduta in allenamento che lo ha praticamente tenuto fuori per l’intera stagione scorsa. Ora è tornato sul rettangolo verde, e probabilmente la sua assenza è stata sottovalutata perché Florenzi ha qualità tali da poter essere impiegato come terzino, esterno ma anche mezzala sia a destra che a sinistra. Contro il Napoli potrà recitare un ruolo da protagonista anche in virtù dell’assenza di El Shaarawy. Milik è stato un calciatore inseguito a lungo dalla Roma prima di approdare alla corte di Maurizio Sarri: a lui va un grosso in bocca al lupo, anche perché due infortuni al ginocchio complicano moltissimo la sua crescita, ed avrà bisogno di tempo per ritrovare forma fisica, contatto col campo e soprattutto sicurezza con il pallone e nei contrasti”.
Gara d’alto profilo, tifoserie calde e sempre vicine alla squadra, dispiace vedere tante restrizioni per una gara che meriterebbe una cornice di pubblico degna della grandi occasioni.
“Sarebbe bello poter rivedere un gemellaggio o quantomeno buoni rapporti tra le tifoserie di Napoli e Roma. È una situazione un po’ assurda quella che stiamo vivendo negli ultimi anni, anche perché romani e napoletani sono molto simili nel modo di pensare ma soprattutto sono accumunati da spensieratezza, allegria ed ironia con le quali affrontano le difficoltà della vita quotidiana. Ho tanti amici nel capoluogo campano e dispiace davvero il clima pesante creatosi da diversi anni a questa parte”.
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